Bimbo morto per morbillo nello Stato di New York: non succedeva da 30 anni
“Come madre e come nonna, non riesco a immaginare cosa stia passando questa famiglia”. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha annunciato così la morte di un bambino per morbillo nella contea di Lewis, a circa 93 miglia (150 chilometri) a nord di Syracuse, dove la malattia si è diffusa nell’ultimo mese. È il primo decesso causato da questa malattia nello Stato negli ultimi 30 anni, hanno annunciato funzionari statali citati dal Guardian. Un dato confermato anche da Hochul, che ha accusato l’amministrazione Trump di aver indebolito le campagne di vaccinazione negli Stati Uniti: “Si tratta del primo decesso correlato al morbillo registrato a New York negli ultimi 30 anni, un promemoria devastante di ciò che è in gioco quando Washington erode deliberatamente decenni di progressi nella protezione degli americani dalle malattie prevenibili”.
Quella in corso è la più grave epidemia di morbillo degli ultimi decenni: quest’anno sono stati segnalati oltre 4.800 casi negli Stati Uniti, il numero più alto dal 1990. Solo a New York sono stati diagnosticati oltre 160 casi e la governatrice ha dichiarato lo stato di emergenza il mese scorso a causa della diffusione della malattia. Gli esperti sanitari attribuiscono l’epidemia principalmente al calo dei tassi di vaccinazione. Il morbillo è un virus altamente contagioso che può causare gravi complicazioni di salute. Sebbene rari, i decessi per morbillo si verificano in circa uno-tre pazienti ogni mille casi. Gli Stati Uniti hanno fermato la diffusione interna del morbillo nel 2000 mantenendo alti i tassi di vaccinazione, ma negli ultimi anni questi sono scesi al di sotto della copertura del 95% necessaria per prevenire focolai della malattia virale. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno confermato quest’anno 3 decessi associati al morbillo negli Stati Uniti, ma i dipartimenti sanitari statali hanno segnalato cifre più elevate. All’inizio di ottobre Hochul ha dichiarato lo stato di emergenza a causa dei casi di morbillo registrati negli Stati confinanti e nelle zone rurali dello Stato di New York. Il decreto esecutivo ha ampliato la cerchia delle figure professionali autorizzate a somministrare vaccini contro il morbillo, includendo paramedici, ostetriche e altri operatori, e ha consentito agli infermieri di affiancare i medici nella prescrizione di test.

I dati – Gli ultimi dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) segnalano 4.588 casi confermati nel 2026 (dati aggiornati al 22 ottobre), un numero che è già più del doppio rispetto al totale del 2025, quando le infezioni riportate erano state 2.289. Il 96% dei casi confermati nel 2026 è associato a focolai: quest’anno ne sono stati rilevati 43 nuovi che si aggiungono a quelli ancora attivi dal 2025. Sui 4.588 contagi registrati, 4.570 sono stati segnalati da 46 stati più il District of Columbia, mentre 18 sono stati segnalati tra visitatori internazionali negli Stati Uniti (a titolo di confronto, nel 2024 erano stati segnalati solo 16 focolai ai quali erano riconducibili il 69% dei casi, cioè 198 su 285). Tre i decessi che compaiono nelle statistiche ufficiali dei Cdc per il 2026, anche se uno degli stati più colpiti, la Pennsylvania, ne riporta già 5 su un totale di quasi 1.400 casi (1.398) registrati in 44 contee fino al 26 ottobre e 265 ricoverati. L’escalation del morbillo preoccupa. La posta in gioco è la perdita dello status di Paese libero dalla malattia. Un rischio ritenuto molto concreto dagli esperti, sia per gli Usa che per il Messico.
Il verdetto dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Tra il 10 e il 13 novembre infatti si riunirà la Commissione regionale di monitoraggio e riverifica per l’eliminazione del morbillo e della rosolia, organismo dell’Organizzazione panamericana della sanità (Paho) che dovrà esaminare la situazione epidemiologica nella Regione delle Americhe, e riconsiderare lo status raggiunto dai singoli Paesi. Nel meeting dello scorso anno, la commissione aveva decretato che la trasmissione endemica del morbillo si era ristabilita in Canada. Il che ha portato le Americhe a perdere nel 2025 lo status di regione morbillo free. Attualmente il Canada è l’unico Paese della regione classificato come endemico per il morbillo, tutti gli altri avevano mantenuto lo status di eliminazione. Ma già l’anno scorso per gli Usa era salito il livello di allerta. Gli esperti avevano infatti classificato il Paese un gradino sotto l’endemia (‘eliminazione del morbillo mantenuta, ma con serie preoccupazione’). E quest’anno il quadro complessivo della regione delle Americhe potrebbe aggravarsi.
“Il mantenimento dell’eliminazione del morbillo, della rosolia e della sindrome da rosolia congenita richiede che i Paesi collaborino per raggiungere un’elevata e omogenea copertura vaccinale pari o superiore al 95%”, ricorda la Paho in una nota, oltre a “mantenere sistemi di sorveglianza efficaci, garantire una solida capacità di laboratorio e assicurare una risposta rapida alle epidemie”. Ed è anche su questo che si concentrano le preoccupazioni negli States, visto che secondo i Cdc, il tasso di vaccinazione anti morbillo, parotite e rosolia tra i bambini della scuola materna negli Stati Uniti è sceso dal 95,2% registrato nell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% nel 2025-2026, con circa 280mila piccoli scoperti.
Il problema è stato riportato sotto i riflettori, fra gli altri, proprio da Hochul, che nelle scorse settimane ha dichiarato lo stato di emergenza per l’epidemia di morbillo: “Nessuno dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia prevenibile con un vaccino”, ha evidenziato, annunciando le misure adottate dallo stato fra le quali c’è anche l’ampliamento del numero di professionisti sanitari autorizzati a somministrare i vaccini anti morbillo-parotite-rosolia, in seguito all’aumento dei casi nelle comunità rurali.
Anche in Pennsylvania si è rafforzato l’impegno per le vaccinazioni. In questo stato un epicentro del contagio è la contea di Lancaster che ad oggi ha il bilancio più alto di infezioni, quasi 500 (487), ed è un’area nota per la presenza di una numerosa comunità Amish, gruppo cristiano tradizionalista che evita molti aspetti della società moderna e presenta tassi di copertura vaccinale inferiori rispetto alla popolazione generale. La preoccupazione delle autorità sanitarie statali è in particolare quella di proteggere i più piccoli.
E proprio il Dipartimento della Salute della Pennsylvania nei giorni scorsi ha diramato un alert sanitario per mettere in guardia i medici e sensibilizzarli sui rischi per le donne incinte e i neonati. “A causa dell’attuale epidemia di morbillo, si registra un aumento dei casi di questa malattia durante la gravidanza, accompagnato da una crescente preoccupazione per il morbillo congenito, una condizione riscontrata per la prima volta dopo decenni”, si legge nel documento. L’alert è rimbalzato su diversi media Usa, tra cui ‘Nbc News’, e secondo i dati circolati in Pennsylvania sarebbero stati segnalati 66 casi di donne incinte che hanno contratto il virus durante la gravidanza quest’anno, e almeno 6 neonati nati con il morbillo. Tra l’altro, fra i decessi segnalati nello stato, almeno 2 riguardano neonati (sebbene non sia noto se si trattasse di infezioni congenite, come precisa in un focus online il Cidrap, Center for Infectious Disease Research and Policy dell’università del Minnesota).