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Mosca chiude alle concessioni sui territori e nega la telefonata tra Trump e Putin. Ma insiste: “Nessuna tregua di Natale, vogliamo un accordo di pace”

Il viceministro degli esteri russo Ryabkov si dice ottimista ma specifica: "Nessuna concessione sui territori". Il presidente ucraino oggi è in Olanda. L'Ungheria frena sull'allargamento: "No all'Ucraina nell'Ue"
Mosca chiude alle concessioni sui territori e nega la telefonata tra Trump e Putin. Ma insiste: “Nessuna tregua di Natale, vogliamo un accordo di pace”
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Cremlino: “Nessuna tregua di Natale, vogliamo un accordo di pace”

Mosca respinge le richieste di una tregua natalizia in Ucraina. “Vogliamo la pace, non vogliamo una tregua per concedere una pausa all’Ucraina per prepararsi a continuare la guerra”, ha detto Dmitry Peskov. “Ora la questione è se stiamo per raggiungere, come dice il presidente Trump, un accordo o no”, ha aggiunto il portavoce del Cremlino. Ma se gli ucraini, anziché a un’intesa di pace, puntano a “decisioni momentanee e non praticabili, allora difficilmente siamo pronti a partecipare a questo”, ha concluso il portavoce di Vladimir Putin, citato dall’agenzia Interfax.

  • 20:45

    Estonia: “L’ingresso in Ue è garanzia di sicurezza per Kiev”

    “Oltre al sostegno economico, l’Europa deve anche sostenere politicamente l’Ucraina. La cosa più importante è andare avanti con l’ampliamento dell’Ue: l’ingresso nell’Unione europea rappresenta la miglior garanzia di sicurezza che possiamo offrire a Kiev”. Lo ha detto il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, intervenendo oggi al consiglio Affari generali dell’Ue. Tsahkna ha tuttavia ribadito che la principale forma di sostegno immediato a Kiev che l’Europa può dare è legata all’utilizzo dei beni russi congelati. “L’Europa deve dimostrare con azioni decisive di sostenere l’Ucraina e di prendere una decisione sull’uso dei beni russi congelati per garantire il sostentamento economico di Kiev. Allo stesso tempo, la decisione invierebbe anche un messaggio inequivocabile: l’aggressore pagherà per le azioni commesse”, ha detto il ministro estone.

  • 20:43

    Paesi del fianco Est Nato: “Pronti a lungo confronto con Mosca”

    “L’Europa è a una svolta. Come possiamo vedere, la Russia non solo non intende porre fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, ma la sta addirittura ulteriormente intensificando in Europa, anche a attraverso l’intermediazione della Bielorussia. Dobbiamo essere pronti a uno scontro strategico a lungo termine che definirà la nostra sicurezza”. Lo ha detto il presidente lituano, Gitanas Nauseda, al termine dell’incontro, tenutosi oggi a Helsinki, con i capi di Stato e governo di Finlandia, Svezia, Polonia, Estonia, Romania e Bulgaria. “I Paesi del fianco orientale della Nato sono consapevoli della minaccia rappresentata dalla Russia. La nostra unità interna è necessaria non solo alla nostra sicurezza, ma rappresenta una premessa per la sicurezza dell’intera Europa“, ha detto a sua volta la prima ministra lettone, Evika Silina.

  • 18:59

    Starmer: “Percorso verso la pace non lineare, ma a Berlino progressi”

    “Stiamo facendo progressi, anche per quanto riguarda le garanzie di sicurezza. E’ chiaro che il percorso in direzione della pace non è del tutto lineare, ma l’incontro di ieri sera a Berlino è stato produttivo”. A dichiararlo, aggiornando il governo sui colloqui di Berlino sull’Ucraina, è stato il premier britannico Keir Starmer, secondo quanto riportato dal suo ufficio.

  • 18:55

    Spagna: “No all’invio di truppe in Ucraina senza la pace”

    Il governo spagnolo non sta valutando la possibilità di inviare truppe in Ucraina poiché ancora non vi è uno scenario di pace. “Finché non ci sarà uno scenario di pace, non prenderemo in considerazione l’ipotesi di un invio di truppe”, hanno detto a LaPresse fonti del ministero della Difesa. Il premier Pedro Sanchez ha aderito alla dichiarazione congiunta dei leader europei sull’Ucraina concordata ieri a Berlino, in cui si prevede la creazione di una forza multinazionale guidata dall’Europa che contribuirà a proteggere lo spazio aereo ucraino e a garantire la sicurezza marittima, “anche attraverso operazioni all’interno dell’Ucraina”. Ciò che farà la Spagna, hanno sottolineato le fonti, è “continuare a inviare aiuti militari” a Kiev.

  • 18:45

    Germania, Spd non esclude invio di truppe tedesche in Ucraina

    La Socialdemocrazia tedesca (Spd) non esclude di inviare soldati tedeschi in una missione internazionale in Ucraina: lo ha detto il capogruppo al Bundestag Matthias Miersch. “Friedrich Merz ha il nostro pieno sostegno per l’iniziativa che ha appena presentato e, in tal senso, non escludiamo alcuna possibilità” ha affermato Miersch. Che ha poi precisato: “l’impiego delle truppe dipende dal contesto in cui avviene, dall’ambiente, dai compiti da svolgere”. Al termine dell’incontro di alcuni capi di Stato e di governo europei di ieri a Berlino è emersa la possibilità che, tra le garanzie concrete offerte all’Ucraina, ci sia anche una forza multinazionale guidata dall’Europa.

  • 18:40

    Fonti Ue: “Possibile voto sugli asset senza tutti in sala? Se funziona…”

    Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa è disposto ad esplorare “soluzioni creative” pur di approvare la proposta dei prestiti all’Ucraina basati sugli asset russi. Lo afferma una fonte europea in merito all’ipotesi di aggirare il veto del Belgio così come fu aggirato quello dell’Ungheria all’Ingresso di Kiev nell’Unione Europea, con il premier Viktor Orban assente dalla sala del Consiglio al momento della decisione. “Francamente, qualunque cosa funziona ora come ora va bene”, ha aggiunto precisando che, idealmente, si vorrebbero avere conclusioni al riguardo il più vicine possibile a 26. Per quanto riguarda i tempi tecnici, ovvero se l’Ucraina sarà in grado di avere i quattrini entro il secondo trimestre del 2026, se i leader prenderanno una decisione in settimana “non di vedono ostacoli” al lavoro legislativo che dovrà fare il Consiglio Ue. 

  • 18:33

    Il Capo di Stato di maggiore britannico: “Dobbiamo essere pronti a mandare i nostri figli in guerra”

    Le famiglie britanniche devono essere pronte a mandare i loro figli e le loro figlie in guerra contro la Russia. Lo ha detto il capo di Stato maggiore della Difesa britannico, Richard Knighton, aggiungendo che “più persone” devono essere pronte a imbracciare le armi per proteggere il Paese. Sebbene le possibilità di un attacco russo diretto sul suolo britannico restino remote – ha spiegato intervenendo ieri sera a un evento del Royal United Services Institute a Westminster – ciò “non significa che le probabilità siano pari a zero”. Knighton ha chiesto alle scuole di incoraggiare i bambini a intraprendere lavori nell’industria bellica e ha affermato che più famiglie britanniche “sapranno cosa significa il sacrificio per la nostra nazione”. 
    Le parole del capo dell’esercito arrivano pochi giorni dopo che Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha ipotizzato che l’Europa possa essere il prossimo obiettivo di Vladimir Putin e ha esortato gli stati della Nato, come la Gran Bretagna, ad adottare una “mentalità da tempo di guerra”, avvertendo che troppi paesi sono “silenziosamente compiacenti”. Nel frattempo, il ministro delle forze armate Al Carns ha affermato che il Paese si trova “sul piede di guerra” e ha avvertito che “l’ombra della guerra è alle porte dell’Europa”. Ha affermato: “L’ombra della guerra bussa alla porta dell’Europa e questa guerra potrebbe essere più grande e sanguinosa di quella che abbiamo vissuto negli ultimi tempi.
    Knighton ha invitato i civili a contribuire a rafforzare la resilienza nazionale per garantire il funzionamento del Regno Unito in caso di crisi. Ha affermato: “Ogni giorno il Regno Unito è oggetto di una serie di attacchi informatici da parte della Russia e sappiamo che gli agenti russi cercano di compiere sabotaggi e hanno ucciso sulle nostre coste. L’hard power della Russia sta crescendo rapidamente”. Grazie all’aumento della spesa per la difesa e alle esperienze in Ucraina, la Russia ha un esercito “imponente, sempre più sofisticato dal punto di vista tecnico e ora anche con una grande esperienza di combattimento”, ha aggiunto. 

  • 18:19

    Il Parlamento Ue approva il trasferimento di risorse verso Difesa e riarmo

    Il Parlamento europeo, riunito in plenaria, ha approvato una serie di nuove misure che mirano a rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea convogliando una serie di finanziamenti provenienti da fondi Ue già esistenti per implementare il piano di investimenti Readiness 2030, già noto come ReArm Europe. La legislazione, concordata con il Consiglio, è stata adottata in via definitiva con 519 voti a favore, 119 contro e 25 astensioni, e tra i partiti italiani è stata appoggiata dagli europarlmanentari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito democratico (con l’eccezione di Cecilia Strada e Marco Tarquinio, contrari), più Ignazio Marino e Leoluca Orlando. Nessun astenuto, contrari gli eurodeputati di Lega (meno Anna Maria Cisint e Susanna Ceccardi, a favore) e Movimento 5 Stelle, insieme a Benedetta Scuderi e Ilaria Salis.
    Le nuove regole consentiranno di destinare più fondi Ue agli investimenti legati alla difesa modificando i criteri di finanziamento di programmi Ue esistenti, fra i quali la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (Step), il programma di ricerca Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa (Edf), il programma Europa Digitale e il Meccanismo per collegare l’Europa (Cef). Tra le misure principali spicca quella che riguarda Horizon, che potrà sostenere progetti dual use, e Step, con le “tecnologie della difesa” che saranno aggiunte come quarto settore strategico e il sostegno che sarà esteso alle piccole e medie imprese, comprese le start-up e le piccole imprese a media capitalizzazione che altrimenti faticherebbero ad accedere ai finanziamenti.
    La legislazione consentirà inoltre il finanziamento eE di infrastrutture di trasporto a duplice uso nell’ambito del Cef, compresi i corridoi per la mobilità militare, per i quali la Commissione potrà stabilire condizioni relative al Paese di origine delle attrezzature, dei beni, delle forniture o dei servizi utilizzati. Nel corso dei negoziati con il Consiglio, l’Eurocamera ha ampliato il campo di applicazione delle misure includendo l’obiettivo di rafforzare la resilienza di fronte agli attacchi ibridi in corso e alle ingerenze straniere e ottenuto un maggiore supporto per l’industria della difesa ucraina, assicurando la sua partecipazione all’Edf. Prima dell’entrata in vigore, la legislazione dovrà essere formalmente adottata dal Consiglio. 

    Secondo fonti parlamentari, il voto favorevole delle eurodeputate leghiste Anna Maria Cisint e Susanna Ceccardi è stato un errore, corretto in seguito: hanno votato contro, in allineamento con il resto della delegazione della Lega al Parlamento europeo. 

  • 18:10

    Ucraina, fonti Ue: “Finanziamenti per Kiev? Al consiglio Ue una decisione andrà presa”

    Sul finanziamento all’Ucraina “c’è stata una roadmap chiara” indicata nello scorso Consiglio europeo, e al summit Ue “una decisione andrà presa”. Lo sottolineano fonti Ue in vista della riunione dei 27 a Bruxelles. Il Consiglio europeo, aggiungono le stesse fonti, “durerà finché necessario”. La proposta sull’uso degli asset russi richiede la maggioranza qualificata, la proposta che fa capo al debito comune richiede l’unanimità ed “è stato subito chiaro che l’unanimità non c’è” tra i 27, aggiungono le fonti, secondo le quali al summit “c’è un senso di urgenza, una decisione va presa”.

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