Wall Street apre in calo, Dj -0,32%, Nasdaq -1,86%
Wall Street apre negativa. Il Dow Jones perde lo 0,32% a 40.246,91 punti, il Nasdaq cede l’1,86% a 16.513,72 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,08% a 5.338,44 punti.
Momenti chiave
Wall Street apre negativa. Il Dow Jones perde lo 0,32% a 40.246,91 punti, il Nasdaq cede l’1,86% a 16.513,72 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,08% a 5.338,44 punti.
La produzione industriale negli Stati Uniti è calata in marzo più delle attese. La flessione è stata dello 0,3% mentre gli analisti scommettevano su un -0,2%
Il Wto (Organizzazione mondiale del commercio) taglia le stime sul commercio mondiale: nel 2025 gli scambi caleranno fra lo 0,2% e l’,15% in seguito ai dazi americani. Mettendo in guardia sull’incertezza che pesa sul commercio, il Wto spiega che gli scambi sono attualmente destinati a scendere dello 0,2% quest’anno, ma la flessione – a causa dei “gravi rischi al ribasso” – potrebbe arrivare fino all’1,5%.
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti in marzo sono salite dell’1,4%, in linea con le attese degli analisti. È possibile che il dato risenta pure di una corsa da alcuni acquisti, in previsione dell’entrata in vigore delle tariffe doganali annunciate da Trump.
La California intende fare causa per fermare i dazi di Donald Trump. L’azione legale sarà depositata nelle prossime ore e rappresenta la prima significativa sfida alla politica commerciale dell’amministrazione. “Le tariffe illegali di Trump stanno creando caos per le famiglie, le imprese e l’economia, aumentando i prezzi e minacciando posti di lavoro”, ha detto il governatore Gavin Newsom annunciando l’azione legale.
“Faremo tutto il possibile per giungere a un esito positivo” nei negoziati con gli Usa sui dazi, “ma in parallelo dobbiamo prepararci allo scenario potenziale di un mancato accordo”. Lo ha detto il commissario Ue per la Giustizia, Michael McGrath. I dazi “sono sono la strada sbagliata perché danneggiano le imprese e i consumatori e, in ultima analisi, possono mettere a rischio anche i posti di lavoro”, ha sottolineato, ribadendo che Bruxelles punta a una “soluzione negoziata”. “Penso che sia positivo che il lavoro ora continui a livello di esperti”, ha aggiunto.
Bruxelles intende “intensificare l’interazione con le autorità cinesi, le aziende cinesi e gli impianti di produzione in Cina” per “affrontare la questione” della sicurezza dei prodotti “alla fonte”. Lo ha detto il commissario per la giustizia e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, presentando in conferenza stampa la relazione annuale Safety Gate, il sistema di allerta rapido dell’Ue per segnalare i prodotti pericolosi secondo cui nel 2024 il 40% dei prodotti considerati pericolosi arrivava da Pechino.
La Cina vuole che l’amministrazione di Donald Trump adotti una serie di misure prima di accettare il negoziato commerciale. Lo riporta l’agenzia Bloomberg in base a “una fonte vicina al pensiero del governo” di Pechino. Tra le condizioni: più rispetto tenendo a freno i giudizi denigratori di figure di primarie del governo americano; una posizione americana più coerente; la volontà di affrontare i timori cinesi sulle sanzioni Usa e su Taiwan. Pechino chiede che Washington nomini un referente per i colloqui che abbia il sostegno del presidente e che contribuisca a stilare un accordo che Trump e Xi Jinping possano firmare quando si incontreranno.
L’amministrazione Trump ha deciso di vietare a Nvidia di vendere il suo chip H20 in Cina, un’escalation della battaglia tecnologica tra Washington e Pechino che costerà all’azienda miliardi di dollari e paralizzerà una linea di prodotti progettata esplicitamente per conformarsi alle precedenti restrizioni statunitensi. Nvidia ha avvertito che riporterà svalutazioni per circa 5,5 miliardi di dollari durante il trimestre in corso, legate alle scorte e agli impegni per il chip.
Le Borse europee sono in leggero calo. I colpi subiti da Nvidia, con la limitazione delle esportazioni verso la Cina, e Asml, con il calo degli ordini, stanno alimentando l’umore negativo dei mercati. All’origine, secondo gli investitori, le mosse degli Stati Uniti sui dazi. Milano perde lo 0,6% così come Parigi e Francoforte. Londra arretra dello 0,4%. Sul fronte valutario prosegue l’indebolimento del dollaro rispetto alle principali valute.