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Centomila euro al giorno per illuminare sei monumenti, a Otranto l’installazione “identitaria” voluta dal governo costa 5 volte di più rispetto all’estero

L'iniziativa è stata fortemente voluta dal sottosegretario Alfredo Mantovano. In Francia, a Metz, uno festival simile è costato 20.500 euro al giorno, a Chartres en Lumières poco più di 3mila euro al giorno.
Centomila euro al giorno per illuminare sei monumenti, a Otranto l’installazione “identitaria” voluta dal governo costa 5 volte di più rispetto all’estero
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Un milione e 800mila euro per 17 giorni di proiezione luminosa su sei monumenti di Otranto: uno sproposito che ha portato pochissimi turisti ma che ha avverato il sogno del suo ispiratore ovvero Alfredo Mantovano, influentissimo sottosegretario della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Si tratta dell’installazione di videomapping “Otranto in luce, la pietra racconta la storia, la luce la rivela”, un gioco di luci proiettato su alcuni monumenti della cittadina salentina e inaugurato proprio l’11 settembre scorso. Data significativa: gli 813 martiri di Otranto come le vittime dell’attentato alle Twin Towers? L’episodio storico otrantino è noto: il 14 agosto 1480 dopo un lungo assedio Otranto cadde in mani ottomane e gli abitanti catturati rifiutarono la proposta di Gedik Ahmet pascià di convertirsi all’islam e finirono decapitati. Una carneficina che è stata spesso accostata ad altri episodi storici (dalla battaglia di Lepanto all’assedio di Vienna) per teorizzare lo scontro di civiltà tra islam e cristianità.

L’asse Mantovano-Giuli

Non a caso padrino della cerimonia è stato il sottosegretario Mantovano, da sempre attestato su posizioni identitarie e ultraconservatrici e fervente cultore della vicenda di Otranto in chiave anti-islamica. “Se oggi tante testoline allegramente agnostiche girano liberamente, senza essere costrette ad avvolgersi nei burka” scrisse Mantovano nel 2013 sul periodico Cristianità, “ciò accade anche perché qualcuno a suo tempo ha speso tempo, energie e perfino la vita, per la buona causa: la vittoria degli altri avrebbe fatto cadere in mani musulmane l’Italia”. Concetti ripetuti in maniera più sfumata nell’inaugurazione di Otranto in luce quando Mantovano ha parlato di “una pagina straordinaria della nostra storia, che ha salvato l’Italia” sottolineando che “cinque secoli e mezzo fa i martiri portarono la luce di fronte alla proposta di abiura che avrebbe comportato probabilmente anche la caduta di Roma”.

A organizzare l’evento, d’altronde, è stato Vincenzo Sofo, ex europarlamentare della Lega nonché marito di Marion Maréchal Le Pen: anche lei europarlamentare e come il nonno Jean-Marie Le Pen (e ben più della zia Marine Le Pen) campionessa della battaglia per l’identità cristiana della Francia in chiave anti-islam. Sofo da aprile 2025 è “consulente alla diplomazia culturale” del ministro Alessandro Giuli (30mila euro l’anno l’importo dell’incarico). E proprio il ministero della Cultura (presente all’inaugurazione il sottosegretario Giampiero Cannella) ha pagato il conto del videomapping, con ingaggi faraonici e affidamenti diretti a designer, professionisti e aziende francesi e italiane. In questi giorni il rendiconto finale: su nove affidamenti, otto sono diretti, cioè senza gara, e in tre casi giusto un pelo sotto la soglia comunitaria.

Tutti i contratti (e gli affidamenti diretti)

Di cosa si tratta? Il videomapping consiste in animazioni luminose raffiguranti episodi dell’assedio e della caduta di Otranto che sono state proiettate su sei monumenti della cittadina: il castello, i suoi fossati, la cattedrale, l’ex chiesa dell’Immacolata, porta terra e porta a mare. L’autore, il francese Bruno Seiller, una sorta di archistar del genere, ha realizzato opere simili su numerosi monumenti francesi, da Mont Saint Michel in Normandia a Les Invalides a Parigi.
A gestire il milione e 80mila euro di fondi del ministero della Cultura, stanziati per il progetto nell’ottobre 2025 dal ministro Giuli, è la Direzione regionale Musei nazionali Puglia. Tre dei contratti più consistenti si fermano appena sotto la soglia europea dei 140mila euro e quindi gli uffici ministeriali hanno potuto affidarli direttamente senza procedere a gara: 134.050 euro alla Bruno Seillier Création per la direzione artistica, a cui si aggiungono 135.000 euro alla AMP Audio Rent srl di Roma per i contenuti grafici del videomapping e altri 135.000 euro alla Mosaico Studio Engineering srl di Roma per la comunicazione.

Per la “direzione di produzione” — il raccordo tra la stazione appaltante, Seillier e tutti i fornitori — la Direzione Musei ha scelto Executive SASU, una società con sede a Lorgues, paese di 8mila abitanti nel dipartimento francese di Var. Compenso: 24.500 euro, 490 ore stimate di lavoro a 50 euro l’ora. Amministratore: Andrea Mauro Tomassini, nato a Milano nell’agosto 1972. Di lui, e della società che rappresenta, non esiste alcun riscontro pubblico verificabile: nessun sito internet, nessun portfolio professionale, nessuna pagina aziendale, nessuna menzione in stampa di settore italiana o francese; solo un profilo linkedin in cui Tomassini si qualifica come organizzatore di fiere.
Gli altri affidamenti diretti riguardano Gemmi Luci srl di Milano che incassa 9.625 euro per il rilievo ottico tridimensionale dei sette punti dello spettacolo, propedeutico alla calibrazione delle proiezioni; Arte Amica Società Cooperativa, di Lecce, amministrata da Lucrezia Perillo che riceve 6.000 euro per la verifica del progetto illuminotecnico; mentre l’ingegner Mario Stefanelli, unico affidatario con studio a Otranto, ha ricevuto due incarichi distinti sullo stesso intervento: 35.000 euro per la progettazione esecutiva e il coordinamento della sicurezza e altri 9.000 euro per la direzione operativa in cantiere durante il montaggio. In tutto, 44.000 euro (senza gara comparativa) per l’unico professionista del territorio coinvolto nel progetto.

Una gara da oltre un milione di euro (precisamente 1.046.800 euro) è stata invece effettuata per la fornitura e posa delle installazioni illuminotecniche: ad aggiudicarsela con un ribasso del 2,2% è stata Acuson srl di Torino (amministratore Marco Bagnati) battendo l’unica concorrente — Mosaico srl di Noventa di Piave, non collegata all’omonima Mosaico romana — con uno scarto di sette punti su cento nella valutazione tecnica.

Come funziona all’estero? Il paragone con la Francia

Sommando i nove contratti sul finanziamento principale si arriva a 1.377.681,78 euro; aggiungendo il compenso di Seillier, pagato con un fondo a parte, il totale sale a 1.511.731,78 euro; con l’iva si arriva all’importo di 1.800.000 euro di finanziamento complessivo. È tanto o è poco? Per dirlo è utile confrontare cifre e caratteristiche con altri progetti analoghi, che si sono svolti in Francia, “patria” del videomapping nonché di diversi dei professionisti coinvolti.

Con un costo di 1,8 milioni e una durata di 17 serate con proiezioni su sei monumenti, il progetto di Otranto costa circa 106.000 euro a sera. A Mont-Saint-Michel, l’evento “Solstice du Millénaire” avvenuto nel giugno 2023 per i mille anni dell’abbazia ha coperto 17.000 metri quadrati di pietra, con 36 videoproiettori e 400 droni, e secondo la stampa francese è costato 200mila euro complessivi, pagati per il 75% dal Centre des monuments nationaux e per il 25% dall’ente pubblico del Mont e ha visto la presenza di 15.000 spettatori. A Metz il festival di arte digitale e videomapping Constellations 2025 ha visto una spesa di 1,5 milioni per 73 giorni, 28 opere e 24 luoghi, cioè circa 20.500 euro al giorno: un quinto di Otranto. Per non parlare di Chartres en Lumières: costato 850mila euro per 24 siti e nove mesi di programmazione (il che significa poco più di 3.000 euro al giorno) ha richiamato nell’edizione 2025 oltre 100mila spettatori.

Pochi spettatori: la risposta del sindaco

L’altra criticità di Otranto in luce, infatti, è quella degli spettatori: qualche centinaio il giorno dell’inaugurazione in gran spolvero con tutte le autorità, pochi di meno nei 16 giorni successivi. “È vero che non ci sono stati i tempi per radicare l’evento e renderlo un fattore di attrazione” ammette il sindaco di Otranto, Francesco Bruni che però sottolinea anche che la maggior parte della spesa è consistita nell’acquisto di attrezzature. “Un costo che non ci sarà nelle prossime edizioni perché l’intenzione è quella di ripetere l’evento ogni estate e renderlo un appuntamento fisso, quindi con maggiori ricadute di pubblico” spiega Bruni “o almeno credo che sia questa l’intenzione del ministero della Cultura. E credo anche che non ci fosse alcuna intenzione di rivisitare l’episodio dei santi martiri di Otranto in chiave di scontro di civiltà; per lo meno questo non è il sentimento degli otrantini ma credo che non fosse nenche quella del ministero né del sottosegretario Mantovano”. Se l’intenzione fosse questa o meno, non è dato saperlo: Sofo, contattato da ilFattoQuotidiano.it si è trincerato dietro un no comment: “Oarlo solo se autorizzato dal ministero” dice. E l’ufficio stampa del ministero, anch’esso contattato, ha preferito non rispondere alle domande. A partire da quella principale: al di là della qualità e degli obiettivi del videomapping, oltre 100mila euro a sera per attirare qualche centinaio di visitatori non saranno un po’ troppi?

Foto Direzione regionale Musei Puglia

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