Il mondo FQ

Zelensky: “Truppe Usa in Ucraina? Ne stiamo parlando con Trump”. Lavrov: “Nessuna soluzione se continuano atti criminali di Kiev”. Parigi: “Attacco alla residenza di Putin? Nessuna prova”

Nuova riunione dei "volenterosi" fissata il 6 gennaio. Il leader polacco Tusk: "Pace all’orizzonte ma non sicura al 100%”. Nuovi bombardamenti a Odessa, Zaporizhzhia e Kherson. Mosca insiste e accusa Kiev di un presunto attentato a una delle abitazioni di Putin. Zelensky nega
Zelensky: “Truppe Usa in Ucraina? Ne stiamo parlando con Trump”. Lavrov: “Nessuna soluzione se continuano atti criminali di Kiev”. Parigi: “Attacco alla residenza di Putin? Nessuna prova”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Zelensky parla di un’ipotesi di truppe Usa in Ucraina. “Merz lo ha frenato per non spezzare il filo con Washington”

Sui negoziati che sembravano fare qualche passetto in là, su quell’incontro di Mar-a-Lago definito “fantastico” da Donald Trump, perfino sull’ottimismo inaudito di qualche leader europeo è finito il macigno delle accuse lanciate dalla Russia: il presunto attacco con “91 droni” a una delle residenze di Vladimir Putin, a Valdaj. Mosca continua a cavalcare l’onda, a parlare è il ministro degli Esteri Serghei Lavrov che ha parlato di “azioni criminali” che impediranno qualsiasi soluzione. Dall’altra parte il leader ucraino Volodymyr Zelensky che parla di “atto di sfida all’agenda della pace”. Una “bugia verificabile anche dai nostri partner con le loro tecnologie” dice Kiev riferendosi agli Usa. Sul presunto raid nessun altro leader si è sbilanciato tranne l’Eliseo che ha sottolineato come non ci sia “alcuna prova” che l’attacco sia avvenuto. Nel frattempo il Cremlino, mentre promette una rappresaglia (“i nostri militari sanno come, con cosa e quando rispondere” dice il portavoce Dmitry Peskov) avanza nella coltre di questa polemica verbale e torna a mostrare di nuovo i muscoli con l’annuncio che i suoi missili Oreshnik, schierati con capacità nucleare in Bielorussia, “sono ora operativi”.

In queste ore di silenzio della Casa Bianca Zelensky ha detto ai giornalisti che c’è un dialogo in corso su un “possibile dispiegamento di truppe americane in Ucraina“, sottolineando comunque “che tale decisione dipenderà esclusivamente”  dal presidente degli Stati Uniti. Se fosse vero sarebbe un passo enorme del capitolo sulle “garanzie di sicurezza” sulle quali batte comprensibilimente l’Ucraina in queste trattative. Però sarebbe un’asticella da saltare per Trump che ha sempre escluso l’ipotesi di “boots on the ground” e – di più – ha fondato tutta la sua linea di politica interna sulla promessa ai suoi concittadini che “America first“, che Washington non ha più intenzione di fare il poliziotto del mondo. 

In questa turbolenza la diplomazia europea, che resta cauta sulle reali intenzioni della Casa Bianca, ha serrato ancora una volta le fila al fianco di Kiev: i leader, inclusa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si sono consultati nuovamente tramite una videochiamata, preparando il terreno per una prossima riunione il 6 gennaio in Francia, nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi. “Serve trasparenza e onestà da parte di tutti, inclusa la Russia”, hanno sottolineato il premier polacco Donald Tusk e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

L’obiettivo almeno nelle intenzioni è fare passi avanti rispetto ai colloqui di domenica tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago. Gli ostacoli non mancano, come è emerso dalla trascrizione dei colloqui tra europei e Zelensky che è filtrata dallo Spiegel. Merz, ad esempio, avrebbe invitato il leader ucraino a non “andare troppo oltre” con le sue richieste. Per non spezzare il filo con la Casa Bianca, che appare più sensibile alle rivendicazioni russe.

Sul campo di battaglia le truppe russe insistono sul Donbass, ma Zelensky ha ribadito che “non possiamo semplicemente andarcene. E’ contro la legge e ci vivono 300mila persone”. I russi hanno conquistato altri villaggi nel Donetsk e Zaporizhzhia, mentre sul fronte nord gli ucraini hanno evacuato 14 insediamenti a causa dei bombardamenti. Secondo Zelensky l’obiettivo strategico è anche isolare Odessa, colpendo le infrastrutture. 

La spinta dell’Armata ha comunque un costo sempre più elevato in termini di vite umane. Secondo un’analisi della Bbc, negli ultimi dieci mesi le perdite russe sono aumentate più rapidamente che in qualsiasi altro momento dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022: rispetto al 2024, sono stati pubblicati il 40% in più di necrologi di soldati rispetto all’anno precedente. Ed il bilancio complessivo dall’inizio della guerra è stimato in una fascia dai 240mila ai 350mila morti

  • 15:23

    Lavrov: “Nessuna soluzione se continuano gli atti criminali di Kiev”

    “Sono fiducioso che la natura razzista del regime di Kiev e il cinismo dei suoi sponsor esterni siano chiaramente visibili ai membri onesti della comunità internazionale, che non possono fare a meno di comprendere che senza la fine di tutta questa politica criminale, i negoziati per raggiungere una soluzione affidabile e duratura alla crisi ucraina non potranno avere successo”: lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ringraziando “i nostri amici e partner stranieri che hanno condannato l’attacco terroristico compiuto alla residenza” di Vladimir Putin. Lo riporta una nota del Ministero.

  • 14:56

    Lavrov: “L’Europa difende Kiev per prepararsi ad aggredire la Russia”

    Per il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, l’obiettivo principale dell’Europa è “preservare il regime di Kiev per preparare una nuova aggressione contro la Russia”. E’ quanto dichiarato in una nota citata da Ria Novosti. “L’obiettivo principale di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra è preservare un regime che sogna di essere aiutato a sopravvivere e continuare a controllare un territorio in cui la lingua e i media in lingua russa sono legalmente vietati, dove l’ortodossia canonica è perseguitata, dove i monumenti della storia e della cultura russa vengono demoliti, l’ideologia e le pratiche naziste vengono coltivate e gli oppositori e i semplici dissidenti sono sottoposti a una brutale repressione”, ha dichiarato inoltre il ministro russo.

  • 14:47

    Kiev evacua 14 insediamenti al confine con la Bielorussia

    L’Ucraina ha ordinato l’evacuazione di 14 insediamenti nella regione settentrionale di Chernihiv, al confine con la Bielorussia, oggetto di bombardamenti russi. “Al consiglio di difesa è stata presa la decisione di evacuare obbligatoriamente 14 villaggi di confine”, ha dichiarato il leader regionale Viacheslav Chaus, aggiungendo che “la zona di confine è sottoposta a bombardamenti quotidiani. Nonostante la minaccia reale, 300 persone vivono ancora lì”. Le difese aeree della regione hanno meno tempo per reagire agli attacchi in arrivo perché confina a nord con la Russia.

  • 13:35

    Costa: “Grazie a Merz per la riunione su Kiev, siamo uniti”

    “Grazie al cancelliere Merz per aver convocato una riunione di coordinamento dei leader per valutare gli ultimi sviluppi nei colloqui di pace in Ucraina. Siamo uniti nella nostra determinazione a intensificare gli sforzi verso una pace giusta e sostenibile”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.  

  • 13:31

    Kiev, “per attacchi russi nuovi blackout in tre regioni”

    Blackout vengono segnalati nelle regioni ucraine di Chernihiv, Sumy e Kharkiv a causa di attacchi russi. A denunciarlo è Ukrenergo, gestore della rete elettrica ucraina. “Nell’ultima giornata il nemico ha proseguito con i suoi attacchi contro l’infrastruttura del settore dell’energia – hanno riferito, come riporta Ukrinform – In particolare i russi hanno colpito strutture lungo la linea del fronte e nelle regioni di confine. A causa di tutto questo stamani un numero significativo di utenze nella regione di Chernihiv è rimasto corrente elettrica. Ci sono anche località che sono completamente o parzialmente al buio nelle regioni di Kharkiv e Sumy“. 

  • 13:27

    Tusk: “Pace all’orizzonte ma non sicura al 100%”

     “La pace è all’orizzonte”. Lo ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk durante una riunione di governo al termine dei colloqui sull’Ucraina con i leader europei, come riporta Sky News. “Non c’è dubbio che siano accaduti eventi che danno motivo di sperare che questa guerra possa finire, e abbastanza rapidamente. Ma è pur sempre una speranza, ben lungi dall’essere certa al 100%”, ha spiegato Tusk.  

  • 13:27

    Germania: l’indagine sull’oligarca Usmanov sarà archiviata dopo una multa di 10 milioni

    La procura di Monaco di Baviera ha annunciato che archivierà l’indagine sul miliardario russo Alisher Usmanov, stretto alleato del presidente Vladimir Putin, per presunte violazioni delle sanzioni europee e delle norme antiriciclaggio, dopo il pagamento di una multa da 10 milioni di euro. Nato in Uzbekistan, Usmanov è uno dei principali magnati russi dei metalli ed è stato rieletto lo scorso anno presidente della Federazione internazionale di scherma. È soggetto alle sanzioni dell’Unione europea introdotte dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina nel 2022. Secondo l’ufficio del procuratore di Monaco, l’indagine – che tre anni fa aveva portato a perquisizioni in decine di immobili in Germania collegati all’oligarca – sarà formalmente chiusa una volta incassata la sanzione pecuniaria. In base alle misure Ue, alcuni fondi e beni riconducibili a Usmanov erano stati congelati. Gli inquirenti sospettavano che Usmanov avesse trasferito circa 1,5 milioni di euro attraverso società estere per la gestione di due proprietà nella località lacustre di Rottach-Egern, a sud di Monaco, nei mesi successivi all’introduzione delle sanzioni. Era inoltre accusato di non aver dichiarato beni di valore, tra cui gioielli, opere d’arte e vini pregiati. La difesa aveva contestato sia i legami dell’oligarca con le società coinvolte e i beni sequestrati, sia l’applicabilità della normativa Ue al caso. La procura ha precisato che l’archiviazione dell’indagine previo pagamento di una multa è consentita dal diritto penale tedesco.  

  • 13:23

    Merz: “Servono trasparenza e onestà da parte di tutti”

    “Stiamo portando avanti il processo di pace. Ora da parte di tutti, Russia comprese, servono trasparenza e onestà”. E’ quanto si legge in un post su X del cancelliere tedesco Friedrich Merz in merito alle “ulteriori consultazioni con i nostri partner europei e canadesi nel contesto del formato di Berlino“.

  • 12:57

    Von der Leyen: “L’adesione all’Ue è una garanzia di sicurezza per Kiev e per l’Europa”

    “Ho avuto un proficuo colloquio con i leader europei sul nostro sostegno all’Ucraina, alla sua sicurezza e alla ricostruzione del paese. In definitiva, la prosperità di uno Stato ucraino libero risiede nell’adesione all’Ue. Si tratta anche di una garanzia fondamentale per la sicurezza. L’adesione non avvantaggia solo i Paesi che entrano a far parte dell’Unione: come dimostrano le successive ondate di allargamento, ne beneficia l’intera Europa”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen

  • 12:42

    Kiev evacua 14 villaggi ucraini causa bombardamenti russi

    L’Ucraina ha ordinato l’evacuazione di oltre una dozzina di insediamenti nella regione settentrionale di Chernihiv, al confine con la Bielorussia alleata di Mosca e bersaglio dei bombardamenti russi. “Al Consiglio di Difesa è stata presa la decisione di evacuare obbligatoriamente 14 villaggi di confine”, ha dichiarato il leader regionale Viacheslav Chaus, aggiungendo: “La zona di confine è sottoposta a bombardamenti quotidiani. Nonostante la minaccia reale, 300 persone vivono ancora lì”. 

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista