San Pietro Mussolino, il sindaco di Forza Italia alla cena di nostalgici del Fascismo: la foto davanti allo stendardo del Duce
“La medaglia al valore è un atto dovuto per onorare i morti innocenti della nostra Comunità che si sono trovati in quegli anni nel vortice della guerra, senza colpe. Oggi abbiamo il dovere di non dimenticare e di trasmettere ai giovani e a chi verrà il loro ricordo. Il riconoscimento avrebbe un grande senso di memoria oltre che di grande rispetto per quei morti per il Paese”. Così parlava il 29 settembre 2020 Gabriele Tasso, sindaco di San Pietro Mussolino, un piccolo comune in provincia di Vicenza, spiegando perché avrebbe avviato l’iter per ottenere un riconoscimento delle vittime civili di una strage nazi-fascista avvenuta nel luglio 1944. Una ferita della storia che non si è mai rimarginata nella Valle del Chiampo, nonostante il tempo trascorso. Eppure sei anni dopo ritroviamo lo stesso primo cittadino, aderente a Forza Italia, in una fotografia che lo ritrae il 28 ottobre ad una cena di nostalgici del Fascismo, nell’anniversario della Marcia su Roma del 1922.
Ad accorgersi di questa stridente contraddizione sono stati dapprima i social che l’hanno scoperta, poi “Il Giornale di Vicenza” che l’ha raccontata e Carlo Cunegato, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, che l’ha commentata. Partiamo dalla cena, che si è tenuta in un ristorante di Trissino. Basta osservare nelle foto le immagini di Mussolini, delle aquile e dei simboli fascisti, per capire che non si tratta di una rimpatriata. Il sindaco è stato fotografato in piedi, tutt’attorno un pullulare di commensali in camicia prevalentemente nera. Alla giornalista vicentina che gli chiedeva una spiegazione, Tasso ha risposto: “Lei è un magistrato? Io non le devo spiegare niente, non ho niente da spiegare”. Non ritiene di dover dare una giustificazione? “No, per niente”.
“È un attentato non solo ai principi della democrazia e della Costituzione, ma anche alla coerenza logica”, ha commentato Carlo Cunegato. “Il sindaco è di Forza Italia, partito che ogni giorno si definisce liberale e moderato. Ha partecipato alla cena di nostalgici del Duce, è stato immortalato in una foto tra due stendardi, uno con la faccia di Benito Mussolini e l’altro con l’aquila fascista. Davvero una vergogna”. Poi ha aggiunto: “La vergogna è doppia perché San Pietro Mussolino ha subito due brutali stragi nazifasciste. Nel 2020 sempre lui, Gabriele Tasso, ha chiesto la medaglia per ricordare le vittime della violenza fascista e poi partecipa alla cena di chi sta dalla parte dei carnefici”.
La violenza nell’estate 1944 fu efferata. L’1 luglio un gruppo di partigiani aveva incendiato il municipio distruggendo gli atti riguardanti i richiami alle armi. L’8 luglio era stato ucciso un soldato tedesco. La rappresaglia fu feroce e costò 18 vittime. Il parroco don Luigi Bevilacqua fu ucciso davanti agli occhi dell’anziana madre e della sorella. Trovarono i suoi resti carbonizzati tra le macerie della chiesa data alle fiamme. L’11 luglio, durante un secondo raid, vennero incendiate dai nazisti e dai fascisti 210 case, oltre a 195 fienili e 129 stalle. Secondo le cronache dell’epoca, vennero abbattuti 2483 animali da cortile e un centinaio da pascolo. Ottocento persone rimasero senza tetto.