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Midterm 2026, per Cnn democratici in vantaggio per il Senato in 4 Stati chiave. Ecco quali sono

Secondo quattro nuove rilevazioni, i candidati del partito sono in vantaggio in Michigan e Texas. Meno distacco tra i candidati rivali, invece, in Maine e Kansas
Midterm 2026, per Cnn democratici in vantaggio per il Senato in 4 Stati chiave. Ecco quali sono
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Se alla Camera i sondaggisti sono convinti che i democratici possano ribaltare l’attuale maggioranza, l’esito delle elezioni di midterm resta al momento più incerto al Senato. Un nuovo sondaggio della Cnn evidenzia però come, a pochi giorni dalle elezioni 3 novembre, i democratici intravedano la possibilità di conquistare la maggioranza anche in questo ramo del Congresso americano.

Secondo quattro nuove rilevazioni, i candidati del partito sono in vantaggio in Michigan e Texas, mentre le sfide in Maine e Kansas restano incerte. In Michigan, il democratico Abdul El-Sayed è accreditato del 49% delle intenzioni di voto, contro il 42% del repubblicano Mike Rogers, mentre in Texas James Talarico è avanti con il 49% contro il 43% di Ken Paxton. Più equilibrate le altre due sfide: in Maine il democratico Troy Jackson è al 49% contro il 45% della senatrice repubblicana uscente Susan Collins, mentre in Kansas Adam Hamilton raccoglie il 49% dei consensi contro il 45% del senatore repubblicano Roger Marshall. In entrambi i casi, tuttavia, i distacchi rientrano nel margine di errore dei sondaggi e non consentono di individuare un favorito.

Secondo la Cnn, i risultati riflettono un clima politico sfavorevole al presidente Donald Trump, il cui indice di gradimento è negativo anche in Stati tradizionalmente repubblicani. In Texas e Kansas, in particolare, i candidati democratici traggono vantaggio dall’impopolarità dei rispettivi avversari, mentre in Michigan El-Sayed è riuscito a ricompattare l’elettorato del suo partito. Per riconquistare il controllo del Senato, i democratici devono ottenere un guadagno netto di quattro seggi, tre dei quali potrebbero arrivare proprio dalle sfide prese in esame. L’esito del voto resta tuttavia incerto: in tre dei quattro Stati almeno un elettore su otto, tra quelli intenzionati a recarsi alle urne, afferma di poter ancora cambiare idea prima del 3 novembre.

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