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Guida ai nuovi bonus edilizi: resta la detrazione al 50% per la prima casa. Tetto unico di spesa per gli interventi di riqualificazione

Salvi i rimborsi per l'abitazione principale, mentre scende al 36% l'aliquota per le seconde case e gli immobili in affitto. Tutte le novità su riscaldamento, infissi e mobili per il prossimo anno fiscale
Guida ai nuovi bonus edilizi: resta la detrazione al 50% per la prima casa. Tetto unico di spesa per gli interventi di riqualificazione
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Il quadro dei bonus edilizi si prepara a un nuovo assetto operativo in vista del prossimo anno fiscale. Il disegno di legge di Bilancio 2027 interviene con decisione per evitare la riduzione automatica delle aliquote che, in base alla normativa vigente, farebbe scivolare le agevolazioni per le ristrutturazioni al 36% per le prime case e al 30% per tutti gli altri fabbricati. Al centro si colloca la proroga della distinzione tra prima casa e altri immobili (il cosiddetto schema a doppio binario) per il bonus casa e per l’Ecobonus, garantendo una continuità molto attesa sia dalle famiglie sia dall’intera filiera delle costruzioni e del risparmio energetico. Questo intervento di stabilizzazione scongiura una frenata improvvisa degli investimenti privati, fornendo certezze a chi intende avviare lavori di ristrutturazione.

Bonus casa, chi accede alla detrazione al 50%

La detrazione rafforzata nella misura del 50% della spesa sostenuta non spetterà a tutti i contribuenti, ma richiederà il possesso congiunto di precisi requisiti. Per poter beneficiare dello sconto massimo, l’intervento dovrà essere realizzato su un’unità immobiliare formalmente adibita ad abitazione principale. Inoltre, il beneficiario deve essere proprietario dell’immobile o titolare di un diritto di utilizzo (come l’usufrutto, l’uso, l’abitazione o la superficie). Questo significa che le spese sostenute su residenze anagrafiche e dimore abituali vedranno confermato il rimborso fiscale in dieci quote annuali di pari importo, permettendo di recuperare la metà del capitale investito fino a un limite massimo di spesa agevolabile fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Resta valida la possibilità di accedere al 50% anche per chi acquista un immobile e vi stabilisce la propria abitazione principale al termine dei cantieri di ristrutturazione. La misura tutela in questo modo le famiglie che investono sulla casa destinata alla vita quotidiana, garantendo un piano di recupero fiscale certo nel tempo.

Il perimetro delle detrazioni al 36%

Per tutti i casi che non rispettano le condizioni della prima casa o la titolarità di un diritto di utilizzo dell’immobile, la percentuale di sconto scenderà al 36%. Questa aliquota ridotta interesserà direttamente gli interventi effettuati sulle seconde case a disposizione, sulle case di villeggiatura e su tutti gli immobili affittati o concessi in uso gratuito a terzi. Per gli investitori e per chi possiede immobili messi a reddito, l’aliquota ordinaria comporta una rideterminazione del recupero fiscale, con un beneficio massimo che su 96.000 euro di spesa si attesta a 34.560 euro complessivi.

La trasformazione dell’Ecobonus e il tetto unico di spesa

Accanto alle regole ordinarie del bonus casa, la novità di maggior impatto riguarda le percentuali e la riscrittura dei limiti di spesa per l’Ecobonus. Sul fronte delle aliquote, tramontata del tutto l’ipotesi di un ritorno al 65%, lo sgravio fiscale si attesta al 50% per le prime case di proprietà o in usufrutto e scende al 36% per le seconde case e gli immobili affittati, sempre con rimborso in dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi. A queste percentuali si aggancia una profonda riorganizzazione della spesa agevolabile: l’obiettivo è superare la frammentazione dei vecchi limiti che distinguevano i singoli interventi. In passato la sostituzione degli infissi, l’installazione di tende da sole o il montaggio di impianti termici godevano di tetti separati e spesso non comunicanti tra loro, permettendo di sommare importi differenti all’interno dello stesso cantiere. La nuova impostazione uniforma il settore introducendo un tetto unico di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo tetto si traduce in un recupero massimo di 48.000 euro per la prima casa e di 34.560 euro negli altri casi.

Se da un lato l’unificazione semplifica i calcoli per i piccoli interventi circoscritti, dall’altro lato rischia di penalizzare i lavori di efficientamento energetico più ampi e complessi, poiché l’esecuzione congiunta di cappotto termico, serramenti e nuovi impianti rischia di esaurire rapidamente l’unico limite di spesa disponibile. Per gli interventi condominiali sulle parti comuni, il limite per il risparmio energetico viene invece rimodulato a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità dell’edificio.

Il bonus elettrodomestici

Il testo della manovra conferma inoltre che l’agevolazione per l’acquisto di grandi elettrodomestici e arredi resta legata all’avvio dei lavori di ristrutturazione, mantenendo lo sconto al 50% su un limite di spesa dedicato di 5.000 euro. Restano confermati i consueti adempimenti pratici, a partire dall’obbligo del bonifico specifico recante codice fiscale e partita IVA, fino alle comunicazioni all’Enea per gli interventi che comportano risparmio energetico. È opportuno evidenziare che per i contribuenti con redditi complessivi superiori a 75.000 euro rimangono operativi i tetti generali di detraibilità proporzionati alla composizione del nucleo familiare.

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