Un trio d’eccezione ha presentato il film “Benvenuti al Sud” al Parlamento europeo di Bruxelles. Gli eurodeputati Mario Mauro (Pdl), Crescenzio Rivellini (Pdl) e Mario Borghezio (Lega Nord) hanno introdotto e concluso con un vivace dibattito il film di Luca Miniero di fronte ad una platea italianissima. Sotto di loro due bandiere: quella italiana e quella del Regno delle Due Sicilie. Mancava solo quella padana.

“Benvenuti al Sud”, remake del film francese “Bienvenue chez les Ch’tis”, riprende in maniera ironica e scanzonata tutti gli stereotipi del Meridione attraverso il racconto di un direttore delle Poste di un paesino della Brianza, impersonato da Claudio Bisio, che viene trasferito a Castellabate, in provincia di Salerno. Tra una gag e l’altra, il film fa una panoramica su tutti i luoghi comuni e pregiudizi sul Meridione. Ovviamente il lieto fine restituisce onore e dignità all’intero Mezzogiorno e ai suoi abitanti. Il risultato, anche se non originale, è tutto sommato divertente.

Ma la parte migliore della serata è stata il dibattito tenuto dai tre eurodeputati. Rompe il ghiaccio Rivellini, napoletano doc e “uomo di destra” come ama definirsi, che giustifica così la presenza di Borghezio alla proiezione di un film comico sui pregiudizi nei confronti dei meridionali: “Mario è una delle persone culturalmente più preparate che conosco. Siamo molto legati l’uno all’altro”. Pronti i ringraziamenti di Borghezio, che dopo aver attribuito “tutti i meriti dell’organizzazione della splendida serata all’amico Crescenzo”, ricambia la “stima e la simpatia immediata” che lo ha legato al collega partenopeo, con il quale confessa di aver visitato con piacere Napoli. “Siamo così amici che ho passato mezz’ora con lui a NapoliMania di via Toledo (negozio di accessori napoletani) a viso scoperto e senza protezioni”. Se non un segno di profonda amicizia, sicuramente è stato un atto di coraggio, viste le frequenti boutade pubbliche di Borghezio nei confronti dei meridionali.

Il dibattito prende subito i toni di una chiacchierata tra amiconi, tanto che Borghezio ricorda i tempi in cui, neolaureato, andò a Napoli per un concorso all’università. Purtroppo andò male. Spontaneo domandarsi cosa sarebbe successo se invece avesse vinto. “Bisognerebbe organizzare più spesso serate di questo tipo – riprende Borghezio – non bisogna vivere in compartimenti stagni”. Da qui il significato “metapolitico” del film individuato da uno dei fondatori della Lega Nord: “E’ importante difendere la propria identità contro l’immigrazione e lo sradicamento dei popoli”. E tutto grazie all’interpretazione dell’ignaro Claudio Bisio.

La parola torna quindi a Rivellini, che ricorda anche lui con piacere le serate napoletane in compagnia di Borghezio. “Una sera siamo entrati in un ristorante dove c’era un cartello di divieto per i leghisti”. Si tratta dei cartelli che qualche negoziante partenopeo aveva affisso lo scorso giugno dopo i cori da stadio cantati a squarciagola contro i napoletani all’ultimo raduno della Lega Nord a Pontida. “Ovviamente dopo l’ingresso dell’amico Mario il cartello è stato tolto”, rassicura Rivellini.

Dopo i convenevoli e dopo essersi dichiarato di nuovo “uomo di destra”, l’eurodeputato del Pdl ricorda un libro che ha segnato molto la sua crescita politica. La teoria politica di Max Weber? L’estetica di Benedetto Croce? La democrazia in trenta lezioni di Giovanni Sartori? No, “Il Signore degli Anelli” di John Ronald Reuel Tolkien. “Nel romanzo nove esseri diversi si uniscono per combattere il male nel mondo. Mario, noi dobbiamo fare lo stesso”, esorta Rivellini. Applausi.

Tra i due, Mario Mauro che, definendosi “nordista di San Giovanni rotondo”, ricorda in modo salomonico: “Siamo tutti meridionali per qualcuno”.

di Antonio Leccese