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Referendum e vittoria del No, il leghista Attilio Fontana rilancia: “L’Autonomia non basta, serve il federalismo”

La crisi all'interno del centrodestra dopo le dimissioni di Bartolozzi, Delmastro e Santanchè e il nodo primarie nel centrosinistra. Salis: "Divisive". Banaccini e Fratoianni: "Prima il programma"
Referendum e vittoria del No, il leghista Attilio Fontana rilancia: “L’Autonomia non basta, serve il federalismo”
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  • 13:04

    Sangiuliano: “Meloni saprà rilanciare azione politica”

    “Questo governo ha dato una dimostrazione di stabilità che nella storia italiana è più unica che rara”. È quanto detto dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a margine della seduta di bilancio al Consiglio regionale della Campania. “La stabilità che ha avuto questo governo e i successi che ha avuto soprattutto in economia in questo governo sono innegabili. Io vengo da un anno trascorso in Francia. Tutti i grandi magazine francesi hanno fatto delle copertine e nei dibattiti televisivi francesi non si fa altro che parlare del nuovo miracolo economico italiano, cioè l’Italia ha raggiunto la Francia come reddito pro capite dei cittadini. Noi siamo il quarto paese esportatore al mondo”, ha proseguito Sangiuliano. “La disoccupazione, lasciamo stare dai casi marginali come la nostra regione, però la disoccupazione nel nostro Paese è scesa. Lo spread è sotto controllo, i mercati internazionali ci danno fiducia mentre la Francia è stata messa in posizione critica dalle grandi agenzie di rating. L’Italia è giudicata positivamente, ora tutto questo non lo possiamo dimenticare per il referendum che è un fatto importante, non va sottovalutato, ma io sono convinto che Giorgia Meloni saprà dare una scossa al governo e rilanciare l’azione politica“, ha chiuso Sangiuliano.

  • 12:16

    “Gasparri si dimetterà tra poco”

    In giornata, secondo quanto si apprende, Maurizio Gasparri si dimetterà dal ruolo di capogruppo di Forza Italia al Senato. Nel pomeriggio è stata convocata una riunione dei senatori azzurri e all’ordine del giorno ci sarà la questione e la scelta del successore. In pole, la senatrice Stefania Craxi.

  • 12:08

    Ronzulli: “Leadership di Tajani non in discussione”

    “Quanto ai retroscena che ho letto su alcuni giornali, io non sono disponibile a fare il capogruppo al Senato. Uno, perché non si torna mai a fare un mestiere che già è stato fatto, e io l’ho già fatto. Due, perché non voglio mancare di rispetto al Senato che mi ha eletta vice presidente, un lavoro che a me piace. Tre, perché non sono una persona che consuma delle vendette”. Così a Coffee Break, su La7, la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli. “Non credo che la leadership di Tajani sia in discussione in questo momento”, ha aggiunto intervenendo all’Aria che tira sempre su La7. “Il congresso nazionale ci sarà, perché lo chiede lo statuto. E probabilmente si anticiperà anche di qualche mese. Ci saranno anche i congressi regionali, ma “Sui congressi regionali io mi sono già espressa ieri in una riunione del partito. Perché quando incontro le persone per strada, mi chiedono quando abbasseremo le tasse, non quando faremo i congressi. Io mi auguro e auspico una fase in cui in Forza Italia si parli di contenuti. Noi abbiamo bisogno di capire perché abbiamo perso voti, perché i ragazzi hanno scelto il no. Dobbiamo fare un esame di coscienza utilizzando il referendum” ha concluso Ronzulli.

  • 11:20

    Caos in Forza Italia, senatori sfiduciano Gasparri: al suo posto Stefania Craxi

  • 11:18

    “Cambiare capogruppo”: lettera di 14 senatori Fi contro Gasparri

    Ci sono anche i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, a quanto si apprende da fonti parlamentari di Forza Italia, tra i 14 senatori azzurri (sui 20 complessivi del gruppo) che hanno firmato una lettera in cui, in sintesi, si afferma che per l’unità del partito è opportuno sostituire il capogruppo a Palazzo Madama, ossia Maurizio Gasparri. Secondo quanto si apprende, a Gasparri sarebbero state date 48 ore per gestire la exit strategy. “Non ho nulla da dichiarare”, ha risposto Gasparri.

  • 11:15

    Paita (Iv): “Crisi del governo è irreversibile”

    Meloni non è una premier ma una influencer e quindi utilizza i propri ministri e sottosegretari come scudi umani, per evitare di prendersi la responsabilità della sconfitta al referendum e per coprirsi le spalle. Non ci riuscirà: la crisi del governo è irreversibile. Sono già iniziate le faide interne, la resa dei conti è partita anche in Forza Italia, i problemi del centrodestra sono molto seri”. Lo dice a Sky la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. “Il centrodestra, e in particolare Fratelli d’Italia, ha perso il referendum perché è giustizialista e non garantista. Ma, soprattutto – aggiunge Paita – perché ha perso il contatto con un Paese che sta soffrendo. Chi va a fare il pieno di gasolio trema, c’è l’emergenza sicurezza giovanile come dimostra l’accoltellamento di una insegnante a Bergamo, il ceto medio soffre. Pensano alla legge elettorale perché hanno paura di perdere ma questo li distaccherà ancora di più dai cittadini”.

  • 10:31

    Gasparri: “Dimissioni Santanché? Se le chiede la premier è atto dovuto”

    “Il giudizio di merito viene dopo. Se il presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, lo fai“. Lo afferma, in un’intervista a Il Resto del Carlino, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato, commentando le dimissione della ministra Santanché. “Daniela – aggiunge – avrà tutto il tempo per dimostrare le proprie ragioni. Intanto c’era una gerarchia da rispettare. Un dibattito sulla fiducia sarebbe stato paradossale. Ha fatto bene a cedere: anche se si ritiene che non sia giusto, di fronte a un pronunciamento così elevato non si può che prenderne atto e rispettarlo”. “Un premier – prosegue Gasparri – deve farsi carico di tanti problemi e doveri, sia in sede interna che internazionale, e a questo ci aggiunge la capacità di raccogliere e mantenere un forte consenso: ce lo ha Giorgia come in passato lo ebbe Berlusconi. Dunque il suo messaggio alla Santanchè è stato: faccio tanti sacrifici per il mio ruolo, ma ho bisogno che tutti agevoliate il mio impegno. Ad oggi le sue dimissioni sono state ritenute necessarie. Poi, ripeto: ci sarà tempo e modo per dimostrare le sue ragioni”. La riforma della giustizia verrà mai più riproposta? “Le mie posizioni rimangono identiche – conclude Gasparri -: fosse per me la riproporrei domani. Ma obiettivamente non è più all’ordine del giorno. Ci sono tanti temi economici e sociali nell’agenda dell’ultimo anno di governo. Serve riconoscere le priorità”.

  • 10:28

    Parolin: “Preoccupa conflittualità, auspichiamo concordia”

    “È sempre difficile pronunciarsi sulle vicende italiane e io sono restio a farlo perché non tocca a noi dare giudizi. Va rilevato il grande interesse che c’è stato nei confronti di questo referendum che si è espresso tramite una partecipazione notevole. Credo che tutti siamo rimasti sorpresi della percentuale di votanti. La saggezza sarebbe fare tesoro di tutto questo. Auspichiamo che possa aiutare a una maggiore concordia e una maggiore collaborazione sempre in vista del bene comune del Paese”. Lo ha detto il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti a margine di un evento su Alcide De Gasperi nella Biblioteca Apostolica della Santa Sede. “Preoccupa la conflittualità che non serve per il bene della società – ha sottolineato il porporato -, del Paese. L’invito è di approfittare, visto anche il momento internazionale che è complicato e doloroso, a cercare di creare una sinergia, ognuno col suo punto di vista, per il bene del Paese”. 

  • 10:26

    Sisto: “Ripartiamo dal confronto con l’Anm”

    “Dobbiamo dialogare. Possiamo ripartire dai temi che l’Anm ci portò in un incontro al ministero, nel marzo scorso. Ci saranno poi le richieste dell’avvocatura e quelle della politica. Abbiamo il dovere di provarci“. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il logoramento mediatico – aggiunge -, se riguarda chi sta al governo o vicino al governo, direttamente o indirettamente, si ripercuote sulla compagine governativa. L’abbiamo visto nella campagna referendaria, in cui ogni ‘voce dal sen fuggita’ è stata utilizzata come una clava contro coloro che erano favorevoli alla riforma”. “È necessario – prosegue Sisto -, a mio avviso, evitare ulteriori conflittualità con la magistratura. Aprirsi ad un dialogo, insieme con l’avvocatura e cercare sinergie virtuose, dimenticando per sempre champagne e ‘Bella Ciao’, plotoni di esecuzione, massoni ed indagati per opinione, imprecazioni contro politici e colleghi. Avverto già una propensione favorevole sia dell’Anm, come dell’avvocatura. Proviamo a suturare le ferite”. Ricominciando “dalle esigenze che ciascuno manifesta, per trovare un’intesa intelligente. Cercheremo di capire e agire di conseguenza: scrivere norme che migliorino la giustizia del Paese” conclude il vice ministro.

  • 10:24

    Bonaccini: “Primarie? Prima il programma”

    “Se noi ci mettessimo nelle prossime settimane a discutere dello strumento per chi farà il leader e non delle proposte per il Paese , commetteremmo un errore clamoroso e temo lo pagheremmo”. Lo dice Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, ad Agorà su Rai3. “Fu il centrosinistra e non gli italiani ad aprire le porte di Palazzo Chigi a Meloni nel 2022 – afferma Bonaccini -. Tanti l’hanno votata e l’hanno resa una leader forte. Ma erano circa il 40 per cento, sommando i partiti di centrodestra che votavano per lei. Ma il centrosinistra, i cui voti sommati erano largamente superiori a quelli del centrodestra che ebbe il merito di presentarsi unito, si divise irresponsabilmente in tre parti”. “Agli italiani interessa poco di discussioni ed alchimie tecniche o politiciste – prosegue – , interessa sapere cosa faremo noi e non basta nemmeno parlare male della Meloni dalla mattina alla sera. Salari, sanità, scuola pubblica, sicurezza, crescita economica, in un paese che è in grande affanno. Le condizioni economiche e sociali degli italiani saranno peggiori tra un anno di oggi e di cinque anni prima”. “Il centrosinistra deve dimostrare di essere non una coalizione contro, ma una alternativa – conclude -. Quindi subito si lavori a sciogliere 4/5 nodi a partire dalla politica estera e con poche priorità scritte in modo chiaro e comprensibile, poi si troverà anche il modo per scegliere chi dovrà guidare la coalizione”.

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