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Due infermiere aggredite a pugni e calci in pronto soccorso a Reggio Emilia: una ha la mandibola fratturata

Violenza al Santa Maria Nuova: una minorenne ha colpito due operatrici sanitarie mentre si trovava al triage. La Cisl: "Le nostre colleghe non sono pungiball". Chiesto un presidio di polizia h24.
Due infermiere aggredite a pugni e calci in pronto soccorso a Reggio Emilia: una ha la mandibola fratturata
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Ancora un’aggressione ai danni del personale sanitario in un pronto soccorso. Questa volta è accaduto all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove due infermiere sono state aggredite e picchiate da una ragazza minorenne nella serata di ieri. Una violenza improvvisa, consumatasi intorno alle 22, mentre la giovane, di nazionalità italiana, si trovava al triage per essere sottoposta ad alcuni accertamenti. A ricostruire l’accaduto è la Fp Cisl Emilia Centrale, che ha raccolto e diffuso la testimonianza delle operatrici coinvolte. Una delle due infermiere si era avvicinata alla ragazza. Poi, all’improvviso, la situazione è precipitata. “Ero accovacciata vicino a lei, per mostrarle empatia e provare ad aiutarla. Improvvisamente è cambiato tutto, mi ha dato due pugni sulla mandibola. Sono caduta a terra, ha iniziato a calciarmi con una violenza assurda“, ha raccontato l’infermiera.

La collega è intervenuta per soccorrerla, ma è stata a sua volta colpita dalla minorenne. Nel tentativo di sottrarsi all’aggressione, una delle due è riuscita infine a divincolarsi e a raggiungere il pulsante di allarme. Le guardie giurate hanno quindi attivato i protocolli di emergenza, intervenendo e bloccando la ragazza. Dopo circa dieci minuti è arrivata anche la polizia. Pesante il bilancio per le due operatrici. La prima infermiera ha riportato la frattura di un osso della mandibola, con una prognosi di 30 giorni. Per la collega la prognosi è invece di sette giorni.

La donna ferita più gravemente ha descritto anche quei momenti concitati, sottolineando le criticità legate alla sicurezza del reparto. “Sono passati 40 secondi e sembrava un’eternità. Eravamo sole, l’aggressione per pura sfortuna è scattata proprio nel momento del cambio di turno delle guardie giurate”, ha spiegato. L’infermiera ha poi evidenziato la necessità di maggiori protezioni per chi lavora nel pronto soccorso: “Il nostro pronto soccorso non è per niente schermato, avremmo davvero bisogno di un posto di polizia h24 e di sistemi più rapidi per la chiamata dei soccorsi, anche sistemi indossabili”.

L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno che, secondo la Fp Cisl Emilia Centrale, continua a ripetersi nella struttura reggiana. La nuova aggressione arriva infatti a breve distanza da quella del 24 ottobre, quando un’altra infermiera era stata picchiata nello stesso pronto soccorso. “Le nostre colleghe non sono pungiball, entrano in servizio per aiutare le persone e devono poter tornare a casa sane e salve”, ha dichiarato Gennaro Ferrara, responsabile della Fp Cisl Emilia Centrale, chiedendo interventi per rendere più rapido il sistema di chiamata dei soccorsi e garantire maggiore sicurezza al personale sanitario.

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