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Il guasto del sistema di sicurezza e gli errori della sala di controllo: i 17 minuti del disastro ferroviario in Spagna

Tutto inizia alle 8.30, qualche minuto dopo viene dato il via libera alla ripartenza del treno Renfe, senza limitazioni di velocità: l'Iryo è ancora fermo sui binari. A quel punto, con i sistemi di segnalamento in tilt, l'impatto è inevitabile
Il guasto del sistema di sicurezza e gli errori della sala di controllo: i 17 minuti del disastro ferroviario in Spagna
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Un errore umano, mentre il sistema di segnalamento computerizzato era finito in tilt. È questa la pista, ormai consolidata, seguita da investigatori e autorità per spiegare il secondo grave incidente ferroviario che ha colpito la Spagna. Lo scontro lungo la linea Alta velocità nei pressi di Urda, vicino a Toledo, è arrivato in un momento in cui le strutture elettroniche che accompagnano in convogli, capaci anche di fermarli in caso di anomalie lungo la tratta, erano andate in tilt. Tant’è che a indirizzare i loro spostamenti erano direttamente i dipendenti di Adif addetti al centro di controllo del traffico di Atocha.

L’arco temporale in cui si è generato il disastro è durato 17 minuti. Tutto inizia alle 8.30. In quel momento il sistema informatico LZB, che controlla rete spagnola dell’Alta velocità, smette di funzionare. Alcuni treni si arrestano sulla linea. La sala di controllo, a quel punto, prende il comando gestendo manualmente il tutto: si tratta di decisioni cruciali, che solitamente prevedono l’ordine di viaggiare al massimo a 40 km/h, la cosiddetta “marcia a vista”.

Sei minuti dopo, secondo quanto hanno spiegato le autorità spagnole, il controllore – che aveva accanto un collega e un supervisore – dà il via libera ad alcuni treni affinché riprendano a viaggiare “normalmente”, non imponendo il limite di velocità. In quell’istante, inizia la tragedia. Il treno di Renfe si trova a 25 chilometri dall’Iryo, fermo sui binari come da notifica inviata. In diciassette minuti copre quella distanza, mentre il convoglio tamponato continua a stazionare nello stesso punto con un semaforo rosso davanti.

Così il Renfe arriva sul lungo del tamponamento a una velocità ancora sconosciuta ma che in quel tratto può essere anche di 200 chilometri orari. Eppure, viene spiegato, la sala di controllo avrebbe comunque dovuto vedere l’Iryo fermo sui binari, motivo per il quale resta al momento “inspiegabile” il via libera concesso al Renfe e il buco temporale durante il quale nessuno si è accorto di quanto stava per avvenire.

“La decisione di riprendere il traffico, senza che il sistema sia stato ripristinato, spetta alla centrale operativa ed è stata la centrale operativa, tramite i suoi operatori, in circostanze che, dal nostro punto di vista, sono inspiegabili”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente. Il tilt del sistema automatizzato quindis si è mescolato con l’errore umano provocando un raro tamponamento: questo tipo di incidenti, infatti, è uno dei meno frequenti proprio grazie ai sistemi di sicurezza installati sui binari che arrivano anche a imporre una frenata automatica in caso di ostacolo. In questo caso, però, erano fuori uso e il comando errato della sala di controllo ha reso inevitabile l’impatto.

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