Il mondo FQ

Pezeshkian: “Chiediamo scusa ai paesi vicini. Se non ci attaccano, non li colpiremo più”. Idf: “Nuovi raid a Teheran e Isfahan”

Il presidente iraniano: “Non ci arrenderemo mai a Usa e Israele”. Pasdaran: “Colpiti gruppi separatisti nel Kurdistan”. L'aeroporto di Dubai riapre parzialmente dopo alcune ore di chiusura. Missili da Teheran su Israele: sirene a Gerusalemme
Pezeshkian: “Chiediamo scusa ai paesi vicini. Se non ci attaccano, non li colpiremo più”. Idf: “Nuovi raid a Teheran e Isfahan”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Pezeshkian: “Chiedo scusa ai paesi vicini”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i paesi vicini per gli attacchi lanciati durante la guerra della Repubblica islamica contro Israele e Stati Uniti. “Mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall’Iran”, ha detto Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla TV di Stato. Ha inoltre affermato che non prenderà di mira i paesi vicini a meno che non vengano attaccati da lì.

“Il Consiglio di leadership ad interim ha concordato ieri – ha spiegato ancora il presidente iraniano – che non verranno più effettuati attacchi contro i Paesi vicini e che non verranno lanciati missili a meno che un attacco all’Iran non provenga da quei Paesi. Il Consiglio di leadership è alla guida dell’Iran dall’uccisione della Guida suprema della Repubblica islamica, avvenuta la scorsa settimana, negli attacchi di Stati Uniti e Israele.

  • 11:03

    Nbc: “Trump ha espresso serio interesse per le truppe di terra”

    In colloqui privati con consiglieri ed esponenti repubblicani, Donald Trump ha espresso un “serio interesse” per l’invio di truppe di terra in Iran. Lo rivela Nbcnews, citando due fonti informate che precisano che il presidente avrebbe discusso l’idea nell’ambito di una visione del dopo guerra in Iran che vedrebbe la messa in sicurezza dell’uranio di Teheran e una collaborazione del nuovo regime con gli Usa sul piano della produzione petrolifera, con un accordo simile a quello imposto al Venezuela dopo il blitz del tre gennaio scorso. Secondo le fonti citate dall’emittente, Trump non starebbe pensando quindi a un’invasione di terra in grande scala ma a piccoli contingenti militari usati per specifici obiettivi strategici. Il presidente, comunque, non avrebbe ancora preso una decisione finale e quindi non ha dato nessun ordine specifico per le truppe di terra, concludono le fonti.

    A una richiesta di commento, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt ha risposto: “Questo articolo è basato su speculazioni di fonti anonime che non fanno parte del team di sicurezza del presidente e chiaramente non sono informate su queste discussioni”. “Il presidente Trump mantiene sempre, saggiamente, tutte le opzioni aperte – ha continuato – ma chiunque tenti di insinuare che lui sia in favore di un’opzione o di un’altra, dimostra di non essere veramente seduto al tavolo delle discussioni“.

    In effetti, Trump non ha escluso “boots on the ground“, come in America viene indicata l’opzione delle truppe di terra, ma finora la guerra viene considerata unicamente una campagna di bombardamenti aerei.

    Le discussioni private riportate dalle fonti dell’emittente americane indicano che il presidente sarebbe più disposto di quanto faccia apparire in pubblico a un allargamento del conflitto con l’invio di truppe di terra, cosa che aumenterebbe drasticamente i rischi per i militari americani. A una settimana dall’inizio del conflitto, gli Stati Uniti contano sei caduti e 18 militari feriti negli attacchi iraniani.

  • 11:01

    Houthi: “Guerra arriverà in Yemen, siamo pronti”

    Un alto responsabile degli Houthi yemeniti ha affermato al New York Times che la milizia sostenuta dall’Iran è pronta a entrare in guerra. “L’espansione del conflitto ad altri Paesi, incluso lo Yemen, è solo questione di tempo, e abbiamo le dita sul grilletto”, ha dichiarato Mohammed al-Bukhaiti, membro dell’ufficio politico del movimento Houthi. “Alla fine, gli Stati Uniti saranno i maggiori perdenti”.

  • 10:58

    Sirene a Gerusalemme, nella Sefela e in Cisgiordania

    Le sirene hanno risuonato a Gerusalemme, nella Sefela e in Cisgiordania a causa dei lanci di missili provenienti dall’Iran. Lo riportano i media israeliani.

  • 10:47

    Cremlino: “Putin ha chiamato Pezeshkian”

    Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Le due parti hanno discusso della fase acuta del conflitto che riguarda l’Iran. Lo ha riferito il Cremlino. “È stata riaffermata la posizione di principio della Russia sulla necessità di una cessazione immediata delle ostilità, dell’abbandono dei metodi violenti per risolvere i problemi intorno all’Iran e in tutto il Medio Oriente e di un rapido ritorno alla via della risoluzione politica e diplomatica“, si legge nella dichiarazione. A questo proposito, Putin ha sottolineato di essere “in costante contatto con i leader dei Paesi che fanno parte del Consiglio di cooperazione per gli Stati arabi del Golfo“.

  • 10:42

    Missili da Teheran su Israele

    L’esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver rilevato il lancio di missili balistici dall’Iran dopo una pausa durata cinque ore. Si prevede che nei prossimi minuti suoneranno le sirene nella zona centrale del Paese, riferisce il Times of Israel.

  • 10:31

    Media: “Blitz dell’Idf in Libano per recuperare resti del pilota disperso”

    Il blitz notturno delle forze israeliane nel villaggio di Nabi Sheet, nel Libano orientale, aveva l’obiettivo di localizzare i resti del pilota di caccia israeliano disperso Ron Arad. Lo scrivono i media israeliani citando fonti libanesi. Gli elicotteri dell’Idf sono atterrati nei pressi del villaggio, nella valle della Beqaa, poi i soldati sono avanzati fino al cimitero. I miliziani di Hezbollah hanno aperto il fuoco, le truppe israeliane hanno risposto, ritirandosi con la copertura aerea. L’ultimo bilancio ufficiale parla di 16 morti e 35 feriti tra i libanesi.

  • 10:28

    Riunione tra Arabia Saudita e Pakistan su attacchi Teheran

    Il ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, il principe Khalid bin Salman, ha incontrato il capo dell’esercito pakistano il generale Syed Asim Munir in Arabia Saudita per discutere degli attacchi iraniani e delle “misure congiunte necessarie per fermarli”. Ne dà notizia il Guardian ricordando che entrambi i Paesi hanno firmato un patto di mutua difesa lo scorso anno secondo cui “qualsiasi aggressione contro uno dei due paesi sarebbe stata considerata un’aggressione contro entrambi”. In una dichiarazione pubblicata su X, le forze armate pakistane hanno affermato che: “entrambe le parti hanno espresso la speranza e il desiderio che il paese fratello Iran dia prova di prudenza e saggezza ed eviti errori di valutazione”.

  • 10:28

    Idf: “Distrutti lanciarazzi Hezbollah nella notte”

    Nella notte, l’esercito israeliano ha completato un’ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nella valle della Beqaa in Libano e nella parte meridionale del Paese. Tra gli obiettivi colpiti c’erano lanciarazzi, depositi di armi e altri siti militari appartenenti all’organizzazione terroristica. Lo ha riferito l’Idf, aggiungendo che ieri sono stati colpiti comandanti della Forza Radwan, insieme a due edifici utilizzati dall’unità nel villaggio di Majdal Selm, nel Libano meridionale. “I comandanti colpiti stavano lavorando per promuovere e mettere in atto vari piani terroristici contro le forze delle Idf e i cittadini israeliani”, si legge nel comunicato dell’esercito.

  • 10:06

    Bahrein: “Intercettati due missili e un drone”

    L’esercito del Bahrein ha intercettato due missili e un drone, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa del Paese. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran lo scorso fine settimana, sono stati 86 i missili e 148 i droni intercettati nei cieli dello Stato insulare.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista