Il mondo FQ

“Marco Rubio valuta le dimissioni per prendere le distanze da Trump e candidarsi per le presidenziali”

L'indiscrezione è pubblicata dal britannico The Independent, che cita alcune fonti interne ai repubblicani. E The Washington Sun ipotizza che al suo posto, come segretario di Stato, potrebbe andare Sergio Gor, ambasciatore degli Stati Uniti in India
“Marco Rubio valuta le dimissioni per prendere le distanze da Trump e candidarsi per le presidenziali”
Icona dei commenti Commenti

La valanga delle midterm ha fatto emergere le crepe tra i repubblicani. L’apparente e formale compattezza prima del voto ha già lasciato spazio alle rese dei conti e alle strategie individuali, tenendo bene in vista la prossima scadenza elettorale. Mancano due anni al 2028, anno in cui Trump lascerà la Casa Bianca. La corsa per la successione è già iniziata. E, secondo quanto scrive il quotidiano, il primo a volere prendere le distanze dal presidente in vista della corsa è il segretario di Stato Marco Rubio. “Ha senso per lui lasciare l’amministrazione – scrive il quotidiano citando alcune fonti, e precisando che già prima dell’esito del voto Rubio non escludeva un passo indietro. – È uno dei papabili candidati alla Casa Bianca e non può correre se è segretario di stato e se è legato a un’amministrazione che potrebbe danneggiare le prospettive”.

Secondo The Independent, già prima dei risultati delle elezioni di midterm fonti di alto livello dei repubblicani negli Usa e figure di spicco del governo britannico avevano riferito al giornale che Rubio avrebbe potuto lasciare il suo incarico di alto livello nell’amministrazione del presidente Usa Donald Trump. Le fonti hanno rafforzato questa previsione dopo che le elezioni di medio termine hanno emesso un verdetto schiacciante sulla presidenza Trump, con i democratici che hanno conquistato roccaforti repubblicane come il Kansas e il Texas. Un insider di Washington citato dal giornale britannico ha dichiarato che Rubio deve “prendere le distanze dalla guerra contro l’Iran e attribuirne la responsabilità a Trump”. “È del tutto logico che si dimetta e lasci l’amministrazione”, ha detto l’alleato di Rubio.

Intanto a Washington, l’attenzione si concentra su chi potrebbe emergere all’interno dell’amministrazione Trump all’indomani della pesante sconfitta subita dai Repubblicani alle midterm. Un nome continua a ricorrere: quello di Sergio Gor, ambasciatore degli Stati Uniti in India. A scriverlo è il Washington Sun citando dieci persone a conoscenza delle dinamiche interne, secondo le quali Gor – già stretto collaboratore di Trump alla Casa Bianca e suo fedelissimo – sta preparando il terreno per un importante avanzamento di carriera in seguito al voto di metà mandato. Grazie ai suoi solidi contatti e all’accesso diretto a Trump, Gor ha assunto un ruolo sempre più rilevante in incontri di alto livello ed è considerato una figura chiave nei rapporti tra Washington e gran parte dell’Asia, nonché un confidente del Segretario di Stato Marco Rubio. Negli ambienti vicini a Trump, il nome di Gor circola ora come possibile candidato a posizioni di vertice per la seconda metà del mandato presidenziale.

Secondo alcune fonti, il nome di Gor è stato fatto in relazione a diversi incarichi di grande peso, tra cui quello di capo di gabinetto della Casa Bianca o di successore di Rubio alla guida del Dipartimento di Stato. Al momento, né Rubio né l’attuale capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, hanno manifestato pubblicamente l’intenzione di lasciare l’amministrazione. Ciononostante, negli ambienti del Dipartimento di Stato e in quelli politici repubblicani, c’è chi ipotizza che Rubio possa abbandonare l’esecutivo per prepararsi a una futura candidatura alla presidenza, nel 2028 o nel 2032. Anche la posizione di Susie Wiles è considerata, nell’orbita di Trump, come potenzialmente a rischio. Alcune fonti suggeriscono che Gor potrebbe essere interessato anche a un diverso tipo di promozione all’interno del Dipartimento di Stato, come ad esempio subentrare al vice segretario Chris Landau. Al momento, Gor ha tuttavia smentito di essere interessato a un altro incarico, affermando di non aver mai discusso con nessuno la possibilità di ricoprire un ruolo diverso: “Questa storia è una colossale sciocchezza”, ha dichiarato Gor a The Washington Sun, definendo Rubio “insostituibile” e sottolineando di “non avere alcun interesse per altri incarichi”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione