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Rincari carburanti, taglio delle accise da 4 centesimi al litro fino al 7 novembre. Unione consumatori: “Presa in giro ridicola”

Il presidente Massimiliano Dona: "Il Governo si tiene l’extragettito Iva incassato con il caro gasolio. Restituisca agli italiani 450 milioni di dividendi Eni". Legacoop: "180 mln per contenere il prezzo, periodo natalizio il più impegnativo per il trasporto merci". Situazione ancora critica al Sud
Rincari carburanti, taglio delle accise da 4 centesimi al litro fino al 7 novembre. Unione consumatori: “Presa in giro ridicola”
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Torna il taglio delle accise sul gasolio, fino al 7 novembre, con una riduzione di 4 centesimi circa al litro, che diventano circa 4,9, iva compresa. E’ quanto prevede il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: “L’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio”, si legge, “è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri”. Per la copertura si provvede con “con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° al 30 settembre 2026, in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”. Le entrate dovute all’imposta sono aumentate a causa dei rincari del prezzo internazionale del petrolio, dice il decreto.

L’Unione nazionale dei consumatori stima l’impatto minimo sulle tasche degli automobilisti con un commento duro: “Taglio delle accise ridicolo. Una presa in giro, sia per l’importo dalla riduzione, appena 4 cent al litro, 4,88 con Iva al 22%, ossia meno di 5 cent, sia per la durata, appena fino al 7 novembre”, ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’associazione. Che aggiunge sferzando la presidente del Consiglio: “In pratica il Governo si tiene l’extragettito Iva incassato grazie al caro carburanti, che il 7 ottobre Giorgia Meloni aveva annunciato essere già pari a 160 milioni, e ne stanzia solo 38,7, meno del 25%. Una miseria”. Dona ricorda a palazzo Chigi anche gli incassi dell’Eni: “Se a questo si aggiunge che dovrebbe restituire alle famiglie almeno gli oltre 450 milioni di dividendi che l’Eni sta per regalargli grazie al caro bollette e ai prezzi stellari di benzina e gasolio, ecco che il quadro si completa. Il Governo considera gli automobilisti dei polli da spennare e, quindi, li spenna” conclude Dona.

Il taglio è previsto fino alla prima settimana di novembre. Ma per abbassare il costo del carburante, riportandolo ai livelli di febbraio 2026, fino alla fine dell’anno, sono “necessari quasi 180 milioni di euro”. Lo ha dichiarato Legacoop ieri in occasione della prima riunione del Tavolo tecnico presso il Ministero dei Trasporti, sul tema della logistica e del trasporto delle merci. Tagliare il costo del carburante è “una necessità particolarmente urgente con l’avvicinarsi del periodo natalizio, il momento più impegnativo dell’anno per l’autotrasporto, caratterizzato dal picco dei viaggi per la grande distribuzione”, avvisava Legacoop in una nota. Durante l’incontro, il Direttore Produzione e Servizi Andrea Laguardia ha descritto le stime: per mantenere l’effetto di contenimento dei costi del gasolio, sono necessari 60 milioni di euro al mese. Ammonendo sulla situazione critica al sud Italia: per evitare il ripetersi delle difficoltà che hanno investito l’autotrasporto negli ultimi mesi occorrono anche interventi strutturali, soprattutto nel Mezzogiorno.

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