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Giustizia, Forza Italia prepara la riscossa: “Separare le carriere con legge ordinaria e ridurre la custodia cautelare in carcere”

Il fronte "garantista" guidato dagli azzurri avvia la campagna per rilanciare la riforma-totem bocciata al referendum. Il capogruppo Costa: "Su questo tema non voltiamo pagina"
Giustizia, Forza Italia prepara la riscossa: “Separare le carriere con legge ordinaria e ridurre la custodia cautelare in carcere”
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“La battaglia per la separazione delle carriere continua su una strada diversa”. In vista della prossima legislatura, il fronte “garantista” guidato da Forza Italia avvia la campagna per rilanciare la riforma-totem del berlusconismo, bocciata con 15 milioni di No al referendum costituzionale. Il piano a lungo termine degli azzurri, infatti, è di aggirare il voto approvando la separazione tramite una legge ordinaria, “depurata” dall’altro pilastro della riforma Nordio, il sorteggio dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, che richiede una modifica della Carta. Il progetto è stato annunciato da Enrico Costa, capogruppo di Fi alla Camera, e dall’avvocato Gian Domenico Caiazza, coordinatore dell'”Osservatorio Giustizia liberale” della Fondazione Einaudi, durante la conferenza di presentazione degli “Stati generali dei garantisti“, una giornata di dibattiti in programma venerdì con il gotha dei sostenitori del Sì al referendum. In prima fila c’è l’ultimo acquisto del gruppo azzurro a Montecitorio, l’ex leghista Simonetta Matone, insieme ai parlamentari di riferimento sulla Giustizia, Davide Bellomo, Pietro Pittalis e Pierantonio Zanettin. “Rilanciamo la battaglia sulla separazione”, ha detto Caiazza, pur ammettendo “che i tempi non potranno essere quelli di questa legislatura“. L’esito del voto, dice, “non ha nulla a che fare con il merito della riforma, perché è stato un No di carattere politico. Naturalmente”, riconosce, la bocciatura nelle urne “preclude” di riproporre la separazione “a livello di riforma costituzionale”. Ma la soluzione è a portata di mano: “Da parte degli avversari del Sì, durante la campagna referendaria, ci si obiettava che avremmo potuto realizzare la separazione delle carriere senza mettere mano alla Costituzione. Bene, ora ci mettiamo al lavoro per farlo senza modificare la Costituzione. Vuoi vedere che magari raccogliamo il loro consenso?”, ironizza.

“Su questo tema non molleremo e non volteremo pagina”, assicura anche Costa, ribadendo, come prima mossa, di voler ripresentare in Parlamento la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere, promossa dalle Camere penali e poi assorbita dalla riforma Nordio. Un gesto “simbolico”, spiega, “per evidenziare che la battaglia prosegue, per mantenere accesa la fiammella riformista. A livello parlamentare valuteremo tutte le soluzioni e tutti i temi, ma per quanto riguarda Forza Italia, all’interno della coalizione, ci batteremo perché questi principi garantisti vengano affermati quotidianamente e vengano inseriti puntualmente nel programma elettorale“, promette il capogruppo. Poi fa “una domanda retorica” basata sulle elezioni dei membri togati del nuovo Csm, stravinte dalla sinistra giudiziaria: “I temi che noi abbiamo evidenziato con la riforma, ad esempio quello delle correnti al Csm, sono spariti con il No al referendum oppure sono ancora tutti sul campo? Leggo delle ricostruzioni in cui si parla di correnti “di destra” e “di sinistra”, in realtà sono tutte uguali, puntano a conservare il loro potere. E ciò determina che molto spesso i più capaci debbano lasciare il posto a chi ha in tasca la tessera della corrente”. Costa rilancia anche la battaglia per restringere la custodia cautelare in carcere, chiedendo di trasformare in legge le “proposte molto significative” avanzate dalla Commissione istituita dal ministro della Giustizia Carlo Nordio: cioè in sostanza – come ha rivelato il Fatto un anno fa – un’abolizione del carcere preventivo per tutti i reati non violenti, sia quelli tipici dei colletti bianchi, come corruzione o falso in bilancio, sia vari delitti “di strada” come furti, spaccio e traffico di stupefacenti, truffe, estorsioni o usura.

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