Raid su Gaza: 16 morti
Almeno 16 persone sono state uccise questa mattina in attacchi israeliani nel nord e nel sud di Gaza: lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa.
Tredici persone sono morte e altre sono rimaste ferite in bombardamenti e scontri a fuoco a Jabalia, a nord della Striscia, e a Khan Yunis e Rafah, a sud. Altri tre palestinesi sono rimasti uccisi in un bombardamento di due tende che ospitavano sfollati a ovest di Khan Yunis.
Ben Gvir: “Entriamo nella Striscia con tutta la forza necessaria”
Il ministro di estrema destra della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, ha affermato che è “ora di entrare nella Striscia di Gaza con tutta la forza necessaria”, dopo le riserve espresse da Hamas in merito alla nuova proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti. “Signor primo ministro, dopo che Hamas ha nuovamente respinto l’accordo proposto, non ci sono più scuse… Abbiamo già perso troppe opportunità. È ora di entrare con tutta la forza necessaria, senza battere ciglio, per distruggere e uccidere completamente Hamas” nella Striscia di Gaza, ha scritto Gvir su X. “La confusione, l’incertezza e la debolezza devono finire. Abbiamo già perso troppe occasioni”, ha aggiunto.
La Casa Bianca ha dichiarato ieri che il presidente Donald Trump e l’inviato Usa Steve Witkoff hanno presentato una proposta di cessate il fuoco che avrebbe ricevuto l’approvazione di Israele prima dell’invio a Hamas. Tuttavia, da parte israeliana non è giunta una conferma ufficiale.