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Usa 2026, il Washington Post: “Ex funzionari del Pentagono istruiscono gli Stati per proteggere il voto dalle interferenze di Trump”

Un gruppo bipartisan di ex dirigenti della Difesa fornisce consulenze riservate a governatori, funzionari elettorali e membri del Congresso per blindare i protocolli ed evitare un uso politico dei poteri federali nelle urne
Usa 2026, il Washington Post: “Ex funzionari del Pentagono istruiscono gli Stati per proteggere il voto dalle interferenze di Trump”
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Il timore è diffuso, non solo in ambienti democratici: l’amministrazione Trump potrebbe tentare di interferire nelle elezioni di medio termine del 3 novembre, cruciali per il prosieguo del mandato del tycoon. Per questo alcuni funzionari americani stanno fornendo consulenze private ai governi statali e ad alcuni membri del Congresso su come prepararsi all’eventualità. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti tra cui due di questi funzionari, secondo le quali il gruppo è composto da circa 10 persone con esperienza all’interno del Dipartimento della Difesa. Il loro sforzo è dettato dal crescente timore che Donald Trump possa mettere in pericolo la democrazia mettendo a rischio l’integrità del voto per mantenere il controllo del Partito repubblicano sul Congresso.

Il quotidiano, che non rivela il nome dei funzionari intervistati o dei congressisti e leader statali con cui si sono incontrati, afferma di aver visionato anche alcuni dei documenti preparati per gli incontri tesi ad aiutare le autorità statali a proteggere il processo elettorale. Incontri – sottolineano i funzionari – che sono stati condotti in maniera privata, non nell’ambito del loro ruolo di dipendenti governativi. Bisogna ricordare che Trump al suo ritorno alla Casa Bianca ha condotto una crociata contro quello che definisce il “deep state“, cioè i funzionari interni che lavorerebbero per minare la sua presidenza, avviando, anche con il sostegno del Department of Government Efficiency affidato per alcuni mesi a Elon Musk, consistenti purghe di funzionari di carriera non considerati fedeli.

Negli ultimi mesi, il gruppo ha avuto incontri in 10 Stati, parlando con governatori, funzionari elettorali e membri del Congresso di entrambi i partiti che condividono il timore di un intervento federale nelle elezioni, hanno spiegato ancora le fonti del Washington Post. “Tutti ci hanno detto che sono preoccupati ma non sanno cosa fare, il risultato che speriamo è che gli stati possano essere preparati ad ogni emergenza che possa crearsi”, aggiungono, sottolineando che negli incontri è stato illustrato come l’amministrazione Trump potrebbe usare i poteri federali per interferire nelle elezioni, comprendendo attività sia legali che illegali. La preoccupazione principale è che Trump possa schierare militari o agenti federali anti-immigrati, come il controverso U.S. Immigration and Customs Enforcement, davanti ai seggi o cercare di annullare i risultati denunciando frodi.

L’obiettivo dei funzionari è far crescere la consapevolezza da parte membri del Congresso, soprattutto tra i repubblicani, di questi rischi in modo da essere pronte a opporsi pubblicamente a questi tentativi, mentre con le autorità statali si è puntato a rafforzare le misure e i protocolli elettorali in modo da scongiurare strumentalizzazioni da parte del governo federale di eventuali debolezze. Infine, i funzionari intervistati dal Post ci tengono a sottolineare che i loro timori nascono unicamente dall’analisi delle dichiarazioni pubbliche di Trump e dei suoi alleati, e non specifiche informazioni a cui possono aver avuto accesso in qualità di funzionari federali.

Una portavoce della Casa Bianca, Lauren Bis, ha liquidato come infondati i timori, accusando invece i democratici di non volere leggi elettorali più severe. L’amministrazione Trump, ha affermato in una dichiarazione, “sta portando avanti un’azione decisa per proteggere le nostre elezioni, perseguendo crimini elettorali, rafforzando la sicurezza delle infrastrutture e proteggendo gli elettori vulnerabili da frodi e coercizioni”. Il presidente, ha concluso, “sta dicendo chiaramente che chiunque voti illegalmente nelle nostre elezioni dovrà rispondere delle sue azioni”.

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