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Bus precipitato a Mestre nel 2023, patteggiano sette dirigenti del Comune: pene sospese e lavori di pubblica utilità

La rottura dello sterzo fu la causa prevalente, ma un'apertura di due metri e mezzo nella barriera di protezione contribuì alla caduta del mezzo dal cavalcavia
Bus precipitato a Mestre nel 2023, patteggiano sette dirigenti del Comune: pene sospese e lavori di pubblica utilità
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Tre anni dopo il tremendo incidente stradale avvenuto a Marghera che il 3 ottobre 2023 causò 22 morti, sette dirigenti del Comune di Venezia hanno patteggiato pene inferiori ai 22 mesi di reclusione. Il giudice Benedetta Vitolo ha accolto le richieste di patteggiamento avanzate dai difensori e condivise dai pubblici ministeri Laura Cameli e Giorgio Gava, che hanno riguardato l’ipotesi di concorso in omicidio stradale da parte degli esponenti dell’amministrazione comunale. Un autobus turistico, che era partito da Piazzale Roma ed era diretto verso un campeggio alla periferia di Mestre, a causa della rottura dello sterzo era diventato ingovernabile. Aveva strisciato sul guardrail per una cinquantina di metri, ma un varco di circa due metri e mezzo nella barriera metallica aveva fatto da leva, così che il pesante mezzo era stato catapultato di sotto.

L’anomalia tecnica era stata accertata da una perizia, portando all’imputazione anche del responsabile della società La Linea, la cui posizione risulta però stralciata, dopo che la società ha dimostrato di aver acquistato da poco il nuovo veicolo. Erano però state sollevate contestazioni alla tenuta della strada e della barriera di protezione sul lato destro della carreggiata, che hanno determinato l’esito dell’incidente, anche se innescato dalla rottura dello sterzo, considerata quale “causa prevalente”. I dirigenti hanno portato prove sugli interventi di manutenzione del guardrail effettuati nell’arco di molti anni. Le giustificazioni non hanno potuto negare che la presenza di un varco tra due tronconi abbia determinato il salto nel vuoto dell’autobus ormai privo di controllo.

Un anno e dieci mesi (convertiti in lavori di pubblica utilità) è la pena maggiore, inflitta al direttore dell’area Lavori pubblici e mobilità del Comune di Venezia, Simone Agrondi. Per il responsabile del Servizio manutenzione della viabilità di terraferma Alberto Cesaro e per il dirigente del settore Mobilità di terraferma Roberto Di Bussolo si è scesi a un anno e nove mesi, ugualmente convertiti in un periodo di lavori di pubblica utilità. Si sono limitati al patteggiamento di un anno e nove mesi con sospensione condizionale Guido Andriolo Stagno, responsabile del servizio Ponti e viadotti e RUP del progetto di adeguamento normativo del cavalcavia, e Franco Fiorin, già dirigente della Mobilità di terraferma fino al 2019. Un anno e 8 mesi è, invece, la pena concordata per Diego Costantini, progettista e responsabile unico e direttore lavori di cantieri di terraferma, e per Fabio Pascon, responsabile del servizio Manutenzione viabilità della terraferma fino al 2019. A bordo dell’autobus, oltre all’autista italiano che è deceduto, c’erano 35 passeggeri, tutti turisti stranieri. I morti furono 22, quattordici i feriti estratti dalle lamiere.

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