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Sanzionata per 75 minuti di straordinario: la dipendente vince e ottiene la revoca

A Bribano, nel Bellunese, una lavoratrice di un ufficio postale con operatore unico era stata ammonita dopo quattro giornate di lavoro aggiuntivo. Dopo il ricorso al giudice del lavoro, Poste Italiane ha accettato di revocare la sanzione
Sanzionata per 75 minuti di straordinario: la dipendente vince e ottiene la revoca
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Quattro giornate di straordinario, per un totale di circa 75 minuti di lavoro in più, le erano costate un’ammonizione disciplinare. Ora, però, la vicenda si è conclusa con la revoca della sanzione e il pagamento delle spese legali da parte di Poste Italiane come riporta Il Corriere del Veneto.

Protagonista è una dipendente dell’ufficio postale di Bribano, frazione di Sedico, in Valbelluna, che si era trattenuta oltre l’orario previsto per completare le pratiche rimaste in sospeso, in un ufficio con un solo operatore e un significativo afflusso di utenti. I fatti risalgono all’estate del 2025. In tre giornate la lavoratrice aveva effettuato circa 15 minuti di straordinario, mentre nella quarta si era trattenuta per mezz’ora. Un impegno aggiuntivo limitato nel tempo, ma sufficiente a far scattare una contestazione disciplinare da parte dell’azienda.

La contestazione sui tempi di comunicazione

Al centro della vicenda c’era il regolamento aziendale, che prevedeva l’obbligo di comunicare entro un determinato momento della giornata la necessità di effettuare straordinari. La dipendente aveva invece segnalato l’esigenza verso la fine del servizio, dopo una mattinata particolarmente intensa. Poste Italiane le aveva contestato la comunicazione tardiva, comminandole un’ammonizione, nonostante le difficoltà organizzative già segnalate. La lavoratrice, inoltre, rientrava tra il personale fragile per motivi di salute.

Dopo aver presentato una memoria difensiva di sei pagine e chiesto di essere ascoltata con l’assistenza di un legale o di un rappresentante sindacale, senza ottenere l’audizione, la dipendente si era rivolta all’Ispettorato del lavoro. Il tentativo di conciliazione non aveva avuto esito positivo e la vertenza era arrivata davanti al giudice del lavoro, che ha dato ragione alla lavoratrice. A quel punto, Poste Italiane ha accettato di revocare la sanzione e sostenere le spese legali.

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