Baby gang e criminalità minorile: cosa dicono davvero i numeri in Italia
Come già altre volte evidenziato, spesso la realtà ci appare molto diversa da ciò che è veramente. La percezione dei fenomeni – alimentata da una comunicazione spesso fuorviante che fa di un caso singolo la norma e che porta all’attenzione del pubblico eventi simili, che in altri momenti sarebbero stati omessi – non sempre si identifica con la realtà e l’effettiva dimensione di essi.
E’ per ottenere una giusta visione del mondo della criminalità minorile, nel cui ambito negli ultimi anni si è sviluppato un fenomeno preoccupante come quello delle baby gang che ha dato la percezione che si sia abbassata l’età di chi commette reati, che abbiamo voluto analizzare con i numeri questo aspetto della società, in un momento, peraltro, in cui i recenti fatti di cronaca (l’assalto ai negozi dei grandi marchi scatenato a Milano da ragazzini anche di 11 anni) pongono domande che non dovrebbero esaurirsi con la semplicistica risposta repressiva e di un aumento di pene e reati.
Prima di tutto esaminiamo l’entità del numero dei minori (14-17 anni) denunciati e arrestati per aver commesso un reato nonché il numero dei reati commessi (Tab.1). Quantitativamente dal 2010 al 2023 si assiste ad una diminuzione significativa dei minori italiani che hanno commesso reati (15.151 nel 2023 da 18.470 nel 2010) pari al -18% (-3.319) con una sostanziale invarianza nel numero complessivo dei minori italiani (-1,5%) che corrisponde ad una diminuzione della componente italiana sul totale dal 93,1% al 91,1% nel 2023.
I “rei” che rappresentavano lo 0,9% nel 2010 calano nel 2023 allo 0,7%. Opposto l’andamento dei dati dei minori rei stranieri che raggiungono il valore di 16.022 nel 2023 da 9.726 nel 2010 con un balzo del +64,7% (+6.296) a fronte però di un incremento di minori stranieri complessivi pari al +29,1% che corrisponde ad un aumento della componente straniera sul totale minori dal 6,9% all’8,9%. Complessivamente, prescindendo dall’origine dei minori, i rei risultano essere 31.173 nel 2023 (+10,6% nel periodo 2010/2023), a fronte di un modesto incremento dei minori complessivi +0,7%.

I grafici 1-6 descrivono, con dati 2014, 2019 e 2024, quanti minori italiani e stranieri per 100.000 abitanti hanno commesso reati di “Rissa”, “Porto d’armi”, “Omicidio doloso”, “Minaccia”, “Lesioni personali” ed “Estorsioni”.
Premesso che nel decennio l’incidenza dei Minori stranieri a scapito di quelli italiani che delinquono è leggermente aumentata, si nota una forte differenza tra i valori delle due tipologie di Minori che risulta essere per gli stranieri superiore costantemente con un picco nel 2024 di quasi 20 volte (Graf. 1).
I Colpevoli di qualunque reato sono in costante crescita nel decennio, con sole 3 anomalie verificatesi nel 2019, per riprendere poi il precedente trend: decremento dell’Omicidio doloso e incremento dell’Estorsione per tutti, diminuzione delle Minacce solo per gli italiani. I valori più elevati si riscontrano invece per le “Lesioni personali” che nel 2024 vedono 109,7 Minori italiani e ben 1.088,9 stranieri denunciati o arrestati su 100.000 con un totale conseguente di 200,7.

Sulla distribuzione dei Minori che delinquono nelle Città metropolitane (Tab. 2), sui valori assoluti grande influenza ha la dimensione della Città e la composizione per età della popolazione giovanile nonché la provenienza dei minori stessi. Vediamo allora le variazioni nel periodo 2015-2019/2023. L’andamento dei dati, tra le varie Città, è disomogeneo con situazioni opposte di diminuzioni e crescite. Napoli, con un fortissimo calo in termini assoluti di 1.857 unità, registra anche il valore percentuale più basso fra le Città metropolitane pari a 0,7% Minori denunciati e arrestati nel 2023. All’opposto con forti incrementi nel periodo esaminato vi sono Firenze (+ 424 unità pari al +1,1% da 1,5% a 2,6%), Bologna (+288 unità con +0,5% da 2,4% a 2,9%), e soprattutto Genova (+645 unità pari al +2,2% da 1,8% a 4,0%) con i valori più elevati in termini di percentuali.

Il Grafico 7 fornisce ulteriori informazioni riguardo alla situazione dei Minori che delinquono nelle Città metropolitane. Relativizzando i dati x100.000 abitanti notiamo che in linea di massima le Città del Nord e Isole hanno le situazioni peggiori, viceversa quelle del Centro Sud. Napoli presenta ancora i valori più bassi fra tutte (30,6 nel 2023), mentre Bologna scavalca Firenze fra le Città con situazioni più problematiche, con Genova che rimane al primo posto (ben 139,4 nel 2023 e +82,8 nel periodo).

Un dato interessante è quello desumibile dagli Uffici di servizio sociale per i minori (USSM) (Tab. 3).
Al di là delle anomale diminuzioni e dei successivi incrementi dei valori negli anni pandemici e delle diverse entità dei numeri di Minori italiani e stranieri complessivamente coinvolti (23.862 in totale nel 2025 di cui 21.672 maschi e 2.190 femmine), nel periodo esaminato si riscontra un incremento per i Minori italiani, sia maschi (+2.516 pari a +17,9%) che femmine (+106 pari a +6,3%) che ha comportato sul totale italiani un aumento nel periodo di +2.622 unità pari al +16,7%. Per gli stranieri a un incremento dei maschi (+451 pari a +9,6%) corrisponde una diminuzione delle femmine (-174 pari a -30,6%) che determina nel complesso degli stranieri un aumento di 277 unità pari al +5,3%.
I valori riferiti a tutti i Minori e giovani adulti è confermato in aumento per i maschi (+2.967 pari a +15,9%) e in diminuzione per le femmine (-68 pari a -3,0%). Pertanto nel totale si hanno +2.899 unità pari a +13,8%.

Il Grafico 8 analizza alcuni dati con riferimento al fenomeno delle Gang giovanili in relazione alla tipologia di attività criminali esercitate. I dati purtroppo non sono recenti (2022) ma servono comunque a descrivere situazioni di cui ancora poco si conosce nel dettaglio. Le attività criminali più esercitate sono ascrivibili per quasi tutti i soggetti a “Risse, percosse e lesioni” (nel 94,0% dei casi). Meno della metà invece sono dediti a “Estorsioni” e “Disturbo della quiete pubblica”.

Un altro fenomeno recente è quello dei Comportamenti violenti nell’ambito delle Scuole superiori di 2° grado (Tab. 4): dati allarmanti e tutti in aumento nel periodo analizzato. La voce più frequentata è quella della Partecipazione a zuffe e risse a cui sembrano aver preso parte circa 4 studenti su 10, cioè a dire quasi un milione di ragazzi. In forte aumento l’Utilizzare un’arma per ottenere qualcosa (da 1,5% a 3,5%) e Colpire un insegnante (da 1,7% a 3,6%).

L’uso sempre più esteso dei social in questi ultimi anni tra i Giovani ha contribuito enormemente a diffondere fra gli studenti fenomeni di Cyberbullismo sia come autori di questi atti che come vittime.
Il 2021 in particolare (secondo anno di pandemia) sembra aver dato una spinta in avanti al Cyberbullismo con incrementi di 12,1 punti percentuali fra le vittime rispetto al 2020 e 7,4 fra gli autori (Graf. 9). I dati più recenti (2025) descrivono un’altra situazione allarmante in cui 4 studenti su 10 ne è stato vittima e 3 su 10 ne è stato artefice.

L’ultima Tabella (Tab.5) mette in relazione i dati dei Minorenni (14-17 anni) italiani sospettati e autori di reati con quelli appartenenti agli altri Paesi dell’Ue. Oltre ai confronti fra gli Stati membri risultano significativi i confronti temporali e con la media dei 27 Paesi UE, calcolati per 100.000 abitanti. Escludendo Estonia, Lituania e Lussemburgo che presentano dati incompleti o mancanti, 10 Paesi (fra cui Italia, -22 unità) registrano nel 2023, rispetto al 2015, valori in diminuzione, 14 in aumento, di cui 5 al di sopra della media europea, con un picco impressionante in Ungheria (+7.859 in 8 anni).
Da sottolineare la posizione dell’Italia nei confronti della criminalità minorile Ue: non solo il nostro Paese si colloca nettamente sotto la media Ue del fenomeno, ma migliora nel tempo. Difatti, nel 2015 la criminalità minorile era pari al 59% di quella comunitaria, riducendosi nel 2023 al 38%.

Ancora una volta, basandoci non sulle percezioni – frutto di esperienze personali o indotte da una cattiva informazione, spesso costruita ad arte – ma sui dati, si conferma che l’Italia regge egregiamente il confronto con quanto accade nel resto della Ue, compresi i Paesi più importanti. In termini relativi (numero di 14-17enni che commettono reati sul totale della popolazione), ad una crescita del 46% del fenomeno in area comunitaria, ha corrisposto una diminuzione del 6% in Italia, tra il 2015 e il 2023.
La società è meno in pericolo e meno nelle mani della delinquenza minorile, rispetto a quanto ci si voglia far credere. Tuttavia, anche se il fenomeno è meno pericoloso che in altri Paesi, non bisogna abbassare la guardia – soprattutto alla luce dei recenti fatti di Milano – e occorre tenere in attenta osservazione l’evoluzione che subisce soprattutto nelle città del Nord, nell’escalation sia delle Baby gang, sia nell’incidenza dei Reati commessi dai giovani stranieri, cercando di concentrarsi, più che sulla repressione, sulla rimozione delle cause.
Coautore: Mariano Ferrazzano