Boccia (Pd): “Ora la maggioranza ritiri le riforme su legge elettorale e premierato”
“Il voto degli italiani è stato chiaro, forte e partecipato. Ha vinto il No e con il No ha vinto la Costituzione, ha vinto l’equilibrio tra i poteri dello Stato, ha vinto un principio fondamentale: non esiste democrazia senza controlli sul potere”. Così Francesco Boccia in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. La partecipazione è stata importante perché “quando è in gioco la qualità della democrazia, gli italiani rispondono. E lo fanno con maturità, responsabilità e rispetto delle istituzioni. Il voto – continua Boccia – è un messaggio inequivocabile al Governo: non si possono cambiare le regole fondamentali della Repubblica senza un’ampia condivisione. Non basta dire come fa la presidente del consiglio Meloni “andiamo avanti”. Serve fermarsi, riflettere e cambiare metodo. Basta prove muscolari, basta arroganza, basta con l’ossessione di mettere le mani sulla Costituzione. Le riforme costituzionali si fanno insieme, non contro metà del Paese”.
“Mi auguro che il voto di oggi faccia prendere atto alla destra italiana che la Costituzione va sempre rispettata. A questo punto chiediamo anche il ritiro della riforma sul premierato, un provvedimento pessimo che farà solo altri danni. E ci auguriamo che anche la legge elettorale, depositata in Parlamento, che mette in discussione, tra le altre cose, il quorum di garanzie costituzionali, venga ritirata al più presto. Ora il Governo torni alla realtà del Paese, se ne è capace: salari troppo bassi, pensioni insufficienti, sanità in difficoltà, scuola da rafforzare, carburanti alle stelle. Sono questi i problemi degli italiani, non la loro ossessione per il potere”, insiste Boccia. “La giustizia – conclude il presidente dei senatori dem – ha bisogno di riforme vere, e noi siamo pronti a costruirle insieme: con la magistratura, con l’avvocatura, con l’accademia, con tutte le forze politiche. Perché le riforme serie si fanno nell’interesse dei cittadini, non contro qualcuno. Il voto dice anche un’altra cosa: gli italiani chiedono equilibrio, serietà, affidabilità. Non riconoscono a questa maggioranza il diritto di cambiare da sola l’architettura della nostra democrazia. Ora si può aprire una fase nuova: più rispetto, più equilibrio, più responsabilità. Noi siamo pronti a farlo, nel nome della Costituzione e dell’unità del Paese”.