“È evidente che non ci sono le condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al governo Berlusconi”. Lo ha detto Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, ospite di Omnibus. “Alla fine sono convinto che Berlusconi sceglierà la via più saggia che è quella delle dimissioni per evitare di essere sfiduciato”, aggiunge. “Non c’è dubbio -spiega- che il passaggio parlamentare non può non essere legato a un elemento di discontinuità”. In riferimento alla posizione di Pier Ferdinando Casini, Bocchino dice: “Casini fa parte dell’opposizione, noi abbiamo altre responsabilità”. “Siamo in attesa di una risposta da Silvio Berlusconi. Ammesso che fa shopping in Parlamento poi che fa? Se Berlusconi viene il 13 e dice che c’è una situazione di stagnazione, dice ‘mi rendo conto che bisogna fare delle riforme istituzionali, la riforma della legge elettorale, la riforma del Fisco, un grande provvedimento economico e socialè troverà una maggioranza più ampia. Questo chiediamo noi. Non chiediamo posti: li abbiamo restituiti”, ricorda Bocchino.

Ma la crisi di Governo, secondo Roberto Maroni, non metterà in discussione il federalismo. “Il rischio di chi cerca di tirare il freno a mano o di mettere il bastone tra le ruote nel meccanismo messo in moto per attuare il federalismo non fermerà questo processo. Una crisi di governo o le elezioni anticipate non interromperanno l’attuazione dei decreti attuativi”, ha detto il ministro dell’Interno. “Il nostro imperativo è resistere, poi succeda ciò che deve succedere. Noi – ha sottolineato – abbiamo inteso sempre la riforma federale come un processo lento e faticoso, ma inarrestabile. Se poi qualcuno lo vuole fermare dobbiamo impedirglielo nell’interesse di tutti”. Poco dopo, però, Maroni cambia versione parlando con i sindaci lombardi riuniti a Milano: “Non so neanche se arriveramo a fare il decreto di fine anno” sul federalismo. “Non so neanche – continua – cosa succedera’ il 14 dicembre”.