Educatori per minori con disabilità e autismo, Regione Lombardia fa dietrofront: salvi gli interventi con i voucher
Regione Lombardia fa dietrofront a seguito delle proteste delle associazioni e degli enti del Terzo settore e permette di continuare ad adoperare la figura degli educatori professionali socio-pedagogici per gli interventi previsti dai Voucher sociosanitari del Fondo per la non autosufficienza dedicati ai minori e ragazzi con disabilità e autismo. È quanto messo nero su bianco nella circolare regionale del 30 ottobre, a firma del direttore generale Welfare Mario Melazzini e del direttore generale Famiglia Francesco Foti. Lo rende noto la LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità. Contattato da ilfattoquotidiano.it, il direttore LEDHA Giovanni Merlo commenta la notizia, che definisce “buona, una scelta tardiva ma necessaria per dare continuità a interventi e servizi essenziali per centinaia di famiglie che utilizzano tale misura in Lombardia”.
Il Pirellone accoglie così, con una circolare regionale inviata a tutte le ATS lombarde, quanto richiesto dalle organizzazioni locali. “Prendiamo atto”, continua Merlo, “che verrà restituita una certa tranquillità alle persone con disabilità e in particolare alle famiglie dei bambini e ragazzi con disabilità coinvolti nella misura, oltre che agli enti gestori accreditati che devono poter programmare con continuità tutte le attività e i servizi per gli aventi diritto”.
La circolare regionale afferma che “a decorrere dal 1° gennaio 2027 e per l’intero periodo di validità del Piano Triennale per la Non Autosufficienza di cui alla DGR XII/6320/2026, sia per le nuove attivazioni che nell’ambito della rivalutazione dei Progetti individuali delle persone già in carico da eseguirsi entro la prima rivalutazione, in un’ottica di continuità assistenziale, è consentito prevedere il coinvolgimento dell’educatore socio-pedagogico negli interventi realizzati attraverso i voucher sociosanitari, purché il relativo apporto si configuri come integrativo e a completamento delle prestazioni erogate da figure sanitarie e/o sociosanitarie”.
Questo risulta valido per quanto riguarda sia la rivalutazione dei Progetti individuali delle persone già prese in carico sia le nuove attivazioni. “Riprende il confronto con le istituzioni e l’attenzione su come fare in modo che questa misura sia operativa all’interno di tutte quelle previste dal Fondo per la non autosufficienza e che possa essere effettivamente efficace nei confronti di tutte le persone con disabilità che vivono in Lombardia”, dice al Fattoquotidiano.it il direttore LEDHA.
“Si invitano”, si legge nella circolare regionale, “le ATS a garantire la diffusione delle presenti indicazioni alle ASST territorialmente competenti e agli Enti Erogatori del Voucher, promuovendone l’applicazione uniforme e favorendo la continuità assistenziale e l’integrazione dei percorsi di presa in carico. Si raccomanda, inoltre, alle ATS di attivare ogni iniziativa utile finalizzata a favorire l’integrazione funzionale sopra richiamata, supportando la ricomposizione degli interventi sul territorio di competenza, favorendo azioni congiunte tra ASST, Ambiti Territoriali ed enti erogatori del Voucher”.
Senza questa circolare, ricordano le associazioni locali, tutti gli interventi condotti da educatori professionali socio-pedagogici con il Voucher sociosanitario avrebbero dovuto essere sospesi; tra questi, gran parte di quelli rivolti a bambini e ragazzi con disabilità e autismo. “Una situazione particolarmente allarmante per le famiglie, che avevano iniziato a ricevere le prime lettere di preavviso di sospensione del servizio dagli enti gestori”, conclude LEDHA.