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Raid di Israele su siti energetici iraniani. I Pasdaran attaccano i Paesi del Golfo: “Conseguenze incontrollabili”. Colpito il più grande impianto di gas del Qatar

Ucciso il ministro dell'Intelligence di Teheran. Axios: "Raid sul mega giacimento di gas condotto da Israele con l'ok degli Usa". Khamenei: “Vendicheremo Larijani, i criminali assassini dovranno pagare”
Raid di Israele su siti energetici iraniani. I Pasdaran attaccano i Paesi del Golfo: “Conseguenze incontrollabili”. Colpito il più grande impianto di gas del Qatar
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Raid di Israele su siti energetici iraniani e i Pasdaran attaccano i Paesi del Golfo

Il conflitto fra Israele, Stati Uniti e Iran si sta trasformando sempre di più nella guerra del gas e del petrolio. Donald Trump e Benjamin Netanyahu alzano il tiro puntando al cuore energetico dell’Iran. Israele e Stati Uniti hanno infatti preso di mira le infrastrutture chiave dell’industria del greggio e del gas naturale della Repubblica islamica, colpendo gli impianti di Asaluyeh – che ospita impianti petroliferi e petrolchimici – e soprattutto South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo.

Entrambe le strutture sono affacciate sul Golfo, a poche centinaia di chilometri dallo Stretto di Hormuz. Il loro inserimento tra gli obiettivi ha scatenato la vendetta della Repubblica islamica che ha promesso di “radere al suolo” gli impianti energetici nemici, attaccando prima in Arabia Saudita – dove è stato intercettato un drone indirizzato a un impianto di gas della Provincia orientale – e poi in Qatar, dove un incendio è scoppiato nell’importante impianto di Ras Laffan a seguito di un raid, causando “gravi danni“. Un’escalation che ha fatto schizzare ulteriormente i prezzi di petrolio e gas tra i timori che l’offensiva israelo-americana non conosca linee rosse. E che intanto prosegue anche nell’obiettivo di smantellare la leadership iraniana: dopo Larijani e Soleimani, l’Idf ha rivendicato di aver ucciso anche il ministro dell’Intelligence Ismail Khatib. “Siamo nella fase decisiva”, ha esultato il ministro israeliano Katz. “Nessuno in Iran gode di immunità. E tutti sono nel mirino”.

“Israele ha aiutato operativamente a trasmettere un messaggio degli Usa: o viene sminato e riaperto lo Stretto di Hormuz, o distruggeremo tutto l’impianto di South Pars, così come altre infrastrutture energetiche”, ha minacciato una fonte israeliana a Channel 12, sottolineando che il raid è stato “pienamente coordinato con gli Usa“. Una precisazione che evidenzia un cambio di posizione di Washington, che finora sembrava riluttante a danneggiare infrastrutture cruciali per la futura ripresa dell’Iran. L’amministrazione Usa aveva criticato i precedenti attacchi israeliani contro i depositi di petrolio a Teheran e aveva chiesto di non colpire le infrastrutture energetiche, tanto che anche nei raid della scorsa settimana su Kharg – isola da cui transita l’80% dell’export petrolifero di Teheran – le forze Usa avevano rivendicato di aver colpito solo strutture militari.

Il cambio di passo israelo-americano, considerato una vera “svolta” dagli analisti, rende più pericolosa una partita che già sta portando gravi ripercussioni sulle economie mondiali, mentre a Hormuz manca ancora una decisione su una possibile missione militare a difesa dei traffici commerciali. Stavolta, anche gli alleati Doha e Abu Dhabi hanno condannato i raid su South Pars parlando di “pericolosa escalation” e di “azione irresponsabile“: il giacimento di gas è infatti il più grande al mondo, condiviso tra Iran e Qatar, e rappresenta il 40% della produzione di gas di Teheran. Le conseguenze degli attacchi si sono fatte sentire in Iraq, dove le importazioni di gas dall’Iran si sono completamente interrotte. E se la rappresaglia di Teheran si è già fatta sentire su Qatar ed Arabia Saudita, i pasdaran hanno emesso ordini di evacuazione anche per gli impianti petrolchimici degli Emirati, con il capo della Marina che ha chiarito che ora, “gli impianti petroliferi legati agli Usa saranno equiparati alle basi militari americane“. Il presidente Masoud Pezeshkian ha messo in guardia dalle “conseguenze incontrollabili” dell’escalation. E anche Mojtaba Khamenei ha rotto il silenzio promettendo che Israele e Stati Uniti “pagheranno“, in un messaggio di condoglianze per “l’assassinio” di Ali Larijani.

Le dichiarazioni che giungono dalla Repubblica islamica provano a dare prova di forza e fermezza in quello che rappresenta il maggiore momento di crisi del regime, decimato dai raid israeliani che continuano a eliminare le figure di spicco della teocrazia e del governo. Per ultimo, il ministro dell’intelligence Khatib che “svolgeva un ruolo chiave nel sostenere la repressione interna e le attività terroristiche del regime”, ha dichiarato l’Idf confermandone la morte. Da Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha assicurato da parte sua che “l’Iran ha una solida struttura politica” e non si basa “su un singolo individuo”. Ma è chiaro che giorno dopo giorno, l’establishment iraniano si dimostra facile preda di un’offensiva, quella di Israele e Stati Uniti, che non ha alcuna intenzione di rallentare. 

  • 10:17

    Usa: “Colpiti siti missilistici iraniani vicini allo stretto di Hormuz”

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. “I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato.

  • 10:14

    La Spagna di Pedro Sanchez chiede la protezione dei civili in Libano dai raid israeliani

    Il governo spagnolo di Pedro Sanchez chiede la protezione della popolazione civile in Libano e condanna con fermezza l’annuncio delle autorità israeliane, secondo cui i cittadini libanesi sfollati non potranno tornare alle loro case a tempo indeterminato. Ciò, sottolinea il ministero degli Esteri spagnolo in una nota, “si aggiunge all’ordine illegale e sproporzionato di evacuazione della popolazione civile a sud del fiume Zahrani”. “La situazione in Libano è estremamente preoccupante. Il governo esige il rispetto del diritto internazionale umanitario e lancia un appello alla moderazione”, afferma Madrid. 

    l governo spagnolo condanna inoltre gli attacchi subiti dal contingente Unifil, i più recenti dei quali perpetrati da attori non statali lo scorso fine settimana, nonché gli attacchi di Hezbollah contro Israele. La Spagna “ribadisce il suo fermo impegno a favore della stabilità regionale, della protezione dei civili e del rispetto del diritto internazionale, e continuerà a lavorare con i suoi partner internazionali e nel quadro delle Nazioni Unite per promuovere una de-escalation della violenza e favorire una soluzione pacifica e duratura, in conformità con la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che contribuisca alla stabilità e alla sicurezza nella regione”. 

  • 10:09

    Tajani: “La soluzione per lo stretto di Hormuz va trovata con l’Onu”

    “Sullo stretto di Hormuz credo che la soluzione debba essere individuata con un percorso delle Nazioni Unite. Domani” il Segretario generale dell’Onu Antonio “Guterres sarà al Consiglio europeo, speriamo che faccia delle proposte” in merito. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ad Agorà su Rai3. “Non vedo altre possibilità”, ha sottolineato. 

  • 10:06

    Libano: “12 morti e 41 feriti per i raid di Israele nel centro di Beirut”

    Secondo un bilancio aggiornato del ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani sul centro di Beirut di stamattina hanno causato almeno 12 morti. Il ministero ha dichiarato che gli attacchi nei quartieri di Basta e Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, hanno causato anche 41 feriti.

  • 09:51

    Israele: “Ucciso il ministro dell’Intelligence iraniano”

    Israele ha condotto un raid aereo in Iran con l’obiettivo di eliminare il ministro dell’Intelligence iraniano Esmaeil Khatib durante la notte. Lo scrive il sito di Ynet. Secondo Iran International, testata dell’opposizione iraniana con sede a Londra, il raid è andato a buon fine e il ministro è stato ucciso.

  • 09:23

    ministro degli Esteri iraniano: “Pronti ad ascoltare proposte di pace”

    “Molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c’è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all’Iran, la ascolteremo certamente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista ad al Jazeera, precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco.

  • 09:22

    Ministri degli esteri iraniano: “Non vogliamo cessate il fuoco ma fine definitiva guerra”

    “Non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta dopo un pò, ma piuttosto vogliamo una fine completa e definitiva della guerra”. Lo ha detto ad Al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono entrati in guerra su “incoraggiamento di Israele” e sulla base di “errori di valutazione”: “Coloro che ci chiedevano la resa incondizionata sono ora costretti persino a chiedere aiuto ai propri rivali per aprire lo Stretto di Hormuz”. 

  • 09:17

    Media iraniani: 7 morti e 56 feriti dopo l’attacco Usa-Israele a Dorud

    Un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele ha colpito zone residenziali, civili e densamente popolate della città iraniana di Dorud, nella provincia del Lorestan, uccidendo sette persone e ferendone 56. Lo ha riferito il vice governatore provinciale per la sicurezza, citato dall’agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, sempre Tasnim aveva riferito che quattro persone erano state uccise in un attacco contro aree rurali nella regione di Chegeni, anch’essa nella provincia del Lorestan

  • 09:14

    Libano, famiglia di 4 persone estratta viva dalle macerie dopo raid israeliano

    Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese, le squadre della protezione civile nel sud del Libano hanno tratto in salvo una famiglia di quattro persone rimasta intrappolata sotto le macerie della propria casa, distrutta da un raid aereo israeliano. L’agenzia ha affermato che la casa è stata distrutta quando i raid aerei israeliani hanno colpito l’edificio adiacente all’inizio della giornata. 

  • 09:12

    Attacco con un drone all’ambasciata Usa di Baghdad

    Nella notte un attacco con drone ha preso di mira l’ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni. “Un drone ha colpito direttamente l’ambasciata”, ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto “vicino alla recinzione di sicurezza dell’ambasciata”. L’attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l’ambasciata Usa nella capitale irachena.

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