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Chi siamo davvero? Galfard mappa le grandi domande sull’origine della vita

In "La vita a portata di mano" (Bollati Boringhieri) un viaggio scientifico sull'origine della vita e dell'essere umano
Chi siamo davvero? Galfard mappa le grandi domande sull’origine della vita
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Chi sei? O meglio cosa sei? Ti sei mai interrogato su cosa significa essere vivo? Sai la risposta? Pensi che qualcuno la sappia?

Nel 1848 l’esploratore inglese Alfred Russel Wallace era salpato per navigare i fiumi della foresta amazzonica con l’idea di mapparli. Erano zone ancora del tutto inesplorate. Così si mise a risalire il grande fiume dalle acque nera chiamato il Rio Negro. Nessuno assennato faceva cose del genere in quel momento. Ci volevano anni di studio e grandi risorse finanziarie per una missione del genere. Lui non aveva nessuno dei due. Ma era curioso, molto curioso. Quasi patologicamente curioso. Nel viaggio catturava strani animali e insetti, per rivenderli poi in Inghilterra.

Dopo quattro anni di viaggio, durante il ritorno, mentre naviga in pieno oceano divampò un incendio a bordo della nave, che affondò con tutta la sua preziosa collezione. Wallace si salvò per miracolo, dopo tre settimane a deriva nell’oceano. Arrivò in Inghilterra, vivo ma senza più un soldo ne una nave. Allora decise di scrivere un libro, nell’idea di poter guadagnare un po’ di denaro dai racconti dei suoi viaggi in America Latina e nell’arcipelago malese.

Nelle pagine del suo libro, tra le osservazioni che aveva fatto sugli animali straordinari che aveva potuto osservare da vicino scrisse una cosa rivoluzionaria: “Per quanto ci si possa sforzare non si troverà mai un animale che sia sempre esistito come lo vediamo adesso. Sono cambiati nel tempo, tutti gli animali, nessuno escluso”. Quando il suo libro, con questa verità nascosta fu pubblicato, fu rivelata al mondo una rivoluzione. Dio non ci aveva creato così, ma era partito tutto da molto lontano, e la vita aveva cambiato molte forme prima di arrivare alla nostra. E altrettante ne avrebbe cambiate dopo di noi. Era un libro rivoluzionario. Peccato che non lo lesse nessuno. La rivoluzione doveva attendere ancora un po’. Quello strano marinaio, armato di curiosità e un po’ di follia, aveva capito una cosa che tempo dopo uno scienziato dalla barba folta avrebbe chiamato evoluzione.

Da che esiste l’essere umano si è chiesto, come è iniziato tutto questo? Le prime risposte sono arrivate dai miti e dalle religioni, poi è arrivata la scienza. A tentare di mappare questo vasto mare di domande è il fisico Christophe Galfard nel volume divulgativo La vita a portata di mano (Bollati Boringhieri). Darwin è stato il primo a presupporre che la vita, in ogni sua forma, potesse essere iniziata da un’origine unica comune. Un seme.

Il fisico austrico Erwin Schrödinger, uno degli scienziati più famosi di tutti i tempi, che vinse il Nobel per aver formulato la teoria per comprendere le leggi che governano la materia e la luce conosciuta come fisica quantistica, tentò di rispondere nel 1944. Mentre l’umanità tentava di autoestinguersi con la più sanguinosa delle guerre combattute, Schrödinger tentava di rispondere alla domanda sulla nascita della vita.
Per Schrödinger la vita è la vita è un fenomeno fisico che riesce a mantenere ordine in un universo dominato dalla tendenza al disordine, ma non si pronuncia sul suo inizio.

Nel 2020 ci prova il biologo britannico Paul Nurse. È un biologo premiato e famosissimo, se non lo sa lui, chi mai potrebbe rispondere a questa domanda? Nurse considera la cellula il più piccolo sistema che possiamo definire inequivocabilmente vivente. Negli ultimi anni diversi scienziati hanno ipotizzato che la vita potrebbe essere arrivata sulla terra da un altro piante, con un meteorite.

Nurse dice che questa ipotesi però non risponde alla domanda, come è nata la vita. Sposta solo il problema altrove. La posizione di Paul Nurse sull’origine della vita è più prudente di quanto si potrebbe pensare: non sostiene di sapere esattamente come sia nata, né propone una teoria definitiva. Ritiene però che la vita sia emersa attraverso processi chimici e fisici, senza bisogno di postulare una forza vitale separata dalla materia. Sarebbe insomma solo una casualità. Poteva accadere o non accadere, ed è accaduta.

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