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Archivio cartaceo | di Beatrice Borromeo

10 luglio 2010

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Eutelia in manette

Otto manager arrestati per bancarotta fraudolenta. Samuele Landi latitante a Dubai

Una frode “colossale”. Reati “gravissimi e allarmanti per la collettività”. La magistratura romana definisce così lo scandalo Eutelia, disponendo l’arresto di otto dei suoi protagonisti per “bancarotta fraudolenta”. Le indagini della Procura di Roma, condotte dai pm Raffaele Cascini, Paolo Ielo e Maria Francesca Loy sono partite dopo la cessione di Agile, ramo d’azienda specializzato in information technology, da Eutelia a Omega. Proprio questa operazione sarebbe lo snodo dei rapporti criminosi tra i vari manager implicati nella vicenda, sette dei quali si trovano ora in prigione. Ieri ci sono state perquisizioni in tutta Italia per trovare ulteriori documenti sul sistema che permetteva di disfarsi di società indesiderate, a costo zero, salvando gli asset e sgravando il resto della compagnia da debiti e da migliaia di impiegati (con le loro liquidazioni). I manager, si scrive nell’ordinanza, “concorrevano a cagionare il dissesto della società con una pluralità di azioni dolose, tra loro coordinate e orientate alla spoliazione di Agile”.

In galera. Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono tutti i personaggi chiave del caso Eutelia, definiti “arroganti e spregiudicati”: a partire da Samuele Landi, ex amministratore di Eutelia nonché presidente del cda di Agile proprio al momento della cessione. Landi, il paracadutista con la passione per le arti marziali, è però l’unico a non trovarsi in carcere: è latitante a Dubai. Ma anche dagli Emirati Arabi, Landi – che ha lasciato dietro di sé suo fratello Isacco e il presidente del cda Eutelia Leonardo Pizzichi (fino a novembre nel collegio sindacale di Monte Paschi, banca creditrice di Eutelia), entrambi in manette – si fa sentire: “Non mi è stato notificato alcun provvedimento”, dichiara. Poi sottolinea che il proprio coinvolgimento nella vicenda dipende solo dalla sua qualità di presidente del Cda Eutelia che ha firmato, in seguito a una decisione votata a maggioranza, la cessione di Agile: “È un ennesimo sopruso della magistratura”.

La procura ritiene di avere abbastanza prove per arrestare non solo i vertici di Eutelia e di Agile, ma anche quelli di Omega, rendendo palesi i legami tra le parti. Sono Claudio Marcello Massa, “amministratore di fatto” di Agile e amministratore pro tempore di Omega, Pio Piccini, amministratore delegato di Omega e amministratore unico di Agile e Antonangelo Liori, definito il “dominus” del gruppo Omega. Lo scopo era costruire una partita di giro: le società cambiano proprietario, portandosi dietro crediti e commesse e lasciando scatole vuote con debiti, dipendenti, relativi stipendi (non pagati) e liquidazioni.
Il sistema che emerge nell’ordinanza di custodia cautelare racconta un nuovo prototipo di business, che si adatta ai tempi della crisi. Sono due i modelli di bancarotta fraudolenta: nel primo si spoglia semplicemente una società dei suoi beni, per trattenerli in un’altra. Nella seconda si agisce consapevolmente per portare una società al fallimento, nei tempi e nei modi desiderati. Il caso di Eutelia, secondo la procura, sarebbe il primo (riempiendo Agile con 1922 dipendenti e 54 milioni di euro di tfr) mentre Omega appartiene al secondo, e per i magistrati lo fa di mestiere. Tutt’e due ci guadagnano. Un’operazione “studiata a tavolino, pensata e poi realizzata – dicono i pm – tutta a scapito dei primi creditori, cioè i lavoratori di Agile”.

L’irruzione. La famosa irruzione di Samuele Landi nella sede romana di via Bona di Eutelia, coltello tra i denti e cappellino col teschio, accompagnato da 15 vigilantes, ha attratto l’attenzione della stampa nazionale sulla storia di Eutelia, a novembre. La motivazione ufficiale era quella di sgomberare la palazzina dai dipendenti in presidio. Nell’ordinanza, però, viene data una diversa lettura: Landi e i vigilantes sono entrati all’alba, arrendendosi quasi immediatamente agli impiegati, in netta maggioranza numerica, e alla polizia che è stata immediatamente chiamata. Erano in 15, ma le volanti ne hanno portati via solo 12. Poco dopo i lavoratori, ispezionando lo stabile, hanno sorpreso nella sala computer, dove si custodiscono tutti i documenti della società, tre dei vigilantes di Landi, due dei quali erano i responsabili della security di Eutelia.

Le intercettazioni. Senza intercettazioni non tutti gli arresti di ieri sarebbero stati effettuati, e non sarebbero chiari i legami che uniscono i manager di Eutelia con quelli di Omega. Rapporti definiti come frequenti, amichevoli, che mostrano un patto, un “previo accordo fra gli indagati finalizzato alla commissione dei fatti illeciti di bancarotta”. I manager Eutelia hanno anche cercato di avvicinare i custodi cautelari di Agile (in particolare Daniela Saitta, tentativo fallito), che hanno in gestione anche Eutelia da quando è stata dichiarata insolvente. Poi Pizzichi è stato intercettato un mese fa mentre, parlando con tale Andrea Grifani, pianifica incontri (mai avvenuti) che potevano aprire loro ogni porta: con Cesare Damiano e soprattutto con Gianni Letta sul fronte politico e poi sul quello imprenditoriale con Matteo Colaninno. I più nervosi però sono Massa e Liori, che in una telefonata del 5 maggio discutono: “Massa – si legge nell’ordinanza – si sfoga dicendo che ‘è meglio non farsi più vedere insieme perché, se Eutelia cade, succederà qualcosa ed è meglio che se c’è da pagare paghi uno solo’. Liori risponde che non deve pagare nessuno, deve pagare solo Scajola (Claudio, ndr) perché è un ladro e un pezzo di merda…”.

Nell’ordinanza si può anche leggere un’intercettazione di Antonangelo Liori, l’ex direttore dell’Unione Sarda che ha già accumulato condanne in primo grado per oltre 20 anni di carcere (i reati contestati sono societari, finanziari e anche comuni, come il riciclaggio). Liori, che ieri entrando in carcere a Cagliari ha chiesto dieci libri e un dizionario di greco, è stato intercettato dopo un incontro con i sindacati mentre parla con suo fratello Sebastiano: se fallisce Agile “io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero e la mia villa… tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro… punto… questa è la storia”.

Dove sono i soldi? Nell’ambito della cessione del ramo Agile al gruppo Omega, Eutelia ha provveduto alla “distrazione di 11.179.989 euro e alla sottrazione di crediti dalla società stessa, ceduti senza corrispettivo a garanzia di obbligazioni assunte da altri soggetti per un valore pari a oltre 5.529.543 euro”. Tradotto: Eutelia, prima di liberarsi di Agile, si è tenuta i soldi e pure i crediti, lasciando nel ramo d’azienda ceduto tutti i debiti e gli oneri (oltre 50 milioni di euro). Secondo la procura, i soldi intascati direttamente dai manager arrestati sono molti e non sono in Italia. Ma i pm sembrano già sapere in quale paradiso fiscale cercarli.

Da Il Fatto Quotidiano del 10 luglio 2010

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  1. Massimiliano Gazzale scrive:

    Non credevo li pizzicassero. Bravi e coraggiosi i pm

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  2. [...] magari scopri che ti licenziano non perchè c’è la crisi, ma perchè hanno truffato tutto il truffabile . . [...]

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