“La Biblioteca nazionale di Firenze ha bisogno di nuovi “angeli del fango” come nel 1966 quando migliaia di giovani, tra cui Ted Kennedy, arrivarono da tutto il mondo per salvare i preziosi volumi dalle acque dell’Arno”. È questa l’amara constatazione di Donatella Massai, direttrice generale della Robert F. Kennedy Foundation of Europe e ideatrice della petizione lanciata online per salvare la Biblioteca fiorentina dal drastico taglio dei fondi previsto dal Ministero per i Beni e le attività culturali.

Per capire quale patrimonio di cultura rappresenti la Biblioteca bastano alcune cifre: 235mila accessi online al giorno, 120 chilometri lineari di materiale per un totale di 6 milioni di volumi stampati, 25mila manoscritti, 350mila fascicoli l’anno di periodici. A fronte di una mole simile di opere, la Biblioteca può contare solo su 196 dipendenti di cui 45 part time (la biblioteca di Parigi ne ha 2500, quella di Londra 1260, quella croata 500).

“Per far funzionare la Biblioteca nazionale di Firenze occorre più di un milione di euro l’anno – spiega Donatella Massai – ma il finanziamento previsto per il 2011 sarebbe di soli 350mila euro a fronte dei 716mila stanziati per il 2010 dal Ministero”. Tagliare i fondi potrebbe significare dover dimezzare l’orario di apertura della biblioteca che oggi va dalle 8 alle 19 e che in un futuro prossimo rimarrebbe limitato alla sola mattinata. “Chiudere le sale al pomeriggio significa far morire la biblioteca – racconta ancora la Massai – Basti pensare agli studenti di tutte le età che hanno da sempre frequentato quei luoghi e che non potrebbero più farlo”. Ida Antonia Fontana, direttrice della biblioteca, conferma l’esistenza delle gravi difficoltà economiche in cui versa l’istituto, ma preferisce non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda: “Ho ricevuto rassicurazioni che i fondi verranno trovati. Certo è che se non sarà così, la riduzione dell’orario sarà il primo dei sacrifici”.

La Fondazione europea intitolata al senatore Robert Kennedy da anni è impegnata in progetti di educazione nelle scuole, diffusione della cultura e difesa dei diritti umani. “Proprio in virtù della nostra vocazione educativa – spiega la direttrice – abbiamo lanciato l’appello online per salvare la Biblioteca nazionale di Firenze, la prima in Italia per completezza di fondi e qualificata come Archivio nazionale del libro italiano. L’intento è quello di raggiungere più persone possibili, di far conoscere la situazione della biblioteca, di mobilitare le coscienze in nome di un patrimonio culturale inestimabile”.

Se nel 1966 era il fango dell’alluvione a insidiare la biblioteca, oggi è la mancanza di finanziamenti. Riguardo ai prossimi mesi, Ida Antonia Fontana, direttrice dell’istituzione fino al prossimo 29 novembre, ha dichiarato a La Nazione del 22 settembre: “Non riusciremo a pagare le spese per la luce, la pulizia e soprattutto per la catalogazione che, solo grazie a uno stanziamento del Monte dei Paschi di Siena, è ripresa pur coprendo solo il 10% dei volumi pubblicati negli ultimi due anni”.

Secondo Donatella Massai “stupisce che il Ministro  per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, non abbia lanciato di propria iniziativa una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per la Biblioteca. Nessuno si tirerebbe indietro: la Biblioteca nazionale di Firenze è la nostra casa comune e toglierle i fondi equivale a distruggerla. Qualcuno oserebbe distruggere il Colosseo?”

Il Ministero non è rimastro indifferente all’appello e in una nota diffusa questa mattina, rassicura: “Il ministro per i Beni e le attivita’ culturali Sandro Bondi assicura il necessario sostegno scientifico e finanziario, pur nel contesto generale di forte contenimento della spesa pubblica, per la Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Con accreditamenti aggiuntivi a favore della Biblioteca e con la rimodulazione del 20% delle somme tuttora presenti nella contabilità speciale dell’Istituto, si garantirà il servizio pubblico ai livelli di qualità sempre ampiamente raggiunti dalla Biblioteca”.