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Papa Leone all’Angelus all’indomani delle dimissioni: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

A meno di 24 ore dalla dimissione dall'ospedale, il papa ha recitato l'Angelus con un po' di lentezza, ma senza esitazioni o particolari impedimenti nel movimento delle braccia
Papa Leone all’Angelus all’indomani delle dimissioni: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”
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“Grazie a tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno”, con queste parole papa Leone XIV, a meno di 24 ore dalla dimissione dall’ospedale, ringrazia la folla presenta in piazza San Pietro. Puntuale a mezzogiorno, il Pontefice si è affacciato dalla finestra del palazzo Apostolico per recitare l’Angelus domenicale davanti a 15mila fedeli. Dopo l’operazione per l’asportazione di un tumore al polmone, il Santo Padre ha riflettuto su come la sua condizione personale lo abbia avvicinato “a quanti attraverso la malattia sono in una condizione di infermità”, ha affermato durante l’Angelus.

Appare in una discreta forma, nonostante siano passati solo 5 giorni dall’intervento al Gemelli, e davanti alla folla di fedeli legge il testo con un po’ di lentezza, ma senza esitazioni. “Riprenderò gradualmente le mie attività con l’aiuto di Dio e le vostre preghiere”, ha detto il papa, che secondo il parere del chirurgo che lo ha operato, Stefano Margaritora, potrà affrontare anche il viaggio programmato in Sud America. Nel Vangelo del giorno (Mt 22,15-21) è contenuta una frase di Gesù conosciuta anche da chi è lontano dalla chiesa: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Leone XIV coglie lo spunto evangelico per invitare i credenti “a vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”. E non manca il riferimento alle cariche e alle responsabilità umane, invitando i fedeli a “essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”.

Domenica scorsa aveva annunciato la malattia e, una settimana dopo, torna ad affacciarsi dalla stessa finestra per ringraziare il personale medico e sanitario del Gemelli che ha reso possibile l’intervento in tempi brevi. Dopo questa fase delicata, il Pontefice tornerà gradualmente alla sua agenda e il modo in cui sta affrontando il post operatorio fa ben sperare. Anche durante la benedizione della folla, non ha mostrato particolari impedimenti nel movimento delle braccia. Nel giorno della centesima giornata missionaria mondiale, tra i numerosi cartelli che augurano la pronta guarigione di Leone, spicca “la pace è il futuro”. Il Pontefice al termine della funzione ha ringraziato tutti i presenti e si è ritirato nella sua abitazione, accompagnato dal caloroso applauso della folla.

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