Il mondo FQ

Gaza, Hamas consegna le bare con i corpi di due ostaggi. Netanyahu licenzia il consigliere per la sicurezza nazionale

Vance in visita in Israele avverte il movimento islamista: "Rinunci alle armi o sarà annientato". Trump: "Se violano l'accordo i nostri alleati entreranno a Gaza"
Gaza, Hamas consegna le bare con i corpi di due ostaggi. Netanyahu licenzia il consigliere per la sicurezza nazionale
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Bare con i corpi di due ostaggi consegnate all’Idf

Dopo averle ricevute da Hamas la Croce Rossa ha consegnato alle truppe delle forze israeliane di difesa (Idf) due bare con i corpi di altrettanti ostaggi. Lo rende noto l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che ora si stanno trasferendo le salme in Israele, secondo quanto si legge sul sito di Haaretz. L’Idf ispezionerà le bare e in seguito le coprirà con le bandiere israeliane prima della breve cerimonia presieduta da un rabbino militare

  • 17:07

    Netanyahu riunisce gabinetto sicurezza giovedì

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riunirà il gabinetto di sicurezza giovedì alle 17 ora locale – le 16 in Italia – a Gerusalemme.

  • 16:56

    Hamas: “Stasera consegniamo altri due corpi di ostaggi israeliani”

    Hamas fa sapere che stasera, alle 21 ora locale, consegnerà altri due corpi di ostaggi. Le Brigate Ezzedine al-Qassam, l’ala armata di Hamas, hanno dichiarato che “consegneranno i corpi di due prigionieri israeliani riesumati oggi nella Striscia di Gaza alle 21:00 ora di Gaza (18:00 GMT)”. I militanti hanno finora consegnato 13 dei 28 corpi degli ostaggi che Hamas si era impegnata a restituire in base all’accordo. 

  • 16:47

    Vance in visita al centro di coordinamento internazionale nel sud di Israele

    Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato al “Civilian Military Coordination Center” di Kiryat Gat, nel sud di Israele, secondo quanto riferito dal pool della Casa Bianca al suo seguito. La struttura, sede della nuova forza multinazionale guidata da Washington, è incaricata di supervisionare l’attuazione del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. “Il vicepresidente è qui per incontri riservati con membri delle forze armate”, ha precisato la nota diffusa ai giornalisti al seguito della delegazione americana. 

  • 16:06

    Von der Leyen: “L’Europa deve avere un ruolo nella ricostruzione di Gaza”

    “C’è speranza che la guerra a Gaza possa finalmente giungere al termine. Il nostro ordine regionale e globale si sta ridisegnando. E l’Europa deve lottare per il suo posto nel mondo, dove alcune grandi potenze sono ambivalenti o ostili nei nostri confronti”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Quando parliamo di indipendenza dell’Europa, parliamo della nostra capacità di plasmare questo nuovo ordine”, “Questo è vero in Medio Oriente, dove l’Europa deve svolgere un ruolo nella ricostruzione di Gaza, nel rilancio della soluzione dei due Stati. Così come nell’incoraggiare la nascita di una nuova Siria“.  

  • 15:59

    Parolin: “Inaccettabile l’accanimento dei coloni contro i cristiani”

    La Santa Sede ritiene inaccettabile il comportamento dei coloni contro i cristiani in Cisgiordania. “Il problema è molto complesso, non riusciamo a capire perché i cristiani che vivono la loro vita normale sono oggetto di tanto accanimento. Parlare di persecuzione è un po’ problematico ma sicuramente sono situazioni che non possiamo accettare”. Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, a margine di un evento di Acs, rispondendo ai giornalisti che chiedevano se si può parlare di persecuzione per i cristiani in Cisgiordania.  

  • 15:52

    Nyt: “Usa preoccupati che Netanyahu faccia saltare la tregua”

    Funzionari dell’Amministrazione Trump affermano di essere sempre più preoccupati dal fatto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu possa ‘demolire’ l’accordo per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. E’ quanto si legge sul New York Times, che cita diversi funzionari coperti da anonimato che parlano dei timori all’interno dell’organizzazione. E, precisano le fonti, la strategia ora punta sul vicepresidente JD Vance, sull’inviato Steve Witkoff e sul genero di Donald Trump, Jared Kushner, affinché Netanyahu non riprenda un attacco su vasta scala contro Hamas. Secondo un funzionario di alto grado dell’Amministrazione Trump, Witkoff e Kushner riconoscono che la situazione “è molto delicata” e che l’accordo da loro negoziato è a rischio. Il loro obiettivo, scrive il Nyt, è stabilizzare la situazione, garantire l’arrivo di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e far sì vengano riconsegnate a Israele le salme degli ostaggi deceduti ancora nella Striscia di Gaza. E su questo gli Usa lavorano con la Turchia puntando su personale con esperienza nel recupero delle salme. Witkoff e Kushner lavorano anche su altri punti, dalla creazione di una forza di stabilizzazione – a guida egiziana, conferma il Nyt – al disarmo di Hamas. Su questo per ora non c’è una tabella di marcia.

  • 15:44

    Legali attivisti della Flotilla: “Pm di Roma ha aperto indagini dopo gli esposti”

    Il Team legale della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla rende noto che “la procura di Roma ha aperto le indagini sugli attacchi dei droni, gli arresti illegittimi, i maltrattamenti e gli abusi subiti dagli attivisti”. Le indagini, al momento contro ignoti, “sono affidate ai pubblici ministeri Lucia Lotti e Stefano Opilio a seguito delle denunce presentate – spiegano i legali – nelle settimane scorse su mandato di 36 attivisti partecipanti alla missione, alle quali si è aggiunta sabato quella di Tony La Piccirella”. “I reati configurati nei due esposti – ricordano i legali degli attivisti – vanno dal tentato omicidio, al naufragio, agli atti di pirateria e contro la sicurezza marittima, al sequestro di persona, fino ai maltrattamenti e alla tortura. L’apertura di un’indagine segna un primo traguardo per accertare le responsabilità degli attacchi e degli abusi da parte di Israele la contro missione umanitaria e pacifica della Gsf, il cui scopo è stato quello di rompere il blocco illegittimo imposto da Israele a Gaza e volto ad affamare la popolazione civile”.

  • 15:38

    Hamas: “Ci serve più tempo per recuperare gli ostaggi, rispettiamo l’accordo”

    Il leader e capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya, ha ribadito che il gruppo intende rispettare l’accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e a riconsegnare le salme dei 15 ostaggi israeliani ancora nell’enclave palestinese, ma ha bisogno di “più tempo” per recuperare i corpi. Intervistato da Al-Qahira Al-Akhbariya, al-Hayya ha detto che “siamo pronti a recuperare e consegnare tutti i corpi in base all’accordo. Non abbiamo alcuna intenzione di tenerne nessuno con noi: lasciamo che tornino dai loro parenti e anche i nostri martiri torneranno e saranno sepolti con dignità”, ha affermato. Il leader di Hamas ha quindi spiegato che “stiamo incontrando grandi difficoltà” nel raggiungere i corpi degli ostaggi, perché alcuni si trovano sottoterra e sotto gli edifici, per cui servono tempo e attrezzature adeguate, ma “continuiamo il nostro impegno”. 

  • 15:37

    “Hamas ridotta ma non distrutta”

    Notevolmente ridotta sì, ma non completamente distrutta. Con ancora tra i 10mila e i 20mila militanti tra le sue fila, ma il 90% di razzi in meno. Appare così Hamas dopo i duri colpi subiti dalla guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza in seguito al massacro del 7 ottobre del 2023. Lo ha rivelato un funzionario militare israeliano a condizione di anonimato alla Nbc, mentre per un’altra fonte Hamas ha perso circa 20mila uomini durante il conflitto e Israele è riuscita a impedire all’organizzazione di recuperare la potenza di fuoco persa, colpendo sia “i siti di produzione e le rotte del contrabbando”. Ma con l’entrata in vigore del cessate il fuoco, Hamas ha schierato agenti armati della polizia nelle zone dove l’Idf si è ritirate, si è scontrata con clan rivali, ha aperto il fuoco sui soldati israeliani e ha giustiziato in pubblico di presunti collaboratori. “Hamas ha subito gravi danni nelle sue capacità militari, ma credo sia giusto dire che non è stata annientata”, ha affermato Shalom Ben Hanan, ricercatore presso l’Istituto Internazionale per l’Antiterrorismo della Reichman University in Israele e veterano da quasi 30 anni dell’Agenzia per la Sicurezza Israeliana, nota anche come Shabak o Shin Bet. “Forse la minaccia non è nei giorni a venire o nel futuro più prossimo. Ma il loro potenziale è ancora lì”, ha aggiunto. Hanan sostiene di avere ancora a disposizione circa 15.000-25.000 combattenti, una stima superiore a quella della fonte israeliana. Giora Eiland, ex direttore del Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano ed ex capo del dipartimento di pianificazione delle Forze di difesa israeliane, ha affermato che Hamas ha perso circa 20mila combattenti in due anni di guerra. Ma secondo Eiland il gruppo non avrà difficoltà a reclutare nuovi uomini, pratica che ha condotto anche durante il conflitto. “E’ facile per Hamas riprendere il potere ed è molto facile per loro reclutare sempre più persone per sostituire quelle che sono state uccise” , ha detto Eiland.
    Tra l’altro l’offensiva israeliana seguita all’attacco del 7 ottobre ha raso al suolo gran parte della Striscia di Gaza e ucciso decine di migliaia di civili, generando così una rabbia che potrebbe creare migliaia di potenziali reclute. “Parliamo di giovani con meno esperienza militare, ma hanno senza dubbio comunque molta competenza e sufficienti armi armi leggere e lanciarazzi”, ha detto Eiland. L’analista stima inoltre che tra il 70% e l’80% dei tunnel di Hamas resta intatto, in gran parte sconosciuti a Israele

  • 15:31

    Abu Mazen: “Hamas ostacolo alla pace, consegni le armi”

    “Abbiamo accolto con favore l’annuncio del presidente americano di un cessate il fuoco a Gaza e l’avvio della prima fase, che comprende la liberazione di ostaggi e prigionieri, l’ingresso di aiuti umanitari gestiti dalle Nazioni Unite e il ritiro delle forze occupanti nelle linee concordate”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente dell’Anp, Abu Mazen. “Lo Stato di Palestina è l’autorità sovrana su Gaza – aggiunge -. È quindi fondamentale ristabilire il collegamento con la Cisgiordania attraverso le leggi, le istituzioni e il governo, tramite il Comitato Amministrativo Transitorio e le forze di sicurezza legittime. Abbiamo concordato la presenza temporanea di una forza di stabilizzazione arabo-internazionale, con mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. E accogliamo con favore un ruolo dell’Italia”.
    Su cosa state lavorando? “Sulla costruzione di uno Stato moderno – prosegue il presidente dell’Anp -, democratico e non militarizzato, sull’organizzazione di elezioni presidenziali e parlamentari entro un anno dalla fine della guerra, e sulla preparazione di una costituzione provvisoria che sarà annunciata nei prossimi mesi. Lavoriamo anche a due norme sulla legge elettorale e sui partiti”. “C’è una richiesta internazionale di disarmo che Hamas ha approvato – afferma ancora -. Inoltre, non dovranno avere alcun ruolo nel governo di Gaza: le armi vanno consegnate. Hamas ha ancora la possibilità di trasformarsi in un partito politico, se adotterà i principi dell’Olp e rispetterà i suoi impegni internazionali e sosterrà la soluzione dei due Stati”. “La soluzione dei due Stati – afferma ancora – resta l’unica opzione per garantire pace, sicurezza e stabilità nell’intera regione. Dopo l’attuazione della prima fase del piano, chiederò anche al governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina”. “La Palestina e l’Italia godono di solide relazioni. Il vostro Paese – prosegue – ha svolto un ruolo importante come presidente di uno dei gruppi di lavoro della Conferenza Internazionale, nell’attuazione dell’accordo sui valichi di frontiera e nella formazione delle forze di polizia e di sicurezza palestinesi. È stato anche prezioso il contributo umanitario agli uomini e alle donne di Gaza”. C’è una possibilità per la pace? “Ritengo che la via verso la pace sia oggi più aperta che mai, affinché Israele e Palestina possano vivere insieme e in sicurezza” conclude Abu Mazen.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista