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“Riapertura Hormuz e smantellamento delle capacità nucleari”: il piano Usa. L’Iran chiede di mantenere il piano missilistico

Teheran: "Sì al passaggio nello Stretto di Hormuz, ma pagando un pedaggio". Media: “Iran non vuole negoziare con Witkoff-Kusher, ma con Vance”. Nove morti in Libano. Raid su clinica militare in Iraq, uccisi 7 uomini delle Fmp
“Riapertura Hormuz e smantellamento delle capacità nucleari”: il piano Usa. L’Iran chiede di mantenere il piano missilistico
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Channel 12 svela il piano Usa per l’Iran

Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell’Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell’accordo che gli Usa hanno proposto all’Iran, secondo quanto svelato dall’emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni.

Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all’Aiea secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L’Agenzia per l’energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all’interno dei confini iraniani.
Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l’uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa. Cosa otterrà l’Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l’aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello ‘snapback‘, ossia del ripristino automatico delle sanzioni.

  • 09:41

    Al Jazeera: “Hezbollah ha colpito un caccia Idf in Libano”

    Hezbollah afferma di aver intercettato un aereo da combattimento israeliano nel sud del Libano. Lo scrive Al-Jazeera, che cita “una dichiarazione da Hezbollah in cui si afferma di aver intercettato un aereo israeliano ieri sera durante un potenziale attacco al sud del Libano”. Il gruppo libanese ha aggiunto che l’aereo è stato costretto a tornare indietro dopo essere stato colpito da missili terra-aria.

  • 09:36

    Compagnia cinese Cosco: “Riprese prenotazioni per alcuni Paesi del Golfo”

    Il colosso cinese del trasporto marittimo Cosco ha annunciato di aver ripreso ad accettare nuove prenotazioni per le spedizioni verso alcuni paesi del Golfo, tre settimane dopo aver sospeso la maggior parte delle prenotazioni a causa della guerra in Medio Oriente. Secondo un comunicato della società, l’azienda statale “ha ripreso ad accettare nuove prenotazioni per container di merci generiche destinati” agli Emirati Arabi Uniti, all’Arabia Saudita, al Bahrein, al Qatar, al Kuwait e all’Iraq “con effetto immediato”. “Le nuove modalità di prenotazione e il trasporto effettivo sono soggetti a modifiche a causa della situazione instabile nella regione del Medio Oriente“, ha aggiunto Cosco.

  • 09:20

    Raid su clinica militare in Iraq, uccisi 7 uomini delle Fmp

    Almeno sette membri delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp) sono stati uccisi e altri 13 sono rimasti feriti in un raid che ha colpito la clinica militare di Habbaniye ad Anbar, nell’Iraq occidentale. Lo rende noto il ministero della Difesa di Baghdad. L’attacco odierno segue quello di ieri nel quale sono stati uccisi altri 15 membri delle Forze di mobilitazione popolare in un raid aereo attribuito agli Stati Uniti.

  • 09:20

    Funzionari Pakistan: “Iran ha ricevuto proposta Usa”

    L’Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. Lo hanno dichiarato due funzionari pakistani parlando in forma anonima all’Associated Press descrivendo la proposta in termini generali come riguardante l’allentamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, una riduzione del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i limiti ai missili e l’accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha insistito sul fatto di non essere impegnato in negoziati con gli Stati Uniti e un portavoce militare ha deriso gli sforzi diplomatici americani.

  • 09:10

    Teheran a Pechino: “Impedisca agli Usa di sfruttare il Consiglio Onu”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare Cina e Russia, ad assumere una posizione ferma nel condannare l’aggressione israelo-americana contro l’Iran e a impedire “il continuo sfruttamento del Consiglio da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi che esercitano pressioni sull’Iran”.

    Araghchi ha lanciato questo appello durante una conversazione telefonica con il suo omologo cinese Wang Yi nella tarda serata di ieri. Secondo la televisione di Stato, il ministro degli Esteri cinese ha sottolineato la posizione di principio del suo Paese nel condannare l’attacco israelo-americano all’Iran e “la necessità di porre fine ai comportamenti egemonici negli affari internazionali e di rispettare la diplomazia e il diritto internazionale per risolvere le controversie”.

  • 08:57

    Idf: “Colpiti due impianti di produzione missili a Teheran”

    Le Forze di Difesa Israeliane e l’aeronautica israeliana hanno colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran. Lo ha reso noto l’Idf, aggingendo che l’attacco è stato deciso dopo aver ricevuto informazioni di intelligence. “I caccia dell’aeronautica israeliana hanno preso di mira le strutture utilizzate dal regime iraniano per sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere obiettivi in mare e a terra”, ha scritto l’esercito sui social.

  • 08:47

    Teheran, colpita la casa del famoso regista Kiarostami

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che la casa di Abbas Kiarostami, regista iraniano di fama mondiale e pluripremiato, è stata colpita durante i bombardamenti israeliani e statunitensi sull’Iran. “La casa di Kiarostami faceva forse parte della presunta “minaccia imminente” per gli Stati Uniti?! La verità è che questa guerra di capricci tra americani e israeliani non è semplicemente contro uno Stato, ma contro una cultura, una civiltà e un’identità profondamente radicate”, ha scritto su X. Kiarostami ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1997 con il film ‘Il sapore della ciliegia’.

  • 08:42

    Ministro degli esteri iraniano: “Non ci sono colloqui in corso con Usa”

    Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato a India Today che “non ci sono colloqui o negoziati tra Iran e Stati Uniti” in corso. “Abbiamo avuto un’esperienza davvero catastrofica, direi, con la diplomazia statunitense. Siamo stati attaccati due volte nell’arco di nove mesi, mentre eravamo nel bel mezzo di un processo negoziale per risolvere la questione nucleare. Quindi questo è stato un tradimento della diplomazia”, ha aggiunto.

  • 08:39

    Axios: “Iraniani sospettosi, temono un nuovo bluff di Trump”

    Funzionari iraniani avrebbero detto ai Paesi che cercano di mediare i colloqui di pace con gli Stati Uniti di essere stati ingannati due volte dal presidente Trump e di “non voler essere ingannati di nuovo”. È quanto scrive Axios, citando una fonte a conoscenza diretta di tali discussioni. Gli Usa, scrive la testata, premono per colloqui di pace in presenza già giovedì a Islamabad, in Pakistan.

    Ma durante i due precedenti round di colloqui Trump ha dato il via libera ad attacchi a sorpresa devastanti, pur continuando a dichiarare di voler raggiungere un accordo. Dunque, funzionari iraniani avrebbero riferito ai mediatori – Pakistan, Egitto e Turchia – che i movimenti militari statunitensi e la decisione di Trump di inviare ingenti rinforzi hanno accresciuto i loro sospetti che la sua proposta di colloqui di pace sia solo uno stratagemma.

    Per l’amministrazione Trump, invece, ciò sarebbe un segno della sua serietà nel negoziare, non di una sua malafede. “Trump ha una mano aperta per un accordo e l’altra è un pugno, pronto a colpirti in faccia“, ha dichiarato un consigliere di Trump. Secondo Axios, Trump sta cercando contemporaneamente di sviluppare opzioni sia per la diplomazia che per l’escalation militare, al fine di poter decidere in base agli sviluppi, affermano funzionari statunitensi e israeliani. Questi funzionari affermano che sono previste altre due o tre settimane di guerra, anche se dovessero avere luogo dei colloqui.

    Il comando dell’82ª divisione aviotrasportata ha ricevuto l’ordine di schierarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da diverse migliaia di soldati. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che un’operazione di terra è un’opzione, ma ha sottolineato che Trump non ha ancora preso una decisione.

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