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“Disney prepara migliaia di licenziamenti: ai manager chiesto di ridurre i costi del 20%”

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo dell'intrattenimento avrebbe chiesto ai dirigenti di diverse divisioni di ridurre le spese del 20%, facendo ricorso a interventi di efficientamento e tagli agli organici
“Disney prepara migliaia di licenziamenti: ai manager chiesto di ridurre i costi del 20%”
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Dopo Netflix, Disney. Il colosso di Tpolino si prepara a una nuova e significativa riduzione del personale, nell’ambito di un piano di contenimento dei costi che potrebbe portare alla cancellazione di migliaia di posti di lavoro. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo dell’intrattenimento avrebbe chiesto ai dirigenti di diverse divisioni di ridurre le spese del 20%, facendo ricorso a interventi di efficientamento e tagli agli organici. La società, contattata in merito alle indiscrezioni, non ha rilasciato commenti all’agenzia di stampa.

Il piano, stando alle fonti citate dall’agenzia, non avrà conseguenze uniformi su tutte le attività del gruppo: alcune divisioni potrebbero essere interessate in misura maggiore rispetto ad altre. Tra i comparti indicati come potenzialmente più esposti figurano i parchi a tema, i canali televisivi e gli studi cinematografici. Non sono stati tuttavia forniti dettagli sulla distribuzione dei tagli né sul numero esatto dei dipendenti coinvolti. Alla guida del gruppo, il nuovo amministratore delegato Josh D’Amaro punta a recuperare margini di redditività attraverso una revisione della struttura dei costi. L’obiettivo sarebbe destinare parte delle risorse risparmiate a nuovi investimenti, concentrati sulla produzione cinematografica e televisiva, sullo sviluppo tecnologico e sul potenziamento delle attività legate ai parchi divertimento e alle navi da crociera.

L’intervento si inserisce in una serie di riorganizzazioni avviate nei primi mesi del 2026. Ad aprile Disney aveva eliminato circa mille posizioni, soprattutto in seguito alla creazione di una struttura di marketing aziendale centralizzata affidata ad Asad Ayaz, responsabile marketing e brand. A luglio erano stati cancellati diverse centinaia di posti in varie aree del gruppo, tra cui Pixar, Espn, Disney Entertainment Television e gli studi Disney. Un’ulteriore riduzione del personale era arrivata a settembre, quando alcune centinaia di dipendenti, principalmente nei settori delle risorse umane e dell’informatica, erano stati coinvolti nei tagli. La nuova operazione si prospetta quindi come una delle più rilevanti dall’insediamento di D’Amaro.

La ristrutturazione di Disney si colloca in un contesto di profonda trasformazione del mercato audiovisivo. Il calo dei ricavi legati ai canali televisivi tradizionali e il rallentamento della crescita degli abbonamenti alle piattaforme streaming stanno spingendo diversi operatori a rivedere i propri modelli di business e a contenere le spese. Non è un caso che, nel corso dell’anno, anche Netflix, Sony Pictures e Skydance abbiano annunciato interventi sul personale. A rendere ancora più complesso lo scenario è la concorrenza dei grandi gruppi tecnologici, come Apple e Amazon, entrati ormai stabilmente nel mercato dei contenuti audiovisivi attraverso le rispettive piattaforme. Accanto alla razionalizzazione dei costi, un altro elemento sta modificando gli equilibri del settore: l’integrazione sempre più stretta tra industria cinematografica e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

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