Operazione Report: su Millennium le carte e le domande aperte sul caso Ranucci/Lavitola
Una trasmissione d’inchiesta invisa al potere. Una bomba cosiddetta “amica”. Un faccendiere specializzato in torbidi servizi resi alla politica e partiti che invadono la televisione pubblica. Sono questi gli ingredienti della “Operazione Report”, titolo di copertina del nuovo numero di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez in uscita nelle librerie selezionate (cerca qui la più comoda per te) e negli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Unilibro, Libreria Universitaria). E naturalmente in abbonamento cartaceo o digitale. Un numero dedicato al potere e alle sue trame, che prende le mosse dal “caso Ranucci”, o per meglio dire dal “caso Lavitola”.
Di questa vicenda, al momento, conosciamo in parte lo svolgimento e in tutto il risultato: Sigfrido Ranucci è stato rimosso dalla conduzione della più importante trasmissione di giornalismo investigativo della Rai. MillenniuM racconta passo per passo l’inchiesta giudiziaria sull’attentato subito dal giornalista, con la bomba esplosa davanti alla sua abitazione di Torvaianica, sul litorale romano, il 16 ottobre 2025. A fare ordine nell’indagine ci pensa Leo Amato, che ha ricostruito il caso fissando ciò che è provato da documenti e testimonianze nelle carte dell’inchiesta. Dalla notte dell’esplosione, all’individuazione della scombinata manovalanza campana che ha eseguito il lavoro, fino all’improvvisa entrata in scena di Valter Lavitola.
Di Lavitola emergono spesso gli aspetti più pittoreschi, ma la sua parabola racconta tutta un’altra storia. Lo spiega bene Marco Lillo nel suo lungo e documentato ritratto, in cui esplora gli intrighi e le relazioni ai massimi livelli del faccendiere. Peter Gomez ricostruisce i frequenti rapporti tra Lavitola e i servizi segreti, italiani e non solo. Ma oltre le carte c’è di più: ci sono gli affari, africani e non solo, che portano di nuovo alla politica, in particolare a Marco Dell’Utri, figlio dell’ex senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e a una società storicamente in affari con Forza Italia.
MillenniuM ripercorre poi la campagna, con pochi precedenti, scatenata da politici e testate prevalentemente di destra, contro Ranucci e Report, in particolare dopo che il giornalista ha rivendicato la propria “amicizia fraterna” con Lavitola, e dopo la sequenza di “affettuosi” moventi snocciolati dal faccendiere per giustificare l’attentato. Sullo sfondo c’è il rapporto sempre più muscolare tra informazione e politica. Giovanni Valentini esamina l’occupazione militare della Rai e di quasi tutta la televisione. Del resto, i rapporti tra politica e giornalismo d’inchiesta in Italia sono sempre stati tesi, come scrive Gianni Barbacetto rievocando l’epopea dei giornalisti “pistaroli”, fra i quali Corrado Stajano, Marco Nozza, Sandra Bonsanti…
Oggi, invece, la tendenza è più quella di finire attovagliati, come si evince dagli articoli di Tommaso Rodano e Nanni Delbecchi, che raccontano l’ormai celebre ristorante Cefalù, gestito da Lavitola a Roma e meta di pellegrinaggio politico-giornalistico. L’Operazione Report, in definitiva, ci fa riflettere sul rapporto tra informazione e potere, ma anche sui fili trasversali del potere stesso. Fili che possono passare per un piatto di vongole. Sgusciate o no. Segue dibattito. Ma sulle vongole.