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Il Cast

ROBIN CAMPILLO Regia, sceneggiatura e montaggio

Nato in Marocco nel 1962, nel 1983 è a Parigi per studiare a La Femis, la maggiore accademia del cinema francese. Qui incontra Laurent Cantet, con cui inizia a collaborare alla fine degli anni Novanta come cosceneggiatore e montatore per film di grande successo, tra cui A tempo pieno (2001), Verso il sud (2005), La classe (2008, Palma d’Oro a Cannes), Foxfire – Ragazze cattive (2012) e L’Atelier, presentato quest’anno a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Nel 2004 esordisce anche come regista con Les revenants, che ispirerà la serie tv omonima prodotta da Canal+, mentre il suo secondo film, Eastern Boys (2013), viene premiato alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, ricevendo inoltre due candidature ai César (miglior film e miglior regia). Nel 2016 firma sceneggiatura e montaggio di Planétarium, di Rebecca Zlotowski, con Natalie Portman e Lily-Rose Depp, mentre nel 2017 ottiene la consacrazione definitiva al Festival di Cannes grazie al suo terzo film da regista, 120 battiti al minuto, che riceve il Grand Prix e un’accoglienza trionfale della critica.  

NAHUEL PÉREZ BISCAYART Sean

Nato in Argentina, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires, prima di appassionarsi alla recitazione. Giovanissimo, inizia a lavorare per il cinema e il teatro in una serie di piccoli ruoli e nel 2008 vince il Rolex Grant, grazie al quale può trasferirsi a New York, dove per un periodo si unisce a The Wooster Group, celebre compagnia teatrale indipendente. Tornato in patria, recita in La Sangre brota, di Pablo Fendrik, che viene selezionato per la Semaine de la Critique a Cannes: qui viene notato da Benoît Jacquot, che gli affida il ruolo di protagonista in Au fond des bois (2010), presentato con successo al Festival di Locarno. Nahuel ritorna a Cannes, nella sezione Un Certain Regard, con il film di Rebecca Zlotowski Grand Central, quindi è in Belgio dove gira Je suis à toi, di David Lambert, per cui viene premiato come migliore attore al Festival di Karlovy Vary. Nel 2016 è nel cast dell’applaudito Vor der Morgenröte, film austriaco dedicato allo scrittore Stefan Zweig, mentre l’anno successivo arriva la consacrazione definitiva grazie a Au revoir là-haut, di Albert Dupontel, e a 120 battiti al minuto, vincitore del Grand Prix all’ultimo Festival di Cannes.
 

ARNAUD VALOIS Nathan

Nato a Lione, studia recitazione al Cours Florent, celebre scuola professionale fondata nel 1967 dall’attore di teatro François Florent. Il suo primo ruolo per il cinema è in Quello che gli uomini non dicono (2006), di Nicole Garcia, ma al cinema affianca fin da subito l’attività di modello, sfilando per marchi d’eccellenza come Yves Saint Laurent, Jean Paul Gaultier e Dolce & Gabbana. Dopo una piccola parte in Cliente (2008), di Josiane Balasko, recita in La fille du RER (2009), di André Téchiné. Per diversi anni si allontana poi dal mondo del cinema, preparando un rientro in grande stile con 120 battiti al minuto, che gli fa ottenere un enorme successo personale al Festival di Cannes e lo trasforma in uno dei volti più ricercati del cinema francese di oggi.  

ADÈLE HAENEL Sophie

Cresciuta a Montreuil, nel dipartimento della Seine-Saint-Denis alla periferia di Parigi, Adèle Haenel inizia la sua carriera d’attrice a 12 anni con il film Les diables (2002) di Christophe Ruggia. Il successo arriva cinque anni più tardi con il ruolo principale in Naissance des pieuvres (2007), esordio alla regia di Céline Sciamma, per cui ottiene la candidatura al Premio César per la migliore promessa femminile. Nel 2010 è una delle protagoniste de L’Apollonide (Souvenirs de la maison close) di Bertrand Bonello, presentato in concorso a Cannes, mentre nel 2013 vince il César come migliore attrice non protagonista per il film Suzanne, di Katell Quillévéré: la cerimonia crea scalpore perché Adèle nel ritirare il premio fa coming out dichiarando il suo amore per la regista Céline Sciamma, con cui avrà una lunga relazione sentimentale. Lavora quindi con André Téchiné per L'Homme qu'on aimait trop (2015), e lo stesso anno vince il suo secondo César, stavolta come attrice protagonista, per The Fighters - Addestramento di vita (Les Combattants), di Thomas Cailley. Nel 2016 gira Les Ogres, di Léa Fehner, e La ragazza senza nome (La Fille inconnue), diretto da Jean-Pierre e Luc Dardenne e presentato in concorso al Festival di Cannes. Dopo Orpheline, di Arnaud des Pallières, nel 2017 torna a Cannes per 120 battiti al minuto, di Robin Campillo, che ottiene uno straordinario successo di critica e il Grand Prix. Oltre che del tedesco Die Blumen von gestern, di Chris Kraus, la prossima stagione cinematografica la vedrà protagonista di Remise de peine di Pierre Salvadori, e del dramma in costume Un peuple et son roi, con Louis Garrel.  
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