Il mondo FQ

In arrivo il vaccino per smettere di fumare? In Brasile la sperimentazione anti-nicotina. Bassetti: “Una vera strategia contro il fumo sarebbe aumentare il prezzo delle sigarette a 15 euro”

Il vaccino anti-nicotina sperimentale di Cristália: come funziona, i limiti della ricerca e il parere degli esperti
In arrivo il vaccino per smettere di fumare? In Brasile la sperimentazione anti-nicotina. Bassetti: “Una vera strategia contro il fumo sarebbe aumentare il prezzo delle sigarette a 15 euro”
Icona dei commenti Commenti

Una sola iniezione per dire addio per sempre alle bionde, senza crisi d’astinenza né ricadute. Nelle ultime settimane slogan iperbolici come «Basta una puntura ed è finita» sono rimbalzati su emittenti internazionali, canali YouTube e social network, cavalcando l’annuncio arrivato da Jaguariúna, a San Paolo. A presentare il progetto è stato il laboratorio farmaceutico brasiliano Cristália: un vaccino terapeutico sperimentale ideato per intercettare la nicotina prima che varchi le porte del cervello. Se la base biologica della ricerca è ingegnosa, la narrazione della “cura miracolosa istantanea” sembra scontarsi però con la prudenza della comunità scientifica e la complessità di una dipendenza che non si cancella con un colpo di spugna.

L’intuizione alla base dello studio nasce da una riflessione del medico e fondatore di Cristália, Ogari Pacheco: “A un certo punto ho pensato: il corpo umano possiede un sistema immunitario perfetto. E se trovassimo un modo per mettere questo sistema al lavoro contro la dipendenza?”. La nicotina, infatti, è una molecola troppo minuscola per essere intercettata dai radar delle nostre difese. I ricercatori l’hanno perciò sintetizzata legandola a una struttura immunogenica capace di farsi notare dall’organismo, senza provocare effetti psicoattivi propri. Una volta somministrato il preparato, il corpo comincia a produrre anticorpi specifici che pattugliano il flusso sanguigno. Nel momento in cui la persona accende una sigaretta, questi anticorpi catturano la nicotina al volo, formando un complesso molecolare troppo ingombrante per superare la barriera emato-encefalica. Niente ingresso nei centri nervosi, niente scarica di dopamina: il circuito biologico della ricompensa viene disinnescato sul nascere e il fumo perde il suo riflesso gratificante.

L’urgenza sanitaria della lotta al fumo è sotto gli occhi di tutti. Durante la presentazione, José Roberto de Brito Jardim, docente della Unifesp, ha ricordato con fermezza che “il tabagismo è una malattia da dipendenza”. La combustione sprigiona 7mila sostanze chimiche, di cui almeno 70 cancerogene certificate dall’Istituto Nazionale dei Tumori brasiliano (INCA), mietendo 8 milioni di vittime all’anno nel mondo. Gli strumenti attuali mostrano evidenti limiti: cerotti e supporto psicologico non superano il 50% di successi, e i dati del National Institute on Drug Abuse statunitense certificano che l’85% di chi prova a smettere ricade entro dodici mesi, con ben due terzi che cedono già nelle prime due settimane.

La sperimentazione preclinica condotta da Gisele Zapata-Sudo, docente dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ), ha confermato la solidità della risposta immunitaria nei modelli animali. Lo studio ha impiegato ratti femmina, biologicamente più vulnerabili a dipendenza, ansia e depressione. “Tutti gli animali immunizzati hanno mostrato sieroconversione, con la formazione di anticorpi. È avvenuto nel 100% dei casi”, spiega la ricercatrice dopo tre cicli di dosi a cadenza mensile.
Eppure, tra il banco di laboratorio e la farmacia la strada è ancora lunghissima. Come ha precisato Rogério Almeida, vicepresidente di Ricerca e Sviluppo di Cristália, mancano ancora sette complesse fasi precliniche su due specie animali prima di bussare alle porte dell’autorità regolatoria Anvisa. “Cercheremo di accelerare – dichiara – conducendo varie attività in parallelo per accorciare i tempi. Riteniamo che entro due anni potremo avviare i primi studi sull’uomo, sperando che l’esito sia promettente di fronte a una piaga di salute pubblica mondiale”.

Non solo: i dati completi non sono ancora stati pubblicati su riviste scientifiche con revisione paritaria, essendo vincolati al deposito dei brevetti. Lo stesso Pacheco ha ridimensionato gli entusiasmi chiarendo che “il vaccino antitabagismo non sostituisce il trattamento, ma aiuta le persone a mantenere la rotta terapeutica”. Non si tratta di un’immunizzazione a vita, ma di uno scudo per frenare le ricadute in chi ha già intrapreso il percorso di cessazione. Senza contare i precedenti storici: nel 2011 il candidato vaccino statunitense NicVAX fallì in Fase 3 su mille pazienti, registrando un tasso di disassuefazione dell’11%, del tutto sovrapponibile a quello del placebo. Il dubbio di fondo rimane: neutralizzare la nicotina nel sangue basta davvero a spegnere il “craving”, la fame psicologica ed emotiva della sigaretta? A riportare il dibattito coi piedi per terra è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, sottolineando come la farmacologia da sola non possa fare miracoli se manca la motivazione: “Ritengo che una vaccinazione possa certamente dare un contributo. Tuttavia, penso che per liberarsi dal vizio del fumo sia indispensabile soprattutto una forte determinazione personale. Medicinali, vaccini e cerotti rappresentano strumenti di supporto”. Per Bassetti, la misura più rapida ed efficace per salvare vite e scoraggiare i più giovani passa piuttosto dalla leva economica e fiscale: “A mio parere, in Italia il costo delle sigarette è tuttora eccessivamente contenuto. Per attuare una vera strategia contro il fumo, il prezzo dovrebbe salire a 15 euro. Si potrebbe introdurre una sorta di contributo sanitario: tutti questi oneri potrebbero quindi incidere sul prezzo di vendita del pacchetto”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione