Ero un sicario dell’economia [an economic hit man (EHM)], parte di un gruppo d’elite di moderni “killer professionisti” che promuovono gli interessi delle grandi multinazionali e di alcuni settori del governo americano. Avevo una qualifica altisonante – Chief Economist – e uno staff di economisti, consulenti d’impresa e analisti finanziari super qualificati che producevano imponenti relazioni che potevano legittimare qualunque cosa, ma il mio vero lavoro era ingannare e saccheggiare il Terzo Mondo.

Anche se noi EHM lavoriamo in vari modi, il nostro compito più comune è quello di identificare i Paesi che possiedono le risorse che servono alle nostre aziende. Poi, seduciamo, corrompiamo e costringiamo i leader locali a sfruttare il proprio popolo – accettando prestiti che quei paesi non potranno mai ripagare, privatizzando i beni di proprietà dello Stato, legalizzando la distruzione di un ambiente fragile e vendendo a prezzi stracciati alle nostre multinazionali quelle risorse preziose. Quando i leader si oppongono vengono rovesciati o assassinati da bande sponsorizzate dalla Cia.

Avevamo ottenuto un tale successo nel Terzo Mondo che i nostri capi ci hanno fatto sviluppare strategie simili negli Stati Uniti e nel resto del pianeta. Il risultato è una forma di capitalismo insostenibile. Durante i suoi circa 400 anni di esistenza, il capitalismo ha assunto varie forme. Questo – quello che io chiamo “Capitalismo Predatorio” – è forse il peggiore. Ed è l’elemento determinante che spiega l’attuale crisi economica. Nonostante temporanee riprese, questa crisi è l’apice di uno tsunami globale, che oggi stiamo sperimentando e che dobbiamo trovare il modo di invertire per il futuro dei nostri nipoti e dei loro figli.

Davanti a questo tsunami economico globale sta ora a ognuno di noi decidere quale futuro non solo immaginiamo, ma vogliamo contribuire a creare. Questo è quello per cui ho deciso di impegnare il resto della mia vita.

Vogliamo un mondo governato da pochi miliardari, occupati a controllare le risorse del pianeta con l’unico fine di servire i loro appetiti sempre più voraci? Vogliamo più debito, privatizzazioni e mercato in cui i signori del furto si innalzano al di sopra delle leggi che valgono solo per il resto della popolazione?

Vogliamo comprare da aziende che finanziano il rovesciamento di governi eletti democraticamente? Che indeboliscono i nostri presidenti e le altre cariche elettive? Vogliamo continuare a crescere i nostri figli in un pianeta dove meno del 5 per cento della popolazione consuma più del 25 per cento delle risorse, e meno del 10 per cento di quel 5 per cento controlla i patrimoni, e dove circa metà del mondo vive in povertà?

Non bisogna essere un sicario dell’economia per capire questi numeri sbalorditivi e quello che rappresentano. La buona notizia è che tutto ciò che devi fare è impegnarti per cambiare le cose per il futuro. Tu puoi essere uno dei molti che stanno combattendo per rompere i vecchi schemi, per liberarsi dal capitalismo predatorio e lasciare in eredità alle future generazioni un mondo che rifletta gli ideali di un’autentica democrazia, un mondo indirizzato verso una società sostenibile, giusta e pacifica per ciascuno di noi.

Il potere non spetta a nessun politico o ai signori del furto, o ai sicari dell’economia. Il potere spetta a noi. Io credo nel nostro potere e in quello che possiamo fare insieme.

Traduzione a cura di Chiara Avesani

Il sito di John Perkins
Confessioni di un sicario dell’economia, il libro rivelazione di John Perkins (Minimum Fax, 2005)

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Unicredit, Profumo all’ultimo duello

next
Articolo Successivo

Unicredit, il giallo delle dimissioni di Profumo

next