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Niente allenamenti a Cortina: la pista da bob è ancora senza ghiaccio. Comune e Simico si scaricano le responsabilità

L'impianto da 133 milioni di euro e ancora in fase di costruzione non è pronto per accogliere gli atleti, che dal 20 ottobre avrebbero dovuto iniziare a scivolare lungo il budello
Niente allenamenti a Cortina: la pista da bob è ancora senza ghiaccio. Comune e Simico si scaricano le responsabilità
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Il dopo-Olimpiadi è cominciato nel modo peggiore per la pista da bob, skeleton e slittino di Cortina. L’ottimismo ufficiale aveva assicurato che con il 20 ottobre l’impianto sarebbe entrato in attività, consentendo di cominciare gli allenamenti delle squadre nazionali delle tre specialità, non solo italiane. Invece l’avvio conferma quanto faticosa e dispendiosa sarà la gestione di quella che pomposamente è stata definita la maggiore delle eredità dei Giochi per Cortina. Mentre in giro per l’Europa le altre strutture sportive sono già state ghiacciate (a cominciare da Lettonia e Norvegia), lo Sliding Centre bellunese è ancora un budello di cemento. Niente ghiaccio, niente bob. E così devono attendere coloro che si sono messi in lista per le discese nel “Guggenheim Museum” (parole del governatore Luca Zaia) o lungo la “Cupola del Brunelleschi” (epiteto del ministro Matteo Salvini).

Ed è già cominciato lo scaricabarile tra i soggetti impegnati in quest’opera da 133 milioni di euro che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Al momento la pista è in carico al commissario straordinario Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), l’ente pubblico controllato dal ministero di Salvini che ha in portafoglio opere pubbliche olimpiche per 4 miliardi di euro. Il Comune di Cortina ha ricevuto in consegna soltanto la sala-macchine per la refrigerazione, mentre ha stipulato una convenzione con Simico per accedere alla parte restante (esclusi i cantieri di Pizzarotti ancora in attività) per lo svolgimento di allenamenti e gare.

Soltanto il 15 ottobre il Comune ha incaricato una ditta specializzata (Longofrigo) per “il servizio di controllo e manutenzione programmata della centrale frigorifera presso l’impianto Sliding Centre”. La spesa prevista per un anno è di 48mila euro, circa la metà di quanto l’amministrazione comunale ha speso finora, visto che a settembre se ne sono andati altri 25mila euro per la manutenzione programmata e 21mila euro per la sostituzione delle valvole di sicurezza. In totale 100mila euro. Con tutti questi soldi impiegati perché la macchina del freddo non è ancora entrata in funzione?

Una risposta è stata data dal direttore dei lavori dello Sliding, l’ingegnere Michele Titton, al Corriere delle Alpi: “Non hanno acceso i motori perché gli mancano i tecnici. La centrale frigorifera è stata consegnala definitivamente, mentre l’impianto di scivolamento è stato consegnato in maniera provvisoria al Comune”, La colpa sembrerebbe del Comune, per un evidente ritardo nell’individuazione del personale da incaricare per la creazione del freddo. Il sindaco Gianluca Lorenzi ha però replicato scaricando la responsabilità su Simico, visto che un laborioso protocollo, firmato il 12 ottobre per disciplinare gli accessi alla pista, ha confermato che “nell’attuale fase transitoria la disponibilità dell’intero impianto è in capo al commissario straordinario”. Anzi, “l’accesso del personale del Comune e di Se.Am (società comunale che gestisce gli impianti pubblici a Cortina, ndr) non comporta trasferimento di custodia o di disponibilità delle aree, e una consegna parziale può avvenire solo con un apposito verbale che individui le aree consegnate con il coordinamento della Direzione lavori seguita dall’ingegner Titton”. Ecco l’affondo: “Ad oggi l’unica parte consegnata al Comune è la sola macchina della centrale di refrigerazione, che da sola non consente di ghiacciare la pista. Il tracciato non è nella disponibilità del Comune e il protocollo è stato voluto dall’amministrazione proprio per poter avviare il prima possibile le attività propedeutiche alla ghiacciatura”.

La ghiacciatura comunque ancora non c’è perché la centrale e la preparazione della pista devono potersi collegare, portando il glicole che crea il ghiaccio lungo il tracciato di oltre un chilometro e mezzo di lunghezza. Se si tratti di un ritardo superabile lo si saprà nel giro di qualche giorno, in ogni caso dimostra che l’automatismo della messa in funzione non è stato assicurato. Da non dimenticare che il commissario straordinario non ha ancora indicato quando potrà avvenire il collaudo definitivo della pista, dove l’Impresa Pizzarotti è ancora al lavoro. All’esterno dell’impianto dovranno poi essere piantati oltre diecimila piccoli abeti, in sostituzione del bosco di larici, un intervento di finitura che da cronoprogramma era fissato dapprima nel luglio 2026, poi è slittato al 16 ottobre. Ma anche questa data è trascorsa invano.

Non è un bell’inizio per la prima stagione dello Sliding Centre che prevede, da novembre 2026 a febbraio 2027, le World Series giovanili di slittino, la Coppa Europa di skeleton, la Coppa del Mondo di bob e skeleton e la Coppa del Mondo di slittino.

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