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Conte: “Sulla politica estera non ci divideremo come Meloni e Salvini. Noi siamo seri”

Il leader del M5s all’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma: "Condanno la violenza nei cortei, ma governo non può ignorare radici del disagio e criminalizzarlo"
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“Noi abbiamo ancora dei passaggi che ci vedono su sensibilità diverse, ma è la prima volta che facciamo una coalizione del genere, e la stiamo costruendo però da tempo, da inizio legislatura. C’è una base programmatica già pronta. E visto che adesso tocca a noi, visto che andremo al governo, non ci ritroveremo mai in una situazione così surreale per cui l’altro giorno Meloni parlava in Parlamento nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo ed esponeva una politica estera, e nelle stesse ore Salvini da Bruxelles esponeva una politica estera completamente opposta. Non succederà mai, siamo persone serie“. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, all’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma, parlando del campo progressista.

Conte lo ha ribadito parlando ai giornalisti all’uscita dell’evento. “È un fatto oggettivo, dall’inizio della legislatura abbiamo lavorato con le altre forze di opposizione e per progetti di forma condivisi, risoluzioni unitarie. Certo ci sono ancora alcuni punti che richiedono un confronto, perché su alcuni punti abbiamo delle sensibilità differenti, ma è anche normale tra forze che per la prima volta vanno in coalizione. Pensate invece a destra, dove dopo quattro anni di governo sulla giustizia, sulla politica estera, su tanti dossier importanti c’è ancora tanta differenza e non c’è reale concretezza su quelli che sono i problemi dei cittadini. Giorgia Meloni ha detto per quattro anni che le cose andavano benissimo, adesso è difficile per lei cambiare narrativa, ma la presa di contatto con la realtà viene adesso con le proteste di studenti, agricoltori, allevatori e pescatori”, ha aggiunto il leader del Movimento 5 stelle.

Ha parlato anche dei di costi energetici che “sono alle stelle”, la spesa alimentare che “è diventata complicata” e il caro inflazione che “sta erodendo il potere d’acquisto dei salari che sono anche spesso molto bassi. Di fronte a tutto questo – ha aggiunto – il governo si ritrova completamente incapace e impreparato, dobbiamo voltare pagina e mandarlo a casa. La risposta del governo è criminalizzare la protesta poi ma questo governo non può assolutamente permettersi di fronte a delle proteste, a qualche episodio anche di violenza, che va fermamente condannato, di negare invece quella che è la radice, il disagio, l’impossibilità per adulti, giovani e famiglie imprese di arrivare a fine mese, o di vedere garantite i diritti essenziali. Pensiamo al diritto alla sanità, pensiamo al diritto allo studio per gli studenti, pensiamo al diritto a un salario dignitoso per chi ha famiglia”, ha concluso Conte.

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