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Usa, la vigilia delle elezioni di midterm: 50 Stati al voto e sei fusi orari. Quel è la posta in palio e cosa rischia Trump

Il nome del presidente non compare sulla scheda, ma il suo futuro politico passa anche da queste urne. Numeri e orari di una tornata elettorale molto attesa, con i democratici che sperano nel colpaccio (anche al Senato)
Usa, la vigilia delle elezioni di midterm: 50 Stati al voto e sei fusi orari. Quel è la posta in palio e cosa rischia Trump
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Si chiamano elezioni di midterm perché si tengono due anni dopo le elezioni presidenziali e quindi proprio a metà del mandato dell’inquilino della Casa Bianca. Alla Camera dei Rappresentanti martedì sono in gioco tutti i 435 seggi con diritto di voto, mentre si eleggeranno 35 dei 100 membri che compongono il Senato Usa. Che la posta in palio sia davvero alta c’è il dato che riguarda la raccolta dei finanziamenti elettorali: si stimano circa 15 miliardi, una cifra stratosferica che fa della tornata di midterm 2026 la più costosa della storia americana. I super ricchi hanno scelto il Partito repubblicano, con il partito di Donald Trump che investe tanti fondi anche in Stati un tempo considerati scontato: dall’Alaska al Kansas sono tanti gli Stati che non sono più “sicuri” per i repubblicani.

La posta in palio

I sondaggi danno i democratici in vantaggio alla Camera e in una battaglia fino all’ultimo voto al Senato, un contesto inimmaginabile fino a qualche mese fa. Tra qualche ora si deciderà quanto spazio avrà Trump per realizzare il proprio programma nei due anni successivi. Il nome del presidente non compare sulla scheda, ma il suo futuro politico passa anche da queste urne. Se l’opposizione conquista anche una sola assemblea, il presidente deve fare i conti con negoziati più difficili, riforme esposte al blocco e maggiore pressione delle inchieste parlamentari. Tuttavia perdere il controllo delle Camere non determina la caduta automatica dell’esecutivo: il governo, infatti, non dipende dalla fiducia del Congresso. Tra l’altro, la regola storica del voto di midterm è che chi governa solitamente perde le elezioni di metà mandato: dal 1934 al 2022 il partito del presidente ha perso seggi alla Camera in 20 elezioni di metà mandato su 23, circa l’87% dei casi.

Trump ostenta sicurezza, ma i repubblicani vacillano

Ma questo voto è un vero e proprio referendum politico che arriva in un momento di crollo costante della popolarità di Trump, scesa al 33%. Sui risultati peseranno anche le scelte in termini di politica economica, la guerra in Iran ma anche la capacità dei partiti di mobilitare gli elettori. Il presidente continua a ostentare sicurezza pubblicamente, ma il suo umore dietro le quinte si sta incupendo di giorno in giorno. Per mantenere la Camera serve un “miracolo” mentre al Senato i conservatori ce la possono ancora fare, nonostante alcune corse “preoccupano“, ha ammesso Steve Bannon, l’ex stratega della Casa Bianca, convinto che all’indomani del voto scoppierà una “guerra civile” all’interno del partito. In Senato i repubblicani provano a difendere la loro attuale maggioranza di 53 seggi contro i 47 dei dem, che devono strappare quindi almeno 4 seggi, senza perderne nessuno, per conquistare la maggioranza.

Sei fusi orari

La chiusura dei seggi e lo spoglio delle schede elettorali si svolgerà nell’arco di sei fusi orari. Secondo la National Conference of State Legislatures, nella maggior parte degli Stati i seggi elettorali chiuderanno la sera del 3 novembre tra le 18 e le 21 (ora locale), con le 19 e le 20 come orari di chiusura più frequenti. Hawaii, Oregon e Washington prevedono il voto esclusivamente per corrispondenza, pertanto gli orari di chiusura si riferiscono ai centri di assistenza per gli elettori e ai termini ultimi per la consegna delle schede, non alla chiusura di tradizionali seggi elettorali.

I primi Stati a chiudere i seggi (a mezzanotte italiana)

In Indiana i seggi aprono alle 6 (le 12 in Italia); la maggior parte dello Stato si trova nel fuso orario Eastern Time e i seggi chiudono alle 18 (le 24 in Italia), la parte nord-occidentale si trova nel fuso orario Central Time e i seggi chiudono alle 19 ET (l’una di mercoledì in Italia). In Kentucky i seggi aprono alle 6; nella parte nel fuso orario Eastern Time i seggi chiudono alle 18 ET, in quella nel fuso orario Central Time chiudono alle 19 ET.

La grande ondata tra l’1 e le 2 in Italia

Il maggior numero di Stati americani chiuderanno i seggi tra l’una e le tre della notte italiane. All’1 toccherà a Georgia, South Carolina, Vermont e Virginia, oltre alle restanti contee di Indiana e Kentucky e alla maggior parte della Florida e del New Hampshire (dove gli orari variano da comune a comune). Alle 1.30 chiuderanno invece North Carolina, Ohio e West Virginia. Alle 2 italiane chiuderanno i seggi in Alabama, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Maryland, Massachusetts, Mississippi, Missouri, New Jersey, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island e Tennessee. Alla stessa ora termineranno le operazioni anche nella parte occidentale della Florida e nelle porzioni di Kansas, Michigan, North Dakota, South Dakota e Texas che ricadono nel fuso orario centrale. Alle 2.30 sarà il turno dell’Arkansas.

Gli ultimi Stati

Alle 3 italiane chiuderanno Arizona, Colorado, Iowa, Louisiana, Minnesota, Nebraska, New Mexico, New York, Wisconsin e Wyoming, oltre alle restanti porzioni di Kansas, Michigan, North Dakota, South Dakota e Texas. Alle 4 toccherà a Montana, Nevada, Utah e alle parti di Idaho e Oregon nel fuso delle Montagne Rocciose. Alle 5 chiuderanno California, Washington e le restanti parti di Idaho e Oregon. Alle 6 sarà il turno di Hawaii e della maggior parte dell’Alaska. Gli ultimi seggi in assoluto, nelle isole Aleutine occidentali, chiuderanno alle 7.

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