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Medio Oriente, messaggio di allerta Usa agli americani in zona: “Possibile escalation”. Trump anticipa il rientro da Camp David

Il dipartimento di Stato: "Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation". Il presidente anticipa il rientro alla Casa Bianca
Medio Oriente, messaggio di allerta Usa agli americani in zona: “Possibile escalation”. Trump anticipa il rientro da Camp David
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  • 11:43
  • 11:43

    Tensioni in Cisgiordania

    L’agenzia di stampa Wafa riferisce che coloni estremisti israeliani hanno aggredito questa mattina un gruppo di palestinesi a est della città di Salfit, nella Cisgiordania centrale. La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che due palestinesi sono rimasti feriti, un uomo di 58 anni è stato colpito da una pietra alla testa, mentre un altro è stato accoltellato a una gamba. Wafa riporta anche che a ovest di Ramallah, un altro gruppo di coloni ha fatto irruzione nella zona di al-Khalal e ha iniziato ad abbattere decine di ulivi.

    Un uomo israeliano di 30 anni è stato invece gravemente ferito dai colpi sparati da dentro un’auto vicino alla comunità di Neve Tzuf, in Cisgiordania. L’Idf ha comunicato che “numerosi soldati sono stati mandati nell’area e hanno avviato un inseguimento del terrorista. I militari stanno istituendo posti di blocco nella zona”. Ynet riferisce che le telecamere di sicurezza hanno ripreso un’automobile rossa da cui sono partiti gli spari.

  • 11:23
  • 11:23

    Iran, Ghalibaf: “Se non saranno accolte le nostre condizioni, Hormuz resterà chiuso”

    “La dicotomia tra guerra e negoziazione non è reale, bisogna sia combattere che negoziare: combattere con saggezza e autorevolezza, e negoziare con autorità e razionalità al momento opportuno”. Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nel suo discorso di apertura della seduta, alla vigilia della cosiddetta ‘Settimana della Sacra Difesà. A suo dire, se non saranno riconosciuti i diritti dell’Iran non ci saranno le condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz.
    “Al momento necessario – ha spiegato – con tutta la potenza militare di cui disponiamo, respingiamo il nemico e gli infliggiamo colpi fatali, ma quando abbiamo conseguito una vittoria significativa sul campo, consolidiamo questi vantaggi con gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fase della deterrenza, imponendo una sconfitta al nemico e rafforzando al contempo le componenti della nostra potenza”.
    “Oggi, le nostre posizioni in campo diplomatico sono assolutamente chiare, razionali e non negoziabili – ha proseguito Ghalibaf – La trasmissione dei messaggi e la spiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sono state effettuate in modo chiaro alla controparte, e il nemico sa benissimo che la via dell’inganno e dell’imposizione unilaterale è chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, i legittimi diritti della nazione iraniana non saranno riconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati, non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni di negoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz”.

  • 11:09

    Trump anticipa il rientro da Camp David

    Donald Trump ha anticipato il suo rientro da Camp David ed è arrivato alla Casa Bianca attorno alle 2 ora italiana, invece che nella serata di oggi. Lo ha riferito il pool di giornalisti al seguito del presidente americano.

  • 11:08

    Medio Oriente, messaggio di allerta Usa: “Possibile rapida escalation”

    “A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un’escalation non prevedibile”. E’ quanto si legge in un messaggio di allerta diffuso dal dipartimento di Stato Usa, e rilanciato dalle ambasciate in Israele, in Arabia Saudita e altre sedi diplomatiche della regione, in cui si avvisano “gli americani che si trovano in questo momento in Medio Oriente di esercitare una vigilanza elevata ed essere coscienti di possibili cancellazioni di voli, chiusure di spazio aereo e interruzione dei viaggi”. Nella nota si fa infatti riferimento al fatto che “gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno avviato ostilità contro l’Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili”.
    “Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation”, si legge ancora nella nota in cui si consiglia agli americani che stanno preparando viaggi in Medio Oriente di “riconsiderarli seriamente”. Ricordando che “sedi diplomatiche Usa, anche fuori dal Medio Oriente, sono state prese di mira”, conclude l’alert, avvisando che “l’Iran e i gruppi che lo sostengono possono prendere di mira interessi Usa all’estero o in luoghi associati agli Usa e agli americani nel mondo, compresi business e altre istituzioni”.

    Alcuni media americani, come The Hill, sottolineano che dopo la diffusione dell’alert del dipartimento di Stato per gli americani in Medio Oriente, è arrivata la notizia che Donald Trump rientrava con un giorno di anticipo alla Casa Bianca da Camp David. La Casa Bianca, che ha pubblicato il suo sito un video della partenza di Trump a bordo del Marine One, non ha risposto per il momento alle domande riguardo alle ragioni del rientro anticipato dalla residenza presidenziale in Maryland dove il presidente sarebbe dovuto rimanere fino ad oggi.

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