Estonia: i piloti russi hanno ignorato i segnali degli F-35 italiani
Durante la violazione dello spazio aereo dell’Estonia ieri da parte di 3 Mig-31 di Mosca i piloti russi hanno ignorato i segnali degli F-35 italiani che sono intervenuti nell’ambito della missione di pattugliamento aereo della Nato nel Baltico. Lo ha riferito ad Associated Press il colonnello Ants Kiviselg, comandante del Centro di intelligence militare estone. Kiviselg ha detto ad AP che è ancora “da confermare” se la violazione del confine sia stata intenzionale o meno, ma che indipendentemente da questo i jet russi “devono aver saputo che si trovavano nello spazio aereo” dell’Estonia. I piloti russi non hanno costituito una “minaccia militare”, ha precisato il colonnello, sottolineando tuttavia che, sebbene abbiano riconosciuto le comunicazioni dei piloti italiani che volavano con i caccia F-35, pare che le abbiano ignorate e “in effetti non hanno seguito i segnali“. Il che è in parte il motivo per cui sono rimasti nello spazio aereo estone per così tanto tempo, ha aggiunto Kiviselg. “Perché non l’hanno fatto, è una domanda da porre ai piloti russi”, ha concluso.
Estonia respinge la smentita di Mosca che ha negato di aver violato lo spazio aereo
L’Estonia respinge la smentita di Mosca, che ha negato di avere violato lo spazio aereo estone ieri con 3 suoi Mig-31. Le autorità estoni sottolineano che la violazione è confermata da radar e contatti visivi e suggeriscono che potrebbe trattarsi di una tattica per distogliere le risorse occidentali dall’Ucraina. Respingendo la smentita russa, il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur ha affermato che l’Estonia e i suoi alleati della Nato dispongono di “molteplici” radar e sistemi di identificazione visiva che confermano l’ingresso dei jet russi nello spazio aereo del Paese. Pevkur ha suggerito che la “causa principale” delle violazioni aeree, della guerra ibrida e degli attacchi informatici sia quella di distogliere l’attenzione occidentale dall’Ucraina.
Mosca – ha detto Pevkur – potrebbe cercare di provocare i Paesi della Nato affinché inviino ulteriori risorse di difesa aerea in Estonia, nella speranza che gli alleati di Kiev facciano di più “per la nostra difesa” e meno per sostenere Kiev. Inoltre, parlando con Associated Press, il colonnello Ants Kiviselg, comandante del Centro di intelligence militare estone, ha detto che è ancora “da confermare” se la violazione del confine sia stata intenzionale o meno, ma che indipendentemente da questo i jet russi “devono aver saputo che si trovavano nello spazio aereo” dell’Estonia. Kiviselg ha precisato che i piloti russi non hanno costituito una “minaccia militare”. Durante l’incidente di venerdì, l’Estonia e i suoi alleati hanno osservato la rotta dei jet russi, le comunicazioni e le reazioni dei piloti, nonché i sistemi d’arma che trasportavano, e sono stati “molto sicuri che non fosse necessario abbatterli”, ha affermato Pevkur.
Ue avanza nel lavoro su prestiti a Kiev con asset russi
L’Unione europea sta facendo passi avanti sul piano per concedere prestiti all’Ucraina usando gli asset della banca centrale russa immobilizzati. “C’è la volontà di impegnarsi in modo costruttivo”, ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis al termine della riunione informale dell’Ecofin a Copenaghen, dove la proposta è stata discussa. “Gli Stati membri lo vedono come una via possibile e dobbiamo prepararci relativamente in fretta”.
Il meccanismo, ancora in elaborazione, prevede che il saldo in contanti generato dagli asset russi maturati vengano sostituiti con obbligazioni, in modo che Mosca formalmente ne mantenga titolarità e credito. Le risorse così liberate sarebbero quindi erogate all’Ucraina come prestiti di riparazione, che Kiev non dovrà rimborsare se la Russia non dovesse pagare i danni di guerra. Sulle cifre non ci sono stime ufficiali. Alcune fonti parlano di circa 170 miliardi, un funzionario ha riferito di “un importo a tre cifre”, mentre Bloomberg ha riportato il dato di 175 miliardi.
Per Euroclear, la cassa di compensazione di Bruxelles che detiene gli asset russi, e per Bce dove i fondi sono depositati, l’importante è che non si parli di sequestro degli asset russi. Dei fondi, 45 miliardi sono già impegnati per il programma G7 di sostegno all’Ucraina. L’ammontare esatto ‘pescato’ dal plafond degli attivi di Mosca immobilizzati verrà comunque deciso non appena nelle prossime settimane il Fondo monetario internazionale darà una stima aggiornata sul fabbisogno finanziario dell’Ucraina.
Il nodo più delicato al momento riguarda le garanzie delle obbligazioni. L’opzione potrebbe essere che gli Stati procedano in modo bilaterale, per aggirare il prevedibile veto dell’Ungheria. Il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha sottolineato il nodo degli effetti che questi impegni potrebbero avere rispetto ai criteri del Patto di stabilità, anticipando che un nuovo punto sul tema si farà a un G7 dei ministri delle Finanze il primo ottobre. Un funzionario europeo ha spiegato che la Commissione cercherà di elaborare una via per non conteggiare con i criteri del Patto di stabilità le garanzie prestate dagli Stati Ue al prestito a Kiev, ma il tema è ancora in divenire, come pure non è già deciso che si proceda con la via dell’emissione di eurobond ‘zero coupon’ pagati con gli asset russi per erogare i fondi all’Ucraina.
Tajani: “Da Putin provocazioni, ma non credo voglia la guerra”
“La situazione è molto tesa, è ovvio che la Russia sta testando la reazione della Nato” e “fa provocazioni inaccettabili”, ma io “non credo che Putin voglia la guerra, vuole piuttosto dimostrare la sua forza, vuole provocare, far capire ai suoi che l’Europa è debole, cosa che non è” e “vuole rafforzare la sua posizione in Ucraina per ottenere il massimo possibile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento al Festival di Open, commentando la recente incursione di jet russi nello spazio aereo dell’Estonia.
Bloomberg: “Per Putin escalation in Ucraina è strada migliore, Trump non agirà”
Il presidente russo Vladimir Putin è giunto alla conclusione che l’escalation militare è il modo migliore per costringere l’Ucraina a colloqui alle sue condizioni e che è improbabile che Donald Trump faccia molto per rafforzare le difese di Kiev. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando fonti del Cremlino, sottolineando che l’incontro in Alaska ha convinto Putin che Trump non ha interesse a intervenire nel conflitto.
Dombrovskis: “Scandalose violazioni Estonia, sicurezza Ue è urgente’
“Le recenti violazioni dello spazio aereo Ue, tra cui la scandalosa violazione di ieri dello spazio aereo estone da parte di un aereo russo, sottolineano la necessità e l’urgenza che l’Europa si assuma la responsabilità della propria sicurezza, nonché la crescente pressione sull’aggressore russo”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin informale a Copenhagen. “Le sanzioni stanno paralizzando l’economia di guerra russa – ha sostenuto- Con il nostro 19° pacchetto di sanzioni pubblicato ieri proponiamo di aumentare ulteriormente la pressione sull’aggressore. Stiamo ampliando il pacchetto in materia di commercio, servizi finanziari, energia ed elusione delle sanzioni, e non ci fermeremo finché l’aggressore non sarà fermato”.
Polonia fa decollare i jet mentre la Russia attacca l’Ucraina
La Polonia ha fatto decollare i suoi jet durante la notte mentre erano in corso attacchi russi sull’ Ucraina. “A causa dell’attività dell’aviazione a lungo raggio della Federazione Russa, che sta conducendo attacchi sul territorio dell’Ucraina, l’aviazione polacca e alleata ha iniziato a operare nel nostro spazio aereo”, hanno affermato le forze armate del paese in una nota. Lo riporta Sky News Uk. La Polonia ha spiegato che ciò è stato fatto per garantire la “massima prontezza” e sicurezza nelle aree confinanti. Verso le 7 del mattino, le forze armate del Paese hanno dichiarato che le loro operazioni erano terminate
Vicepremier ucraina: “Il Papa venga a Kiev”
La vice premier Ucraina Iryna Vereschuck ha incontrato a Roma il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, con trenta famigliari di prigionieri e in una intervista congiunta all’agenzia e al quotidiano dei Vescovi, Sir e Avvenire, ha rinnovato l’invito a Leone XIV ad andare a Kiev. “Sicuramente attendiamo Papa Leone in Ucraina. Lo abbiamo invitato. Il Pontefice è l’uomo della speranza che sa essere vicino a chi soffre e mostra che cosa sia la misericordia. Inoltre non va dimenticato che la Chiesa cattolica, con il diritto canonico, è alla radice del diritto internazionale umanitario: quello che la Russia continua a violare”. “L’Ucraina – ha spiegato – vuole riunirsi intorno al Papa, come era accaduto con Giovanni Paolo II nel 2001. C’ero anche io, giovane studentessa all’Istituto militare. Milioni di persone assieme al Pontefice: un evento straordinario. Oggi il Paese guarda con fiducia a Leone XIV. Lo ringrazia per i suoi appelli alla pace e i suoi sforzi.Ed è consapevole che lui mostrerà al mondo che in questa guerra c’è un aggressore e un aggredito, che le vittime vanno sostenute e che il conflitto va fermato”.
Kiev: “Colpite raffinerie in Russia”
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha reso noto che unità delle forze di Kiev hanno attaccato nella notte raffinerie di petrolio di Saratov e Novokuybyshevsk in Russia. Lo riporta Ukrinform sulla base di quanto reso noto dallo Stato Maggiore, precisando che nei siti sono stati segnalati esplosioni e incendi.