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The Donald ko nelle Midterm, Tajani riposiziona il governo: “Mai stati trumpiani. Meloni non è Maga”. L’opposizione: “Si vergognano del passato”

Sui social sono già partiti gli sfottò. M5s: "Magari ora verranno a dirci che non hanno mai proposto il Nobel per la pace a Trump"
The Donald ko nelle Midterm, Tajani riposiziona il governo: “Mai stati trumpiani. Meloni non è Maga”. L’opposizione: “Si vergognano del passato”
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Non sono passate nemmeno 24 ore dalla chiusura delle urne americane e nel governo c’è già chi rinnega il passato, dimenticando i cappelli rossi pro-Maga (in foto) e la candidatura di The Donald al Nobel per la pace. Se la premier Meloni ha preso tempo e ha glissato davanti alle domande dei giornalisti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani invece ha voluto commentare la sonora sconfitta di Donald Trump alle midterm: “Non siamo mai stati trumpiani” ha detto al Messaggero. E “neanche Meloni è una Maga, per carità. Siamo conservatori. Io? Sono berlusconiano. Avere rapporti con i repubblicani non significa essere trumpiani”, ha osservato fuori dal quartier generale di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina.

“Io non sono mai stato Maga e non lo sarò mai. Mai. Meloni non è una Maga, è una leader conservatrice italiana ed europea. È una donna di destra, non di estrema destra. Mi sembra abbia detto di no tante volte a Trump. E da come ha reagito non credo l’abbia presa bene”. Il voto americano “è un voto che non ha mai condizionato gli equilibri in Italia. E ricordo che noi abbiamo lavorato bene anche con Biden e Blinken“, ha sottolineato ancora Tajani, osservando che il riferimento del Partito popolare europeo in America è il partito repubblicano. Il ministro degli Esteri ha inoltre ricordato di aver annullato una visita negli Stati Uniti “per le parole di Trump alla premier”. Interpellato sulla possibilità che lo tsunami blu dei dem oltreoceano spinga anche la sinistra italiana in vista delle politiche, il vicepremier ha replicato: “Le elezioni di midterm negli Stati Uniti non danno alcun segnale. Si può essere più o meno contenti del risultato, certo, mi spiegate però che c’entra l’Ohio o il Texas con la Basilicata e il Molise?”.

Dichiarazioni che sui social sono già oggetto di ironie e sfottò: molti utenti stanno ripostando la foto del ministro con il tradizionale cappellino berretto rosso con lo slogan Maga, scattata a Washington il 19 febbraio 2026 in occasione della riunione d’apertura del Board of Peace per Gaza convocata da Trump. Anche l’opposizione va all’attacco del vicepremier. “Ora tutti si vergognano del loro passato, quando Trump, appena eletto, veniva osannato da Meloni. Ma gli italiani hanno buona memoria ed esistono le foto”, ha commentato Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. Meloni è la presidente del Consiglio che volava a Mar-a-Lago prima ancora dell’insediamento e che a gennaio auspicava di poter dare il Nobel per la pace a Trump. E non si tratta solo di simboli. Questo governo ha detto sì a Trump su tutto: sul riarmo, piegandosi alla corsa alla spesa militare imposta da Washington; sulle big tech, rinunciando a tassare i giganti del web americani mentre a pagare sono famiglie e imprese italiane; sul clima, assecondando un negazionismo che sta costando vite e miliardi di danni”. Anche Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, ricorda il cappellino Maga che “mortificava tutto il nostro Paese”. Il ministro degli Esteri, “dicendo quel che ha detto, mostra di non avete alcuna decenza. Magari ora verranno a dirci che non hanno mai proposto il Nobel per la pace a Trump” scrive il 5 Stelle in una nota. Mentre per Stefano Graziano, capo gruppo del Pd in commissione difesa della Camera, “la capacità del ministro Tajani di manipolare la realtà è straordinaria”: “Si è dimenticato dei cappellini Maga e delle cravatte rosse che autorevoli esponenti del governo Meloni ostentavano pubblicamente? Evidentemente ha dei grandi vuoti di memoria. Siamo molto preoccupati per lui”.

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