Il mondo FQ

Nuovo ospedale di Padova, ora è la Regione ad accollarsi i costi (880 milioni di euro): confronto-scontro tra Zaia e Stefani

Il presidente Stefani cambia i termini del nuovo ospedale: "Con Zaia sarebbe costato quasi il doppio"
Nuovo ospedale di Padova, ora è la Regione ad accollarsi i costi (880 milioni di euro): confronto-scontro tra Zaia e Stefani
Icona dei commenti Commenti

Con la diplomazia calibrata che possono permettersi i giovani e vincenti, nonché cultori del political correct, il governatore Alberto Stefani presenta il progetto finanziario del nuovo ospedale di Padova, ma non ammette che si tratti della rottamazione, a solo un anno di distanza, del piano voluto dal suo predecessore Luca Zaia. Di fronte alla domanda se con questo atto politico-amministrativo si voglia girare pagina rispetto al passato del potere leghista in Veneto, Stefani glissa, sorvola, non spiega. Si limita a dire che con il nuovo mosaico finanziario “la Regione mantiene la titolarità dell’opera” e avrà “un impegno economico inferiore”.

In realtà il salone di Palazzo Balbi a Venezia diventa il luogo di un confronto-scontro ovattato e a distanza. Adesso Zaia è presidente del Consiglio regionale, mentre Stefani è saldamente al comando di una maggioranza che, pur rimanendo a trazione leghista, non perde occasione per rimarcare le differenze. L’Ospedale di Padova, ora ribattezzato il “Nuovo Ospedale dei Veneti”, è l’occasione più propizia. Nel novembre 2025, alla vigilia delle elezioni in cui avrebbe fatto il pieno di preferenze come consigliere, senza poter essere rieletto governatore, Zaia aveva presentato la fase esecutiva della maxi struttura sanitaria padovana, punto conclusivo di un percorso durato anni. Aveva perfino indicato termini ravvicinati per il bando di gara e l’avvio dei lavori, spiegando che l’ospedale sarebbe stato costruito dall’Inail, con una spesa di quasi 900 milioni di euro. In cambio la Regione avrebbe pagato un canone di 25 milioni all’anno per 25 anni, in totale 625 milioni di euro. Alla fine del periodo una maxi-rata avrebbe permesso di riscattare l’ospedale, acquisendone la proprietà.

Qualcosa è accaduto nelle stanze del potere, con l’arrivo di Stefani e del nuovo assessore, il chirurgo Gino Gerosa, perché sono cambiati completamente i termini economici dell’operazione nella zona di Padova Est. La spesa rimane di 880 milioni di euro per quattro corpi di fabbrica (fino a dieci piani), 963 posti letto, decine di sale operatorie e 275 ambulatori, una Torre Ricerca e un servizio altamente tecnologico. Ma è la Regione che si dice disposta ad accendere un mutuo (fino a 380 milioni di euro), di ricorrere a fondi accantonati (158 milioni) o residuo di finanziamenti statali (120 milioni) e all’aiuto dello Stato (180 milioni di euro), nonché a contributi dell’Università di Padova e di Fondazione Cariparo. Una rivoluzione copernicana perché in questo modo il committente diventa la Regione Veneto, che ritiene di aver disegnato confini certi di un intervento altrimenti nebuloso.

Stefani rimarca che la Regione è proprietaria dell’ospedale, che sorgerà su terreni messi a disposizione dal Comune di Padova. Ha parlato di “una scelta difficile” dettata dall’intenzione di “esplorare altre vie di finanziamento, a vantaggio di tutti i cittadini del Veneto”. Un modo per dire che se fosse andato avanti il progetto dell’epoca Zaia si sarebbe speso molto di più. Ma quanto? Solo nel backstage della conferenza stampa emerge la verità. Al termine dei 25 anni di affitti pagati ad Inail, ma rivalutati nel tempo, la Regione Veneto avrebbe potuto riscattare l’ospedale con una maxi-rata, la cui entità era rimasta indefinita. Adesso Stefani ammette: “Sarebbe stata pari all’entità dell’investimento… circa 800 milioni di euro”.

In quell’ipotesi l’ospedale sarebbe costato almeno un miliardo 680 milioni di euro, praticamente il doppio di quanto indicato ufficialmente. Il rischio era che finisse come con la Pedemontana Veneta, che la Regione paga ogni anno con onerosissime rate versate al costruttore, che richiedono decine di milioni ogni anno per compensare i mancati introiti da pedaggio non incassati dalla Regione. In 39 anni il conto finale dei “canoni di disponibilità” della superstrada arriva a 12 miliardi di euro. “Anche nel caso dell’ospedale di Padova non si sapeva come sarebbe andata a finire” è la frase buttata lì nei commenti degli addetti ai lavori. Il progetto esecutivo dovrebbe essere ultimato nel 2027, aggiudicazione della gara e avvio dei lavori nel 2028.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione