Se i diritti costituzionali sono negati ogni giorno, la ribellione è un dovere
Il liberismo e la fase del capitalismo letale in cui siamo precipitati stanno producendo i loro frutti malati e mortali, con una politica mediocre e subalterna che è serva di un sistema economico disumano. Guerre, disastri climatici ed ambientali, diritto alla salute negata, lavoro nella sua accezione più completa calpestato, gigantesche disuguaglianze sociali ed economiche, diritti umani e costituzionali cancellati: la casa, l’istruzione pubblica, i beni comuni, la libera manifestazione del pensiero, il dissenso. Senza l’affermazione di un nuovo modello etico, culturale, sociale, economico e politico non ne usciamo e non potremo che precipitare sempre di più nel baratro.
La casta parlamentare con la legge elettorale truffa approvata si è blindata, esultano nascosti insieme maggioranza e opposizione, nessuno li potrà più disturbare in parlamento, da luogo centrale della democrazia a sultanato di sepolcri imbiancati, in un sistema che ha scelto liberismo e distruzione dei diritti costituzionali. Sono diverse sfumature di grigio, al netto di qualche voce parlamentare dissonante e accettabile, siamo di fronte ad in sistema politico, istituzionale ed economico, con la complicità di un pezzo significativo della magistratura e dell’informazione, che ha tradito la Costituzione, i diritti e il popolo.
Le sacrosante mobilitazioni e proteste di questi giorni si fondano su ragioni totalmente condivisibili: caro vita, prezzi insostenibili, bollette, pigioni, gasolio, benzina, energia, salute, istruzione, lavoro, povertà, giovani. La responsabilità del disagio, della rabbia, della violenza è tutta ascrivibile ad un sistema politico ed economico, europeo ed italiano. Come si fa a scegliere guerre ed armi quando la gente non ha i soldi per campare e i diritti fondamentali sono negati? Si affama il popolo per sostenere il genocidio dei palestinesi ed una guerra in Ucraina che è una grande trappola mortale.
I giovani il potere sa solo giudicarli ma ha smesso di capirli, perché è un potere fatto di donne ed uomini che pensano solo ai loro interessi, non attraversano quella linea di confine sottilissima e fragilissima tra legalità ed illegalità, tra disagio, devianza e crimine, non stanno per strada, ma nei loro salotti che tracimano di opulenza di potere e ricchezze, con un deserto di umanità che li rende mediocri e pusillanimi.
Se i diritti sono negati al punto di realizzare un costante colpo di stato occulto contro democrazia e Costituzione, la ribellione costituzionalmente orientata è un dovere, il popolo sovrano deve riprendersi i diritti e ognuno di noi assumersi la responsabilità, con coerenza e credibilità, delle proprie condotte. Si sceglie di stare dalla parte della Costituzione anche se si pagano prezzi alti. Ma non c’è prezzo a non avere prezzo. Dal basso, tra la gente, nelle manifestazioni, nelle città, nei comuni, stiamo costruendo l’alternativa, senza compromessi morali, con la schiena dritta, il coraggio e la passione per la lotta per i diritti. C’è chi ha scelto il sistema e chi lo ha combattuto, c’è chi ha tradito la Costituzione e chi è stato colpito per aver difeso ed attuato la Costituzione.
La lotta è una missione, saranno i popoli e le comunità a scrivere la storia. Bisogna unire le lotte, evitare che ci mettano gli uni contro gli altri, avere anche un progetto di governo, ad iniziare dalla città, e manifestare e lottare senza violenza come ci stanno insegnando agricoltori ed autotrasportatori nel mio amato sud. Sui giovani ribelli faccio mia una frase del presidente cileno Salvador Allende prima di essere assassinato dal generale Pinochet con un colpo di stato su mandato degli americani e con il decisivo sostegno della CIA: se un giovane non è ribelle è una contraddizione biologica.