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Usa bombardano l’Iran: “Colpite decine di obiettivi militari”. Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi

Il Comando centrale Usa ha annunciato di aver completato una "serie di duri" attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. Riad pensa a coinvolgere decine di Paesi contro il gruppo filo-iraniano yemenita per proteggere le navi mercantili
Usa bombardano l’Iran: “Colpite decine di obiettivi militari”. Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi
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  • 09:08

    Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi

    L’Arabia Saudita sta cercando di costruire una coalizione internazionale per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: lo riporta Al Monitor.
    La composizione della coalizione non è ancora stata definita ed è tuttora oggetto di discussione con decine di Paesi. Al Monitor sostiene che circa 50 Paesi sono stati invitati a aderire.

  • 09:07

    Houthi: “Non vogliamo imporre tasse per lo Stretto di Bab al-Mandab”

    Gli Houthi non hanno alcuna intenzione di imporre tasse per il transito nello Stretto di Bab al-Mandab poiché la loro attività nel Mar Rosso è “limitata unicamente al blocco delle navi saudite”. Lo ha detto al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, l’alto funzionario Houthi Hazam al-Assad smentendo la notizia pubblicata ieri dall’agenzia di stampa Reuters, secondo cui gli Houthi starebbero valutando l’ipotesi di imporre pedaggi per il transito nello stretto. Al-Assad ha detto ancora che “il divieto di transito per le navi saudite nel Mar Rosso, a Bab al-Mandab e nel Golfo di Aden continuerà fino alla revoca dell’assedio allo Yemen”, aggiungendo che gli Houthi dispongono di “una varietà di opzioni militari per un’escalation che indurrebbe l’Arabia Saudita a perseguire la pace e a porre fine all’assedio imposto al popolo yemenita”.

  • 09:06

    Pasdaran: “Dura risposta contro chi ci attacca”

    Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una “dura risposta” contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l’Iran. “I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l’aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento”, si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall’agenzia Fars. “Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro”, aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli. 

  • 09:05

    Wall Street Journal: “Presentato a Trump piano per campagna aerea di 10-14 giorni”

    Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato presentato un piano per un’intensa campagna aerea di 10-14 giorni volta a indebolire le capacità missilistiche di Teheran. Secondo fonti vicine alle discussioni citate dal Wall Street Journal, il piano, elaborato dall’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), rappresenterebbe una significativa escalation rispetto al precedente ciclo di attacchi. Il Wsj aggiunge che Trump starebbe anche valutando una risposta militare più limitata, lasciando comunque spazio alla diplomazia.  

  • 08:45

    Centcom: “Portati a termine duri attacchi contro l’Iran”

    Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una “serie di duri” attacchi contro l’Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L’esercito statunitense ha “colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l’Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli stati vicini del Golfo”, ha scritto il Centcom in una dichiarazione su X.  

  • 08:45

    Attacchi Usa a Qeshm: tre morti, tra cui un bimbo di 2 anni

    Un attacco statunitense ha ucciso tre persone, tra cui un bambino di due anni, sull’isola iraniana di Qeshm. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars. “Un attacco statunitense contro un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu a Qeshm ha causato la morte di tre membri di una famiglia: il padre, la madre e il loro figlio di due anni”, ha riferito l’agenzia Fars, citando l’Università di Scienze Mediche di Hormozgan, aggiungendo che altri due bambini sono rimasti feriti.

  • 08:44

    Netanyahu: “Trump ha pieno controllo della guerra, nessuna influenza da Israele”

    Benjamin Netanyahu ha affermato che Donald Trump ha il pieno controllo della guerra con l’Iran, rivelando che i due leader hanno discusso delle opzioni per risolvere il conflitto durante il loro incontro a Washington. In un’intervista ad Abc News, il primo ministro israeliano ha respinto le accuse di aver spinto il presidente degli Stati Uniti a intervenire nella guerra contro l’Iran, negando inoltre di aver convinto Trump a lanciare una nuova ondata di attacchi dopo il loro incontro di martedì. “No, nessuno dice al presidente Trump cosa fare”, ha affermato Netanyahu. Nell’intervista, il primo ministro ha ribadito di ritenere Trump guida della partnership tra Stati Uniti e Israele, definendo il presidente il “partner senior” e se stesso il “partner junior”. “Sono il primo ministro di Israele e, quando devo difendere gli interessi e la sicurezza del mio Paese, lo faccio”, ha dichiarato Netanyahu. “Ma lo faccio sempre con la piena consapevolezza del ruolo che gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, che assieme a noi hanno unito le forze contro il nostro nemico comune che vuole distruggerci”. Sebbene l’incontro tra Trump e Netanyahu si sia svolto a porte chiuse, Netanyahu ha affermato di aver discusso con Trump di come porre fine alla guerra con l’Iran. Tra gli argomenti trattati, figuravano le possibilità di negoziare con i funzionari iraniani, il blocco dello Stretto di Hormuz e l’eventuale necessità di un’azione militare più incisiva. 

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