Diventa ogni giorno più scandaloso il silenzio delle istituzioni e della Prefettura di Brescia sulla vicenda di Adro.

Nessuno agisce per fare in modo che il sindaco ottemperi a quanto chiesto dal ministro Mariastella Gelmini e dal dirigente scolastico regionale: togliere cioè i simboli del partito della Lega dagli ambienti e dalle attrezzature di una scuola pubblica.

Tutto accade malgrado le indicazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nonostante questo però il ministro dell’Interno Maroni, “compagno” di partito del sindaco di Adro Oscar Lancini, sembra avere archiviato la faccenda con un sintetico: “Io mi sarei fermato ad intitolare la scuola a un grande personaggio come Miglio”. Nel frattempo però ieri mattina, nel parcheggio davanti alla scuola si è presentato un uomo con tanto di bandiera della Lega e striscione manifestando la sua approvazione per la scelta del sindaco del paese.

“Un tizio venuto da Parma” hanno poi spiegato alcune mamme che oltre a fotografare l’ospite cominciano a temere che l’aria diventi davvero pesante, che la situazione possa sfuggire al controllo delle stesse istituzioni. Da ieri è scesa in campo anche l’associazione Federconsumatori presenterà un esposto alla Prefettura di Brescia affinché ad Adro sia “ristabilita la legalità”. Scrive   il presidente Rosario Trefiletti: “Sono numerosi i genitori e i parenti degli alunni che frequentano la scuola di Adro che si rivolgono alla Federconsumatori per esprimere la propria preoccupazione relativamente a una situazione che può degenerare, con rischi per l’ordine pubblico, ancora più gravi   perchè in presenza di minori”. Interviene Federconsumatori in merito anche “all’allarme per la degenerazione sociale, culturale e per i costi sostenuti e da sostenere, abbiamo dato mandato ai nostri legali di presentare un esposto alla Prefettura perché intervenga per ristabilire la normalità in quell’istituto”.

Trefiletti si augura che vi sia un rinsavimento di questa amministrazione, che dopo il caso della mensa “non paghi non mangi” è tornata alla ribalta “per apologia partitica, caratterizzandosi quindi per insensibilità e spiccate tendenze discriminatorie”. Nessuna dichiarazione dalla prefettura di Brescia. Da registrare anche il commento dell’ assessore regionale Massimo Buscemi (Pdl) che su Adro ha dichiarato: “Marchiare con dei simboli politici una scuola pubblica, ma quand’anche fosse privata, non è concepibile”. Ieri poi è stato anche il giorno degli emendamenti presentati dal Carroccio con i quali si chiede “di sostenere in via prioritaria gli studenti   lombardi anche sugli interventi a favore del diritto allo studio” e l’effettiva applicazione della legge regionale in cui si stabilisce che il 20 per cento dei programmi deve essere dedicato ad argomenti legati al territorio. Più soldi insomma, a chi metterà nei programmi argomenti “padani”.

da il Fatto Quotidiano del 24 settembre 2010