Google disattiverà gli strumenti di IA per gli studenti: “Si parte dagli Usa, poi anche negli altri Paesi”
Stop all’uso degli strumenti di intelligenza artificiale per gli studenti. È la decisione presa da Google che ha annunciato, con un post sul proprio blog, la disattivazione di Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e la Ricerca Google dagli account degli studenti – dalla scuola primaria fino all’ultimo anno delle superiori – salvo che gli amministratori scolastici non decidano di abilitarli. La novità dovrebbe partire dagli Usa – è già attivata a New York – ed estendersi poi negli altri Paesi, ma non si conoscono ancora le tempistiche. Il ministero dell’Istruzione italiano, interpellato da Ilfattoquotidiano.it, ha ad esempio spiegato che non ha ricevuto alcuna informazione a riguardo. Nessuna “notifica” è arrivata anche al Dipartimento Innovazione di Palazzo Chigi, a quanto si apprende.
La mossa del colosso di Mountain View giunge in seguito alle critiche ricevute per aver introdotto funzionalità basate sull’IA in ambito scolastico, proprio mentre le istituzioni educative stanno ancora discutendo su come tale tecnologia debba essere utilizzata in classe. Il colosso dei motori di ricerca detiene una posizione dominante nel settore tecnologico destinato alle scuole americane. Le sue applicazioni per l’istruzione – tra cui Gmail, Documenti (Docs) e la piattaforma Classroom – sono ampiamente utilizzate in tutto il Paese, e i Chromebook, computer portatili a basso costo, rappresentano i dispositivi più frequentemente forniti agli studenti dagli istituti scolastici statunitensi.
Google ha riferito all’agenzia Afp che i nuovi controlli verranno estesi a livello globale, a partire dagli Stati Uniti, sebbene non sia stata ancora fissata una data precisa. Questi cambiamenti comportano anche l’impossibilità, per le scuole, di offrire agli studenti la Ricerca Google senza le relative funzionalità di intelligenza artificiale. Chris Phillips, vicepresidente di Google per il settore istruzione, ha dichiarato al New York Times che “la ricerca e l’IA sono profondamente integrate”, dato che le funzionalità di intelligenza artificiale sono ormai parte integrante del motore di ricerca dell’azienda. Di conseguenza, se una scuola decidesse di vietare l’IA, gli studenti “non avranno accesso alla ricerca e visualizzeranno un messaggio, predisposto dalla scuola, che ne indica l’indisponibilità”.
Zohran Mamdani, membro dell’Assemblea statale di New York, ha accusato Google su X di “cercare di sfruttare il proprio potere monopolistico per imporre l’IA” nelle scuole pubbliche: “Nessuna azienda dovrebbe avere il potere di stabilire come dobbiamo istruire i nostri figli”, ha scritto. Secondo una lettera inviata il mese scorso all’azienda dai senatori Richard Blumenthal e Josh Hawley – in cui si chiedeva conto della scelta di rendere le funzionalità di IA predefinite sui dispositivi scolastici – sono oltre 150 milioni gli studenti in tutto il mondo che utilizzano Google Classroom. E ad agosto, Google aveva reso accessibile il chatbot Gemini all’interno di Classroom per studenti di ogni età.
Agli studenti venivano proposti suggerimenti iniziali (prompt) legati alle specifiche lezioni e ai compiti assegnati, offrendo un supporto guidato, guide allo studio, quiz di esercitazione e schede di memorizzazione (flashcard) generate a partire dai materiali didattici dei loro corsi. La funzionalità è stata attivata automaticamente per gli studenti degli istituti che avevano già abilitato Gemini. A settembre, sia New York che Los Angeles hanno annunciato l’intenzione di limitare l’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale sui dispositivi scolastici. “Stiamo esaminando l’annuncio di Google e le sue potenziali implicazioni per le scuole, gli educatori e gli studenti”, ha dichiarato all’Afp un portavoce del distretto scolastico unificato di Los Angeles (Los Angeles Unified School District). Il portavoce ha affermato che, secondo il distretto, l’intelligenza artificiale può migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, a patto che venga introdotta con cautela e con adeguate tutele. Il portavoce ha inoltre sottolineato i principi del distretto, che richiedono che la tecnologia sia di supporto agli insegnanti – senza sostituirli – e che tuteli la privacy degli studenti.
Le scuole pubbliche di New York (Nycps) hanno chiesto a Google ulteriori chiarimenti in merito a questo cambiamento, ma il chatbot Gemini e la modalità basata sull’intelligenza artificiale risultano già disabilitati sui Chromebook utilizzati dagli studenti a New York, ha riferito all’Afp un portavoce del distretto. “Le Nycps hanno inoltre richiesto a Google di disattivare, per gli studenti, la funzione ‘AI Overview’ (panoramica generata dall’IA) che appare nei risultati di ricerca di Google”, ha aggiunto il portavoce. In una dichiarazione pubblicata su X, Google ha affermato che le modifiche introdotte martedì offrono alle scuole “più scelta, non meno”. Google si è detta “consapevole” delle “preoccupazioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti per aggirare il lavoro scolastico, le scuole ci hanno espresso il desiderio di mantenere il controllo”.