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Arrestato l’ex ministro dell’economia ungherese Matolcsy: è accusato di corruzione e malversazione per oltre 550 miliardi di euro

Al centro dell'indagine ci sono alcune fondazioni private create mentre era presidente della Banca nazionale di Ungheria e legate alla sua famiglia, che avrebbero operato investimenti sospetti
Arrestato l’ex ministro dell’economia ungherese Matolcsy: è accusato di corruzione e malversazione per oltre 550 miliardi di euro
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Gyorgy Matolcsy, ex ministro dell’economia dei governi di Viktor Orban ed ex presidente della banca centrale ungherese Mnb, è stato arrestato con l’accusa di malversazione e corruzione. Secondo gli inquirenti, si tratta del più grande affare di malversazioni di sempre in Ungheria. Al centro dell’indagine ci sono fondazioni private, controllate dalla famiglia di Matolcsy, create dalla Banca nazionale di Ungheria sotto la sua gestione, che avrebbero operato investimenti su cui la Corte dei Conti dello Stato ha sollevato diverse perplessità. Il giro d’affari attorno a queste fondazioni sarebbe di circa 550 miliardi di euro. L’ex ministro respinge le accuse sostenendo che le fondazioni agivano in modo indipendente poiché la banca non aveva mandato per interferire con il loro operato.

Il premier Peter Magyar, che ha sconfitto Orban lo scorso aprile, ha salutato su Facebook l’arresto. Durante la campagna elettorale Magyar ha promesso una lunga e intensa battaglia contro la corruzione dei governi precedenti. È stata istituita una commissione per la revisione delle operazioni della Banca nazionale. Lo scorso maggio, inoltre, sono stati sequestrati 92 miliardi di fiorini ungheresi (l’equivalente di circa 250 milioni di euro) tra fondi e titoli a seguito di un’inchiesta per riciclaggio di denaro che ha coinvolto alcune fondazioni istituite dalla banca centrale negli anni scorsi.

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