Da sempre lavoriamo utilizzando la ricerca al servizio dell’efficienza energetica. Dai potentissimi calcolatori ospitati nel Green Data Center al solare termodinamico a concentrazione, una tecnologia che trasforma l’energia solare in energia elettrica: Eni raggiunge livelli d’eccellenza in termini di efficienza energetica puntando sull’innovazione.

Da sempre lavoriamo utilizzando la ricerca al servizio dell’efficienza energetica. Dai potentissimi calcolatori ospitati nel Green Data Center al solare termodinamico a concentrazione, una tecnologia che trasforma l’energia solare in energia elettrica: Eni raggiunge livelli d’eccellenza in termini di efficienza energetica puntando sull’innovazione.

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GREEN DATA CENTERuno dei più potenti calcolatori al mondo

Siamo a Ferrera Erbognone, in piena Pianura Padana. Qui Eni ha messo a punto un sistema di calcolo a elevatissime prestazioni e ridotto consumo energetico, in grado di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo. Il Green Data Center, attivo dal 2013, ospita infatti due supercalcolatori, HPC2 e HPC3, strumenti fondamentali per le scoperte esplorative di Eni in tutto il mondo e utili, per esempio, a elaborare immagini in 3D del sottosuolo.

I dati rilevati in campo vengono qui elaborati e una volta integrati con i modelli di giacimento messi a punto dai nostri ricercatori, ad alta risoluzione e in tre dimensioni anche in apposite sale di realtà virtuale o immersiva. I due megacomputer di Eni combinati assieme costituiscono il più potente sistema in Europa nell’ambito della produzione industriale Oil & Gas.

GREENData Center

Siamo andati nel cuore della Pianura Padana, a Ferrera Erbognone, paese con poco più di mille abitanti, alla scoperta del Green Data Center, uno dei più potenti al mondo. Visto da fuori sembra un enorme bunker; all’interno c’è un sistema di calcolo efficiente e sostenibile in grado di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo.

Soprattutto la cittadella informatica ospita il super computer HPC (High Performance Computing) che serve per elaborare i dati sismici e simulare i giacimenti di idrocarburi. Dalla combinazione di geofisica e informatica, “imaging sismico” e HPC (insieme allo straordinario talento degli esploratori Eni), sono nate tutte le più recenti scoperte del Cane a sei zampe. Zohr, ma non solo Zohr…

Da lontano non si vede niente, solo la sagoma del centro sportivo con la piscina scoperta e lo scivolo giallo, un passaggio a livello sulla ferrovia e la stazione del treno con la pensilina come una volta. Il Green Data Center sbuca fuori dalla nebbia all’improvviso, quando sei già davanti al cancello.

Prima che costruissero questa grande astronave, resistente a intrusioni, eventi sismici, incendi, inondazioni e atti di terrorismo, qui c’era una risaia. Il comune di Ferrera Erbognone d’altronde vuol dire riso da sempre; nel 1912 un imponente sciopero di mondine portò all’arresto della “pasionaria” Maria Provera da cui il famoso canto popolare “Il 24 di maggio a Ferrera” (noto anche come la canzone di Maria Provera).

Eni ha deciso di costruire qui la sua cittadella informatica per un paio di motivi pratici. Il primo è che era un’area di proprietà non troppo distante dal quartier generale di San Donato; il secondo è che a cinquanta metri dalla recinzione c’è la Centrale elettrica Enipower, il primo nuovo impianto realizzato in Italia dopo la liberalizzazione del mercato elettrico, che pompa l’energia richiesta (ridondata) al Data Center, eliminando le dispersioni tipiche del trasporto su rete elettrica geografica (pari al 5-6%, secondo l’Autorità per l’Energia) e garantendo un controllo integrale (produzione e consumo) completamente interno al gruppo.

In questo modo il comune di Ferrera, i due bar del paese, i pochi negozi, le sue case e le cascine godono dell’internet più veloce del mondo perché “l’astronave” è collegata direttamente con la banda larghissima di tutti i grandi operatori Telco.

Il Green Data, inaugurato poco più di due anni fa, ospita tutti i sistemi di calcolo Eni destinati all’informatica gestionale (come ad esempio le oltre 5 milioni di fatture gas/mese) e soprattutto alle elaborazioni che i tecnici chiamano di “simulazione computazionale”, il cosiddetto super computer HPC (High Performance Computing) che serve per elaborare i dati sismici e simulare i giacimenti di idrocarburi.

Il comune di Ferrera, i due bar del paese, i pochi negozi, le sue case e le cascine godono dell’internet più veloce del mondo

A vederla da fuori questa cittadella fortificata ha la forma di un trifoglio, anzi due trifogli affiancati, ognuno dei due trifogli contiene 3 sale per gli apparati IT, due per gli “Standard computing” e una più grande per l’HPC ma la cittadella è progettata per ospitare e alimentare fino a 30MW di carico utile informatico ai massimi livelli di affidabilità.

L’altra cosa che si nota di un mega edificio per il resto interrato per motivi di sicurezza e sormontato da collinette artificiali piantumate, sono i 6 camini di aspirazione-espulsione dell’aria la cui funzione è importantissima, come vedremo dopo.

Perché un’azienda energetica come Eni abbia investito svariati milioni di euro in un Data Center così sofisticato, neanche fosse un colosso web di Silicon Valley, me lo spiega invece Nicola Bienati, ingegnere geofisico, Senior Research & Development Project Leader del Cane a sei zampe. “Per focalizzare un’immagine il più precisa possibile di ciò che si trova in profondità, anche a 10-15 chilometri per un’estensione dell’area investigata di centinaia se non migliaia di km quadrati, si usa una tecnica cosiddetta di imaging sismico e per ricostruire queste immagini tridimensionali si utilizzano modelli matematici molto sofisticati.”

E quindi…? “Quindi per la complessità dei modelli che dobbiamo utilizzare per trasformare i dati in immagini nei tempi richiesti – prosegue Bienati -, non è sufficiente utilizzare i normali personal computer. Servono architetture di calcolo dedicate che facciano in contemporanea il lavoro di migliaia di pc.”

Nello sviluppo di questi algoritmi di “imaging sismico”, mi spiega ancora Bienati, oggi Eni è all’avanguardia nell’industria petrolifera mondiale. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, in un Data Center moderno causa dimensioni, concentrazione, smaltimento e trasporto del calore ed efficienza complessiva, il problema principale da risolvere oltre alla gestione dei dati è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility necessari al raffreddamento dei sistemi informatici.

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, in un Data Center moderno causa dimensioni, concentrazione, smaltimento e trasporto del calore ed efficienza complessiva, il problema principale da risolvere oltre alla gestione dei dati è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility necessari al raffreddamento dei sistemi informatici.

il problema principale da risolvere oltre alla gestione dei dati è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility

E quindi…? “Quindi per la complessità dei modelli che dobbiamo utilizzare per trasformare i dati in immagini nei tempi richiesti – prosegue Bienati -, non è sufficiente utilizzare i normali personal computer. Servono architetture di calcolo dedicate che facciano in contemporanea il lavoro di migliaia di pc.”

Nello sviluppo di questi algoritmi di “imaging sismico”, mi spiega ancora Bienati, oggi Eni è all’avanguardia nell’industria petrolifera mondiale. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, in un Data Center moderno causa dimensioni, concentrazione, smaltimento e trasporto del calore ed efficienza complessiva, il problema principale da risolvere oltre alla gestione dei dati è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility necessari al raffreddamento dei sistemi informatici.

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, in un Data Center moderno causa dimensioni, concentrazione, smaltimento e trasporto del calore ed efficienza complessiva, il problema principale da risolvere oltre alla gestione dei dati è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility necessari al raffreddamento dei sistemi informatici.

Il tema del raffreddamento è molto sentito per il suo alto impatto sul P.U.E. in posti come Silicon Valley, dove i colossi tech sono costretti a consumare enormi bacini d’acqua. Al Green Data Center la performance di 1,2 è ottenuta con l’adozione del cosiddetto “free-cooling”, il raffreddamento naturale ad aria attraverso un sistema di circolazione, trattamento e filtraggio grazie ai famosi sei camini che spuntano dall’edificio.

Anche per questo l’altro record di cui gode Ferrera Erbognone, insieme all’internet super veloce, è di avere previsioni del tempo sempre precisissime: il sistema di raffreddamento delle macchine e la temperatura impostata nelle stanze del Green Data sono continuamente tarate sul meteo, ora dopo ora. L’umidità gioca un ruolo fondamentale, e qui non c’è posto migliore della Lomellina dove in mezzo ai campi, tra nebbia e zanzare, ti vedi spuntare il più potente super computer in Europa destinato alla produzione industriale Oil&Gas, uno dei più grandi in tutto il sistema petrolifero.

Per la cronaca, la combinazione di geofisica e informatica, “imaging sismico” e HPC, insieme allo straordinario talento degli esploratori Eni, ha contribuito a tutte le più recenti scoperte esplorative nel mondo. Zohr, ma non solo Zohr…

Green Data Center

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