Referendum a San Francisco per aumentare le tasse sul trasporto pubblico: così i Dem allontanano il ceto medio
Alle elezioni di metà mandato, in molti stati degli Stati Uniti, si abbinano dei referendum locali. In California, fra i tanti, ce n’è uno in particolare che ha suscitato l’interesse della stampa mondiale: la Proposition 40, che riguarda un’imposta patrimoniale straordinaria e una tantum del 5% a carico dei residenti con un patrimonio netto superiore a 1 miliardo di dollari (calcolato al 1° gennaio 2026).
Ce n’è poi uno locale, che riguarda solo i residenti di San Francisco e della Bay Area, di cui ha scritto solo la stampa cittadina e che ha fatto discutere parecchio i diretti interessati sui forum locali e sulle piattaforme come Reddit. Dunque: perché parlarne qui? Beh, perché potrebbe essere un modo per capire i motivi per cui il Partito Democratico riesce ad alienarsi le simpatie dei suoi elettori del ceto medio. Succede negli Stati Uniti ma, fatti i debiti aggiustamenti, qualcosa di simile succede anche in Italia, dove la zappa sui piedi è uno sport praticato con coscienza anche dal Pd.
Si tratta di questo: San Francisco ha un ottimo sistema di trasporti; una metropolitana leggera e gli autobus, numerosi e abbastanza puntuali, collegano tutti i quartieri della città. A San Francisco, che è diventata una città carissima, i biglietti dell’autobus sono l’unica cosa che costa poco, in certi casi anche meno che a Milano. Non solo: tutti i ragazzi fino a 18 anni viaggiano gratis, come anche gli anziani e i disabili se non superano certe soglie di reddito, e poi tutti gli utenti, residenti e non residenti, se hanno più di 65 anni, pagano la metà. Eppure più del 50% dei viaggiatori che dovrebbero pagare il biglietto, per qualche ragione misteriosa, non lo fa. Le giustificazioni fornite sono le più fantasiose e c’è anche chi non paga perché si sente un babbeo se paga, visto che non paga nessuno.
Il Muni (San Francisco Municipal Railway) gestito dalla Sfmta (San Francisco Municipal Transportation Agency) ha ricevuto ovviamente fondi statali e federali ma negli ultimi anni, soprattutto durante e dopo la stagione della pandemia che ha ridotto drasticamente il numero di passeggeri, ha accumulato un debito tale per cui si prospettano tagli alle corse e alle linee: un vero peccato. Che fare?
A fine agosto è partita la campagna “Fare Required” (“Tariffa Obbligatoria”) promossa dalla Sfmta. “Fare Required” è una insegna luminosa che da quest’autunno compare a intermittenza sui mezzi, proprio sul display destinato a indicare il numero della linea e la destinazione dei bus. Gli utenti sono inviperiti perché spesso non vedono su quale autobus debbono salire, mentre, anche se non sembra, tutti sanno benissimo che la tariffa è obbligatoria. Va detto che non si tratta dell’unico provvedimento della campagna di sensibilizzazione: sono anche stati reclutati 17 nuovi ispettori che dovrebbero controllare se tutti i passeggeri hanno pagato il biglietto e, in caso negativo, infliggere una multa di 134 dollari.
In realtà devono aver avuto l’ordine di non mostrarsi troppo feroci: quando il controllore sale, mentre chiede a un malcapitato di esibire la prova di pagamento, un buon numero di viaggiatori scende alla prima fermata e, allo stesso tempo, un improvviso ticchettio segnala che molti altri passeggeri si sono precipitati a passare sulle macchinette la card dove sono caricate le corse. L’ispettore discute intanto con il malcapitato sorpreso senza biglietto, cerca di convincerlo della necessità di pagare e, ottenuto un solenne impegno a farlo in futuro, scende dal mezzo, conscio che i pochi rimasti a bordo sono ormai muniti di prove di pagamento.
La fiducia riposta in questa campagna di sensibilizzazione non dev’essere troppo ferma perché ad essa si è aggiunto il referendum, la Proposition H, che intende finanziare il Muni attraverso una tassa legata alle proprietà immobiliari. La casa, in affitto o di proprietà, a San Francisco, è un argomento delicatissimo: i prezzi sono alle stelle, più che mai dopo il boom delle aziende di AI e, tra canoni e mutui, si mangiano una grossa fetta delle entrate mensili di una famiglia media.
Una tassa sulla proprietà (Property Tax) già esiste e varia in base al valore della casa. La Proposition H ipotizza di aggiungere per 15 anni una Parcel Tax, cioè una tassa fissa sul lotto di terreno su cui sorge la casa. La tassa si basa solo sull’estensione del lotto, equiparando il valore di un terreno in un quartiere di magioni milionarie al terreno in un quartiere popolato da modesti cottage. L’esborso previsto dalla tassa per le case di residenza sarebbe tuttavia modesto, non si parla di grosse cifre.
Il sindaco democratico, Daniel Lurie, negli spot alla tv, fa propaganda a favore della nuova tassa per salvare il Muni. I critici del provvedimento sono invece convinti che la crisi andrebbe risolta riorganizzando la struttura dell’azienda dei trasporti e affrontando seriamente il problema del mancato incasso delle tariffe dovute. Gli elettori democratici del ceto medio (quelli dei cottage) sono indecisi e si chiedono se votare a favore non sia un po’ da babbei.